giovedì 28 marzo 2024

LUOGHI DEL CUORE. LAGO DI PUSIANO

LAGO DI PUSIANO

Il lago di Pusiano, detto anche di Casletto o Eupili, è un lago situato tra le province di Como e Lecco, in Brianza, Lombardia. In suo onore Giuseppe Parini pubblicò il suo primo libro di poesie, con lo pseudonimo di Ripano Eupilino. Il pittore Giovanni Segantini dipinse Il lago di Pusiano in un suo celebre quadro “Ave Maria a trasbordo” che è tra i primi che segnano l'evoluzione verso il divisionismo.
Nel lago è situata la piccola Isola dei Cipressi, di proprietà privata. Essa è un isolotto di forma ovale che si trova all'interno del lago di Pusiano. Deve il suo nome alla presenza di circa 130 cipressi, alcuni dei quali secolari. A partire dal medioevo, fino al XVII secolo, fu connessa alla storia del Lago di Pusiano e perciò divenne proprietà dell’arcivescovo di Milano, poi dei signori Carpani (feudatari locali) e infine divenne l’isola dei Viceré, dall’arciduca Ferdinando Carlo d’Asburgo Este Lorena a l’arciduca Ranieri d’Asburgo, passando per Eugenio di Beauharnais. Rimase proprietà della casa imperiale austriaca fino a circa il 1831. Essi alloggiavano in un palazzo storico in paese, noto come palazzo Beauharnais e utilizzavano l'isola per i propri passatempi. Fu ceduta nel 1874 ai fratelli Antonio ed Egidio Gavazzi, industriali di Valmadrera. Oggi l'isola, meta di visite guidate e usata per ospitare matrimoni o eventi, è particolarmente conosciuta per la presenza di particolari specie botaniche e animali esotici tra cui: i piccoli canguri wallaby, gru coronate, pavoni e cicogne.


Ho la grande fortuna di vivere in una casa che si affaccia sul Lago di Pusiano, proprio in fronte all’omonimo paese, da ormai venticinque anni. L’acquisto di questa casa seguii percorsi inaspettati e capitò per caso in un momento in cui non stavo assolutamente cercando casa.
A quell’epoca mi trovavo nella mia prima vita lavorativa e ogni giorno andavo a Milano in treno utilizzando le Ferrovie Nord. Classica vita da pendolari: stesso orario ogni giorno, stessa carrozza, stessi posti e stessi compagni di viaggio. Si leggeva, si sonnecchiava ma anche si chiacchierava molto e alla fine si diventava amici. Capitava di organizzare qualche cena ora a casa di uno ora dell’altro. Un bel giorno uno dei miei compagni di viaggio mi disse che aveva visto la casa adatta a me che quella dove vivevo era troppo piccola; in effetti il mio appartamento era davvero minuscolo e senza spazi di sfogo per il mio adorato micio Pablo da poco entrato nella mia vita da single. Accompagnata da un filo di scetticismo, una casa non costa come un vestito, decisi di seguire il consiglio ricevuto e visitai il cantiere e fu amore a prima vista!

Così, nel giro di pochissimo, acquistai l’appartamento dove tutt’ora vivo con il mio bene amato e la nostra famigliola pelosa. È stata una delle scelte più felici della mia vita.
Il mio micio Pablo ha vissuto qui tutta la sua vita, scorrazzando nel prato, correndo per i boschi, andando a caccia e così hanno fatto e fanno tutti i mici della nostra vita.
Adesso che sta arrivando la bella stagione è meraviglioso riposare sotto il portico, rimirando le montagne e il Lago di Pusiano. Ora che il mio bene amato non è più legato a orari lavorativi scendiamo al lago per una bella passeggiata che ci porta a Bosisio Parini.

Queste giornate di inteso lavoro pasquale consumano tutte le mie energie ma quando arrivo a casa mi rilasso e penso che questo è il luogo del cuore per eccellenza, dove amo stare, immersa nella natura.
Sapete che amo molto il mio lavoro ma gli anni passano e questo inizio d’anno caratterizzato dalla vicinanza tra una festività e l’altra è stato un vero e proprio tour de force! 
Manca ancora l’ultimo miglio però: domenica si festeggia la Pasqua e io sarò in Pasticceria (dalle 9.00 alle 12.00 o forse un poco meno) per i vostri ultimissimi acquisti, per fare gli auguri agli amici che passeranno a salutarmi e per bere un caffè con loro.
E poi una breve pausa rigenerante, qui sul mio lago.
Buona Pasqua a voi, amici cari.



giovedì 21 marzo 2024

LUOGHI DEL CUORE. TORINO

TORINO

Torino è il capoluogo del Piemonte ed è nota per la raffinatezza della sua architettura e della sua cucina. Il fiume Po segna la divisione tra la parte collinare e quella, quasi pianeggiante, della città, collocata tra i 220 e i 280 metri sul livello del mare; il punto più elevato del territorio comunale è il Colle della Maddalena, a 715 metri sul livello del mare, nei pressi del Faro della Vittoria.
La città è al centro di un anfiteatro montuoso che ingloba alcune delle più belle vette alpine: il Monviso, monte dal quale nasce il Po, il Rocciamelone, e i massicci del Gran Paradiso e del Monte Rosa, mentre il Cervino diventa visibile dalla zona sud-est dell'area urbana. Il 19 marzo 2016 l'UNESCO ha riconosciuto il parco del Po e la collina torinese come riserva della biosfera, mentre nel 2020 la FAO e l'Arbor Day Foundation hanno conferito alla città di Torino il riconoscimento di Tree City of the World 2019.
Uno dei simboli più popolari della città è la Mole Antonelliana, situata nel centro storico: il nome deriva dall'imponente altezza, 167,5 metri, mentre il suo aggettivo deriva dall'architetto che la concepì, Alessandro Antonelli. Iniziata nel 1863 quando Torino era capitale del neonato Regno d'Italia e completata in piena Belle Époque nel 1889 (lo stesso anno in cui venne poi inaugurata la torre Eiffel, a cui da allora è stata spesso paragonata), fu l'edificio in muratura più alto del mondo fino al 1908 e venne definita da Friedrich Nietzsche "forse l'opera architettonica più geniale mai realizzata". Per anni fu l'edificio più alto di Torino, superato oggi da due moderne torri. Dal 2000 al suo interno ha sede il Museo nazionale del cinema.


Inizio a frequentare Torino da ragazza allorché una cara amica di allora, per motivi lavorativi e per turbolenti vicende di cuore, si trovò a viverci per qualche tempo. Andavo abbastanza spesso a trovarla ed erano sempre belle occasioni per ascoltare musica, andare a teatro, fare passeggiate sul lungo Po.
Torino ha continuato ad essere una città molto importante nella mia vita. Infatti la mia ultima esperienza lavorativa a Milano mi ha dato la grande fortuna di conoscere colei che sarebbe diventata, e tutt’ora resta, la mia più cara amica, Chicca: torinese doc trapiantata a Milano. Ed è grazie a lei e del suo consorte che io ho avuto l'enorme chance di incontrare il mio bene amato!
Grazie a lei ho anche stretto altre amicizie torinesi e ho avuto occasione di andare svariate volte a Torino.

Effettivamente non posso dire di conoscere la città in tutti i suoi aspetti ma resta il fatto che passeggiare nelle sue grandi piazze, nelle vie del centro, ammirare i palazzi e quello stile tanto simile alla città che più amo al mondo, Parigi, mi dà ogni volta grande soddisfazione.
Una delle cose che più mi piacciono di Torino sono le caffetterie e le vetrine di pasticcerie e cioccolaterie!
Torino e il cioccolato sono indubbiamente legate a doppio filo; Croci, Peyrano, Gobino, Candifrutto sono solo alcune delle cioccolaterie più famose. A Torino trovi il cioccolato tutto l’anno.

Prima di aprire Pasticceria Su Misura avevo effettivamente pensato di aprire una cioccolateria e già immaginavo un locale in stile torinese. Fatti due conti, non essendo a Torino, ho preferito non restringere così tanto la mia produzione e ho quindi optato per la pasticceria anche se il cioccolato, da Pasticceria Su Misura, ha un ruolo da grande protagonista per molti mesi all’anno.

Ormai siamo prossimi alla Pasqua e le mie ragazze in laboratorio si stanno dando un gran da fare producendo uova di cioccolato di varie dimensioni, modelli (grazie Pavoni Italia per i bellissimi stampi) e colori.
Ho sempre amato molto il lavoro di Pasqua; confesso che mi rammarica un po’ non riuscire più a dedicarmi a questa parte della nostra produzione. Ma le cose da fare sono moltissime e soprattutto ora passo parecchio tempo in caffetteria. Il laboratorio è però in ottime man: sono felice di vedere Giulia e Madi lavorare così bene, in sintonia e con tanta bravura. Il mio compito è anche quello di trasmettere la mia passione e la mia visione a loro, giovani pasticcere con un grande futuro davanti.

Uovo modello Cadeau





giovedì 14 marzo 2024

LUOGHI DEL CUORE. MILANO, QUARTIERE GIAMBELLINO

MILANO, QUARTIERE GIAMBELLINO

Giambellino nasce nella prima metà del Novecento dall’estensione della zona industriale di porta Genova, dovuta alla vicinanza del Naviglio Grande e della Ferrovia Milano-Mortara. Le prime case sono popolari, con una forte matrice operaia. Mentre Milano si popola di immigrati provenienti da zone sempre più lontane, la fabbrica è l’esperienza intorno alla quale si sviluppa l’identità del Quartiere, fatta di orgoglio professionale e solidarietà. Il quartiere si sviluppa con direttrici sud-nord e est-ovest, a partire dal centro città e dalle vie di comunicazione sulle quali sono nate le fabbriche, fino a raggiungere una densità considerevole, conservando una quota estremamente rilevante di patrimonio abitativo pubblico, a rinnovare l’identità storica del quartiere nonostante la grande ondata migratoria dal sud. Nel quartiere, povero e gravato di problemi, nascono le prime sperimentazioni di frontiera su temi di grande impatto sociale: il Giambellino rappresenta in questi anni un esempio virtuoso di integrazione e promozione sociale.


Oggi vi riporto a Milano, nel quartiere Giambellino (dalla via omonima intitolata al pittore italiano del XV secolo Giovanni Bellini detto il Giambellino) ad un indirizzo preciso: via Odazio 6.
A questo indirizzo hanno abitato i miei nonni, mio papà fino al suo matrimonio con mia mamma e la zia Lina fino ad una quindicina di anni fa.
Mia nonna, mamma del mio papà, si chiamava Charlotte Regina Thomas. Era nata nel 1906 vicino a Strasburgo ed era arrivata a Milano con la famiglia, così come tanti altri migranti francesi, agli inizi degli anni quaranta, all’infuriare della seconda guerra mondiale.
Nonna Charlotte, operaia alla Borletti, era soprattutto una partigiana, combatteva nella Resistenza, fu promotrice dei grandi scioperi del marzo del 1944 e per questo fu deportata e morì a Bergen Belsen pochi giorni prima della liberazione. Nonna Charlotte lottava per “il pane, la pace e la libertà”.

Giovedì 7 marzo 2024, in Via Odazio 6 è stata posta una pietra d’inciampo in memoria di mia nonna: una cerimonia affollata e commossa alla quale ho partecipato con mio fratello Federico, mia sorella Gabriella e Laura, la più piccola delle mie cugine (per lei nonna Charlotte è la bisnonna).
Ho conosciuto tante persone che animano il quartiere e che agiscono perché la memoria delle persone come mia nonna non vada persa, perché il quartiere possa continuare a vivere, perché le disuguaglianze e le difficoltà si possano arginare.

In questi giorni di commozione e di orgoglio ho pensato tanto al mio papà, a quanto deve aver sofferto; lui non mi ha mai parlato della sua mamma partigiana. Forse il mio papà avrebbe preferito una mamma meno forte e più vicina, una mamma che non sacrificasse la propria vita per la libertà di tutti. Anche della nostra oggi.
Penso al mio papà con affetto e con nostalgia, a quel caseggiato di via Odazio dove andavamo a trovare la zia Lina. Ho rivisto quei luoghi a distanza di decenni, un caseggiato identico a come me lo ricordavo da bambina ma che mostra tutti i segni del tempo. Penso al mio papà, rimasto senza mamma, con la zia a fargli da mamma.
Mi manca molto. Mi piacerebbe incontrarlo di nuovo e parlare con lui, e chiedere a lui della nonna Charlotte.

Martedì prossimo, 19 marzo, festeggeremo tutti i nostri papà. Io sono molto felice di avere avuto un papà come il mio, sono orgogliosa della nostra vicenda famigliare. E so che anche lui, ovunque si trovi, è orgoglioso di me.

Nonna Charlotte

Pietra d'inciampo nonna Charlotte



giovedì 7 marzo 2024

LUOGHI DEL CUORE. SORRENTO

SORRENTO

Sorrento è una cittadina costiera della Penisola sorrentina che si trova di fronte alla baia di Napoli, nella parte sud-occidentale dell'Italia. Piccola ma assolutamente imperdibile, Sorrento è celebre per gli agrumeti e le viste panoramiche sul mare, per non parlare degli edifici color pastello che si trovano sulla scogliera. Non a caso, le attività principali ruotano intorno alla vita costiera: immersioni, pesca, crociere in barca e Marina Grande. A pochi passi dalla costa vi sono molte altre attrazioni, come Piazza Tasso, la vivace piazza cittadina con caffetterie caratteristiche e negozi a conduzione familiare. Da visitare la chiesa di San Francesco, che risale al XIV secolo, come anche i giardini pubblici incontaminati del vicino parco della Villa Comunale, con vista sul golfo di Napoli.


Correva l’anno 1980 e i miei genitori, evidentemente presi da desiderio di avventura, decisero di noleggiare un camper per una vacanza con destinazione Sorrento, la costiera Amalfitana, Pompei ed Ercolano. La vacanza aveva anche l’obiettivo di soddisfare il piccolo archeologo che allora alloggiava nell’animo di mio fratello. Tenuto conto che i miei non erano usi alla vita “on the road” la scelta mi parve quantomeno azzardata. Ciò nonostante mi accodai volentieri, intrigata dalle bellezze che avremmo visitato.
Fu una settimana movimentata, ricca di colpi di scena, con qualche momento di tensione tra mamma e papà come quando, forse per una curva presa male, l’intera bottiglia di sciroppo di menta si rovesciò nell’armadietto con le conseguenze facili da immaginare. In ogni caso fu una vacanza molto bella e della quale conservo moltissimi ricordi. Ora che ne sto scrivendo, mi affiorano alla mente le immagini della costiera con i suoi magnifici scorci, lo scintillio del mare, il profumo di limoni e soprattutto il colore dei limoni: il giallo!

Il giallo dei limoni di Sorrento mi porta al giallo delle mimose che ormai sono esplose nella loro fioritura e da lì al giallo simbolo di un giorno preciso: domani 8 marzo, festa della donna.
Pasticceria Su Misura ha iniziato a tingersi di giallo: le scatolette di macaron gialli al limone, le tortine con crema al limone e i piccoli semifreddi di cioccolato bianco e zest di limone. E domani sarà un tripudio di questo colore.

L’8 marzo è una festività e come tale è quindi una bella occasione per proporre dolci a tema, per fare festa. È pur anche vero che ho spesso guardato con un filo di sospetto questo giorno: dedicare una giornata alle donne come fossero un mondo a parte mi è sempre parso un modo per sottolineare che le donne, in quanto tali, hanno bisogno di una festività per elevarle di livello, per riconoscerne l’intrinseco e immenso valore. Purtroppo però il nostro non è un mondo ideale e sono sempre troppe le donne che subiscono la violenza degli uomini, troppe le donne uccise il più delle volte da coloro che sostengono di amarle, troppe le donne prive di libertà, di autonomia, di uno stipendio adeguato.

E allora ben venga un giorno che, più di tutti gli altri, sottolinei il valore, l’importanza di tutte le donne.
Buon 8 marzo a tutte.

Cream Tart per la festa della donna