mercoledì 16 settembre 2020

Le regole, il rispetto

"C'è un grande prato verde 
dove nascono speranze 
che si chiamano ragazzi 
Questo è il grande prato dell'amore. 
Uno non tradirli mai, han fede in te 
Due non li deludere, credono in te 
Tre non farli piangere, vivono in te 
Quattro non li abbandonare, ti mancheranno 
Quando avrai le mani stanche tutto lascerai 
per le cose belle ti ringrazieranno…"
(G. Morandi, Un mondo d’amore, 1967) 

Vi scrivo a ridosso della mia prima mattinata in caffetteria ad orario pieno. Certamente non la prima in assoluto, di norma io e Giulia siamo in caffetteria la Domenica mattina, ma la Domenica ha ritmi e facce diversi, in Agosto sono stata in caffetteria, ma con un mood estivo quindi più lento. Ora si tratta di gestire la caffetteria con la piena attività, attività che speriamo si intensifichi con l’inizio delle scuole. 

Vi starete chiedendo perché ho scelto la canzone cantata da Morandi più di 50 anni fa. Pensando e ripensando al tema delle regole, nei comportamenti, e del rispetto, verso gli altri oltre che verso noi stessi, mi è tornata in mente questa canzone, che cantavo con gli scout da piccola, che indica delle regole in amore; amore non è solo quello di una coppia, ma anche quello all'interno di una famiglia, l’amore verso i figli, verso gli amici, verso il prossimo e anche verso il mondo in cui viviamo. 

Stando a più stretto contatto con voi, la cosa che mi ha abbastanza stupita è stato sentirmi dire di frequente che siamo molto attente alle regole che vigono in questo periodo e al loro rispetto. In effetti su questo punto a me pare che si siano formate due fazioni contrapposte e non dialoganti: una parte ritiene che sia pericoloso anche solo respirare, un piccolo raffreddore obblighi all'isolamento, tutto sia dannoso, l’altra parte (peggiore, a mio avviso) ritiene che non sia successo nulla, che le regole siano una “dittatura sanitaria” (solo) e che ci sia un piano in atto di riduzione in schiavitù della popolazione mondiale da parte di pochi. 

Personalmente, sarà banale, credo che sarebbe opportuno avere una visione più alta della situazione: la pandemia c’è stata e c’è ancora anche se, proprio grazie al rispetto delle regole, si mantiene più sotto controllo, e noi dobbiamo imparare a conviverci; probabilmente ne usciremo come successo in passato tenendo sempre a mente le regole da rispettare che sono poche e piuttosto semplici. 

La prima regola è l’igiene delle mani (e l’igiene personale tutta, direi) ma questa è una cosa che si insegna ai bambini fin da piccoli ed è quindi un comportamento che avrei dato, come dire, per scontato. Ai bambini si insegna a non mettersi le mani in bocca dopo che le hanno appoggiate ovunque, è buona norma lavarsi le mani prima e dopo essersi recati alla toilette, coprire un eventuale starnuto, è buona norma non appoggiare le proprie borse o zaini sui piani dove altri poi si accomodano per sorseggiare un caffè. 

La seconda regola pare un pelo più difficile, ma anche qui a pensarci bene è un comportamento naturale e anche logico e di semplice buona educazione: là dove possibile mantenere la distanza, preferirei dire “di cortesia” invece che “sociale”, dalle persone che non conosciamo, che non frequentiamo abitualmente, di cui non conosciamo le abitudini. 

Infine, forse in effetti la più “antipatica” ma necessaria, indossare una mascherina nei luoghi chiusi o se non si può stare un po’ distanti dalle altre persone. E su questo punto mi permetto di ricordare a tutti di evitare un comportamento che purtroppo ho visto spesso: se togliete la mascherina non appoggiatela dove poi altre persone arriveranno (il bancone dei bar, ad esempio) e soprattutto non gettatela a terra ma smaltitela nella raccolta indifferenziata. 

Io davvero credo che con poco impegno e tanto rispetto si possa convivere con la situazione che si è andata creando, continuando a lavorare, produrre, andare a scuola, usare i mezzi pubblici e anche avere cura dell’ambiente e del mondo che lasceremo, forse, ai posteri. 




Come dicevano i latini “repetita iuvant”, vi ricordo ancora i nostri nuovi orari che sembrano complicati ma non lo sono: 

lunedì e martedì: dalle 7.30 alle 14.00 (pomeriggio chiuso) 

da mercoledì a venerdì: dalle 7.30 alle 19.00 orario continuato 

sabato: dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00 (chiuso tra le 12.00 e le 16.00) 

domenica: dalle 8.30 alle 12.00 (pomeriggio chiuso) 

Per la ricetta della settimana, resto sul salato! 

TARTUFI SALATI 
Gr 150 robiola fresca 
Gr 190 caprino 
Gr 15 mascarpone 
Gr 50 parmigiano reggiano grattugiato 
Gr 75 burro pomata 
Gr 50 ricotta salata grattugiata 

Mixare tutti gli ingredienti con l’aiuto di un cutter, fare delle palline e rotolarle nel parmigiano. Porre in frigo a raffreddare.

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