giovedì 30 marzo 2023

LA MATTINA DOPO

Mario Calabresi - 2019

“Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo, tutti sappiamo di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale ma subito dopo viene aggredito dal dolore. La prima volta di solito è per la fine di una storia d’amore, ai tempi della scuola, poi la vita ne ha in serbo tanti altri, per alcuni troppi. La morte di un genitore, di un amico, di un compagno, di un figlio, la perdita del lavoro, un tragico errore, una bocciatura, una clamorosa sconfitta, anche la fine del lavoro e il primo giorno della pensione”.

Esiste per tutti una mattina dopo, quella in cui si cerca di mettere insieme i pezzi cercando di non naufragare.
Mario Calabresi affianca alla sua esperienza, raccontata con un piglio insieme forte e intimo, le vicende di "chi cade all’improvviso, di chi si trova a terra, di chi perde qualcosa per sempre". Perché nelle storie di difficoltà c'è sempre più umanità e profondità che in quelle di baldanzosa vittoria; dalle cadute, almeno una volta, tutti siamo passati e ognuno può ricordare come si è sentito.


Le sensazioni descritte abilmente da Calabresi in questo suo personalissimo libro sono sensazioni che anche io ho provato in diverse occasioni, non forse così difficili ma importanti e ve le vorrei raccontare.

La prima volta è stato quando ho discusso la mia tesi di laurea; una giornata esaltante, il compimento di un percorso di studi molto impegnativo e di grande soddisfazione. La mattina dopo, durante il viaggio che mi portava a Moneglia per qualche giorno di meritato relax, il mio cervello era ripetutamente centrato sulla medesima domanda: “e ora?”. Sapevo bene di avere le carte in regola per trovare un buon lavoro ma nulla era scontato, e se non trovavo il lavoro? Cosa avrei fatto? Per mia fortuna all’epoca della mia laurea non era difficile trovare lavoro e così fu.

Anni dopo ho rivissuto lo stesso turbine di sentimenti quando, a seguito dei grandi stravolgimenti del settore in cui operavo, mi trovai senza lavoro: “e ora??”. Mi sentivo spaesata e spaventata, non sapevo cosa fare e in che direzione muovermi. Poi, spinta e supportata da colui che ancora oggi mi supporta, mi rimboccai le maniche e con grande caparbietà ritrovai la mia nuova strada che portò alla nascita di Pasticceria Su Misura, 22 febbraio 2009.

L’incontro con Ilaria mi fece capire che avevo fatto degli errori di valutazione e che da sola non sarei andata lontana. L’idea di mettermi in società con lei e trasferire l’attività a Lecco fu una decisione importante e fondamentale per la nostra attività che ha ormai festeggiato, lo scorso mese di dicembre, i dieci anni.

Ricordo però il giorno dopo la festa d’inaugurazione, alla quale aveva partecipato tutta Lecco o quasi, ancora quella sensazione, quella paura: e ora? Ne abbiamo passate tante in questi dieci anni e non posso nascondere la soddisfazione che ricavo dalla nostra piccola attività, nonostante i grossi sacrifici, la stanchezza, le ansie.

L’ultima prova che sto affrontando è molto recente: l’assenza di Giulia, in dolce attesa.

L’ultima domenica che Giulia ed io abbiamo lavorato insieme prima che lei entrasse nel suo periodo di maternità il mio pensiero è stato di nuovo: “e ora?”. Ero preparata all’idea di questo evento e sono orgogliosa di avere una squadra tutta femminile, ho Ilaria al mio fianco e Madalina è entrata a far parte della nostra attività a pieno titolo.

Nonostante ciò ero abbastanza spaventata, dovevo riprendere in mano produzioni e aspetti del laboratorio che avevo delegato a Giulia, dovendo dividermi con il lavoro in caffetteria. La prima settimana mi sono sentita senza bussola, senza riferimenti e con quella insistente sensazione di “e ora?”.

E ora ce la stiamo facendo, anche se con due mani in meno le altre sei mani devono necessariamente darsi più da fare! È faticoso e in vista della Pasqua le mie giornate iniziano molto presto e spesso finiscono molto tardi. Ma so che è un periodo, che con coraggio e impegno otterremo ottimi risultati e che Giulia ritornerà da noi, la nostra bella famiglia che conterà una piccola donna in più.



giovedì 23 marzo 2023

LA NAZIONE DELLE PIANTE

Stefano Mancuso - 2019

“In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza. Come? Suggerendoci una vera e propria costituzione su cui costruire il nostro futuro di esseri rispettosi della Terra e degli altri esseri viventi. Sono otto gli articoli della costituzione della Nazione delle Piante, come otto sono i fondamentali pilastri su cui si regge la vita delle piante, e dunque la vita degli esseri viventi tutti.”

Stefano Mancuso, scienziato di fama internazionale, dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale (LINV) dell’Università degli Studi di Firenze. È membro fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior e accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili. Autore di numerosi libri, tradotti in oltre venti lingue.


La primavera è appena iniziata, le giornate si allungano donandoci più luce, il clima si fa più mite anche se, a dirla tutta, anche durante quest’ultimo inverno di freddo ne abbiamo patito poco mentre quasi assenti sono state pioggia e neve. La Natura però continua a rinnovarsi e le piante a fiorire. Ed è cosi che questa settimana vi propongo un libro che non conoscevo (il mio consulente speciale me lo ha suggerito proponendomi addirittura di prestarmelo!): non l’ho ancora letto ma mi è parso in sintonia con l’arrivo della nuova stagione.

Il primo degli otto articoli che formano la costituzione della Nazione delle Piante recita così: “La Terra è la casa comune della vita. La sovranità appartiene ad ogni essere vivente”.

Noi esseri umani pensiamo di essere padroni e sovrani del nostro pianeta ma se la Terra dovesse appartenere alla specie più numerosa gli umani, lo 0,01% della biomassa totale del pianeta, sarebbero decisamente in fondo alla classifica; se la Terra dovesse appartenere alla specie migliore nel perseguire l’obiettivo della vita quella umana resterebbe comunque fuori dalla classifica. Noi umani diamo per scontato il fatto che la Terra sia l’unico pianeta all’interno del sistema solare ad ospitare delle forme di vita, diamo per scontata l’acqua che rende il nostro il “pianeta azzurro”, diamo per scontato l’ossigeno che respiriamo. Molto spesso parliamo della natura come se fossimo degli osservatori esterni, dimenticandoci che noi stessi siamo natura, che ne facciamo parte allo stesso modo delle altre specie che abitano il pianeta.

Vi vedo, lo vedo che state pensando a quale potrebbe essere il legame con la nostra Pasticceria Su Misura, con la nostra attività. Forse il legame non è del tutto semplice da ritrovare ma quello che mi premerebbe dirvi oggi è che tutti i nostri comportamenti, tutte le nostre azioni hanno un impatto sull’ambiente che ci ospita. E la Terra si sta un pochino stancando di questo 0,01% che crea tanti guai. Certamente al punto in cui siamo sarebbero necessari interventi importanti che vadano ben oltre i piccoli gesti di ciascuno di noi. Ma si sa, il mare è fatto di gocce!

Piccole azioni, fare attenzione a non sprecare nulla, non sprecare acqua, non sprecare carta, non sprecare risorse, non sprecare cibo, impegnarsi per una corretta differenziazione dei rifiuti, non sporcare la casa comune ma al contrario impegnarsi per tenerla pulita e in ordine, tutte queste cose hanno grande importanza.

Sta per arrivare la Pasqua e la nostra produzione viene proposta sotto la luce migliore dei colori che Ilaria ha sapientemente scelto. La presentazione del prodotto ha la sua importanza, questo lo sanno tutti; tuttavia noi da sempre optiamo per la sostanza, per la bontà del prodotto, per la scelta di materie prime di alta qualità. Questa non significa che trascuriamo la presentazione ma cerchiamo di non sprecare e di non far sprecare, di dare il giusto peso all’involucro senza eccedere. Non è una scelta di comodo ma un pensiero preciso, un modo per dare più peso all’essere che all’apparire, al contenuto che al contenente.

Con questi pensieri su cui riflettere per ridurre l'impatto ambientale di noi tutti, vi dò appuntamento alla prossima settimana. 




giovedì 16 marzo 2023

GLI SDRAIATI

GLI SDRAIATI
Michele Serra - 2013

Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, ma soprattutto niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare. Quando è successo? Come è successo? Dove ci siamo persi? E basterà, per ritrovarci, il disperato, patetico invito che il padre reitera al figlio per una passeggiata in montagna? Fra burrasche psichiche, satira sociale, orgogliose impennate di relativismo etico, il racconto affonda nel mondo ignoto dei figli e in quello almeno altrettanto ignoto dei padri. Gli sdraiati è un romanzo comico, un romanzo di avventure, una storia di rabbia, amore e malinconia.

Francesca Archibugi, nel 2017, ha tratto un film da questo romanzo.


La settimana in corso termina domenica 19 marzo, Festa del Papà. Il libro che vi propongo questa settimana è certamente dedicato agli adolescenti, gli sdraiati del titolo, ma molto parla dei padri ed è a loro che vorrei dedicare queste brevi note e vorrei farlo parlandovi, certamente non per la prima volta, del mio papà che è stretto nel mio cuore.

Il mio papà, uomo nato negli anni venti del secolo scorso, era un uomo del suo tempo, piuttosto rigoroso se non addirittura rigido; gran lavoratore e con alle spalle un’infanzia e un’adolescenza indubbiamente faticose. Ricordo i tanti scontri avuti con lui, ricordo con fastidio quando mi trascinava in bottega perché “aveva bisogno di una mano” togliendomi ai miei pomeriggi di compiti, merende, riposo. Se non fosse stato per la mia mamma, donna di ampie vedute e con la sana tendenza a lasciare andare la prole sulla propria strada, mia sorella ed io non avremmo mai fatto tante belle esperienze fuori casa, dalle domeniche in bici nel gruppo scout alle vacanze all’estero, alle uscite serali. Mio padre aveva una visione piuttosto ottocentesca dell’educazione delle figlie femmine! Per mio fratello i parametri erano differenti anche se, neanche a dirlo, mio fratello, l’uomo intelligente della famiglia, alle uscite serali, alle moto, alle macchine preferiva di gran lunga, ora come allora, i suoi amati libri.

Mio padre era un uomo buono ed estremamente generoso, un liberale nel senso più positivo del termine e che si è sempre fatto in quattro per la sua famiglia, non mancando mai di far avere il suo sostegno a mia mamma o a noi. Nemmeno nei momenti difficili.

Ricordo la sua amarezza di fronte al fallimento del mio primo matrimonio ma anche in quell’occasione lui mi fu accanto, non ebbe mai parole di biasimo e, senza che nemmeno glielo chiedessi, mi diede una mano a sistemare la mia nuova casa.

Ora che, come lui, anche io sono una piccola imprenditrice artigiana, tengo caro il suo insegnamento di onestà, correttezza, perseveranza. Adesso so che mi portava con lui non perché “avesse bisogno di una mano” ma perché quello era il suo modo di starmi vicino ed insegnarmi la vita.

Tanti auguri a tutti i papà! Pasticceria Su Misura come ogni anno vi farà trovare dolci pensieri dedicati a questi uomini, alle volte un pochino trascurati.



giovedì 9 marzo 2023

I TRE MOSCHETTIERI

Alexander Dumas – 1844

I tre moschettieri (Les trois mousquetaires) è un romanzo d'appendice scritto dal francese Alexandre Dumas nel 1844 e pubblicato originariamente a puntate sul giornale Le Siècle. È uno dei romanzi più famosi e tradotti della letteratura francese. I tre moschettieri del titolo sono Athos, Porthos e Aramis, a cui poi si aggiunge il protagonista del romanzo, D'Artagnan.

Il romanzo è ambientato in Francia nel 1625. Charles d'Artagnan, un giovane guascone, va a Parigi per essere ammesso tra le file dei moschettieri di re Luigi XIII. Tuttavia, la lettera di raccomandazione che porta con sé indirizzata al Signor de Tréville capo dei moschettieri, gli viene sottratta durante il viaggio. Il signor de Tréville lo riceve ugualmente e, dopo l'udienza, D'Artagnan s'incammina per Parigi, dove incontra casualmente, uno dopo l'altro, Athos, Porthos e Aramis, i più famosi moschettieri del re. Ciascuno di essi, ritenendosi provocato, lo sfida a duello, all'insaputa degli altri. All'appuntamento, però, si presentano anche le guardie del cardinale Richelieu, risolute ad arrestarli, in forza del divieto di duellare, stabilito da un editto reale. I tre moschettieri, però, si oppongono; D'Artagnan combatte assieme a loro, dando prova di saperci fare con la spada e conquistando la fiducia e l'amicizia dei tre. Il romanzo, un classico “cappa e spada”, si snoda lungo una serie di intricate storie, amori e duelli. Vincono l’amore, l’amicizia e sicuramente “lo spirito di squadra”.

Vi propongo un altro romanzo famosissimo di Dumas, romanzo del quale Giorgio Manganelli scriveva: Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità e oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche. E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la consenziente credulità del pubblico.

Pasticceria Su Misura è una piccola realtà con un grande cuore, i nostri duelli si consumano tra macaron e cioccolato, sacher e pan di spagna; non usiamo spade e fioretti ma fruste e marquise, mestoli e coltelli, spatole e tarocchi; non indossiamo mantelli ma divise.

Pensando alle mie divagazioni per la settimana in corso, mi è venuto in mente questo romanzo perché mi ha divertito molto associarlo a noi, Ilaria, Madi ed io, che siamo in tre dal momento che Giulia è rimasta a casa in dolce attesa. In tre ad affrontare le sfide e i duelli che le diverse festività ci attendono da qui ai primi di giugno. Non sarà facile ma sono certa che riusciremo bene nelle imprese che ci troveremo ad affrontare e che supereremo di slancio anche grazie al fondamentale spirito di squadra che certamente non ci manca e sta alla base della buona riuscita della nostra attività.

Manca un mese esatto alla Pasqua e il nostro laboratorio, attualmente popolato da me e da Madi, ha già un piano d’attacco per riuscire a stupirvi anche quest’anno, mentre Ilaria darà il suo fondamentale apporto con foto e attività social. Questa è una delle mie festività preferite, anche più del Natale, e la creazione di uova di cioccolato mi dà sempre tanta soddisfazione! Quest’anno avremo qualcosa che conoscete, qualche novità e un soggetto un pochino “vintage”, uno stampo che acquistai agli albori della mia attività e che non usavo in effetti da tempo: il pulcino che esce dall’ovetto! Un piccolo cadeau perfetto anche per guarnire la tavola di Pasqua. Il pulcino ha fatto la sua entrata in scena da qualche giorno nella versione fondente, latte, bianco riscuotendo grande successo.

Non vi resta che continuare a seguirci sui nostri social e venire a trovarci in negozio per vedere le fantastiche novità di questa Pasqua Su Misura!



giovedì 2 marzo 2023

DALLA PARTE DELLE BAMBINE

Elena Gianini Belotti – 1973

Il 24 dicembre scorso è morta Elena Gianini Belotti, scrittrice, saggista, pedagogista, una figura fondamentale per la nascita del femminismo in Italia e la cui eredità culturale è di grande attualità ben più di quanto consapevolmente si sappia. Nel 1973 aveva scritto il libro che rivoluzionò il modo di guardare le bambine, edito da Feltrinelli, volume che occupa un posto di onore nelle librerie delle ex ragazze degli anni Settanta. “Dalla parte delle bambine” è un libro che ha cambiato la prospettiva, costituendo una picconata alla visione patriarcale sui generi. Dacia Maraini disse, durante un’intervista: ''L'originalità della posizione di Elena Gianini Belotti deriva dal fatto che lei porta prima di tutto una testimonianza. Le riflessioni arrivano dalla osservazione delle realtà e questo rende tutto credibile. Elena racconta, avendolo constatato con i suoi occhi, nel Centro Nascita Montessori fondato nel 1960, che bambini e bambine fino ai due o tre anni hanno gli stessi impulsi: di gioia, di dolore, di aggressività, di affettuosità, di rudezza e di morbidezza. Dopo i tre anni comincia il lavoro sociale per la creazione dei generi, secondo una ideologia vecchia di millenni. Ai bambini si insegna come indirizzare gli istinti aggressivi verso il mondo, verso il nemico; alle bambine si insegna a controllare e reprimere i propri istinti aggressivi, e se proprio urgono, a rivolgerli contro se stessa. Da lì derivano i ruoli e le competenze che molti, dopo averli ben bene assimilati, considerano prodotti della natura e non della cultura. Questo racconta Elena lo fa con voce sapiente e autorevole. Per questo il suo libro è stato importantissimo per il femminismo e credo che vada visto come un classico che tutti dovrebbero conoscere''.


A pochi giorni dall’8 marzo, giorno della Festa della Donna, ho pensato a un libro che ci facesse riflette anche sul significato di questa celebrazione, al di là delle mimose.

“Dalla parte delle bambine” potrebbe sembrare un po’ datato per chi lo legge oggi, sono passati 50 anni dalla sua prima uscita, ma resta comunque un libro che tutti dovrebbero conoscere. Sono stati fatti parecchi passi avanti per tentare di avvicinarci alla vera consapevolezza che al mondo esistono persone, esseri umani, ciascuno con le proprie caratteristiche; nessuno può essere incasellato in categorie predefinite sulla base del proprio genere.

Io, bambina negli anni ’60 e adolescente nel decennio successivo, ho avuto la fortuna di avere una madre con una mentalità molto aperta e grazie a ciò, sia io che mia sorella, abbiamo potuto godere sin da piccole di una grande indipendenza, possibilità di scelta, autonomia e consapevolezza, tutte cose che molte fanciulle della nostra età neanche sapevano cosa fossero.

Oggi molto sembra scontato, ma negli anni passati le donne come la mia mamma, come le ragazze degli anni 60 e 70 hanno faticato molto, in un mondo che prevedeva il predominio maschile.

Purtroppo parecchia strada ancora c’è da fare, la violenza sulle donne è un chiaro segnale che il cammino percorso crea problemi a una buona parte del mondo maschile. Fuori dal nostro Paese esistono poi realtà che non si fatica a definire da medioevo (e probabilmente anche all’interno del nostro Paese).

A volte, lo ammetto, mi dispiaccio quando vedo ragazze assumere atteggiamenti o esprimere opinioni che gettano nel fango la fatica che le donne prima di loro, anche prima di me, hanno fatto.

Non si tratta di essere tutti uguali ma di essere persone con la possibilità di esercitare il proprio libero arbitrio in modo consapevole, di poter esercitare le proprie competenze e le proprie attitudini, di essere persone e non corpi da sfruttare.

Pasticceria Su Misura è una azienda di sole donne, peraltro in attesa di un’altra piccola donna! Dedicheremo questa giornata alle donne che ne fanno parte, a tutte le donne che ci frequentano, a tutte le donne che con gioia ed energia conducono un’impresa, alle donne che svolgono mille lavori, a tutte le donne che perseguono la loro strada, a tutte le donne che la loro strada ancora non hanno trovato.

Un pensiero anche agli uomini affinché sappiano stare al fianco delle donne, perché quella bimba che stiamo aspettando merita un mondo migliore.