mercoledì 25 novembre 2020

ETERNO OGNI MINUTO

"Ma cosa credi di fare, dove credi d'andare 
Non hai più aria per poter respirare. 
Non c'è più nessuno che ti possa aiutare 
Ed ogni giorno che vola via, 
Scopri di avere una nuova malattia."
Lucio Dalla profetico: ho scelto un pezzetto di questa canzone di quarant'anni fa perché mi ha particolarmente colpito la sua aderenza ai nostri giorni. E, come ogni settimana mi accingo a scrivere, a riflettere e a condividere i miei pensieri con voi. 

Giusto un anno fa di questi tempi e nonostante lo stress e la fatica da super lavoro natalizio mi buttavo a capo fitto nell'organizzazione della festa a sorpresa per l’ottantesimo compleanno della mia mamma, il 13 dicembre. Facile la scelta del ristorante, il nostro amato Sottovento a Lierna, teatro di tutti i nostri festeggiamenti importanti, facilissima la scelta della torta dato che la mia mamma adora la Saint Honoré all’italiana e le torte alla panna in generale, il resto è stato puro divertimento! La scelta delle foto per creare il bigliettino segnaposto da lasciare ai commensali insieme al cartoncino con stampato il menu, la scelta del menù stesso rigorosamente vegetariano, perché io cerco di portare tutti sulla buona strada, i ciclamini bianchi per il centro tavola: mi sono divertita tantissimo e, anche per questo, posso ringraziare Ilaria, da lei qualcosina ho “rubato” per trasformare i festeggiamenti della famiglia in piccoli eventi. Per rendere tutto ciò possibile avevo chiesto alla mia super socia di rinunciare all'annuale festa di compleanno di Pasticceria Su Misura che cade il 15 dicembre, visto che la stessa data, essendo una Domenica, l’avrei dedicata alla mamma (in effetti, poi, la nostra festa è stata recuperata l’11 gennaio di quest’anno, come si suole dire, “in zona Cesarini”!). 

È passato un anno, a breve saremo in vista di un nuovo compleanno, l’ottavo di Pasticceria Su Misura a Lecco, e mi spiace davvero tanto non poterlo festeggiare. Ripenso agli anni passati, alle torte, ai buffet dolci e salati, alla Chantilly lunga e stretta preparata da Giulia e da me direttamente in corte sotto gli occhi di amici, clienti, passanti e curiosi. Le nostre feste sono sempre state momenti di gioia e occasioni per pubblicizzare la nostra attività, occasioni che ogni anno vedevano la partecipazione di parecchie persone, variegate folle che animavano la nostra bella corte. La folle che non ci possiamo permettere per ora e per quanto tempo non sappiamo. 

Confesso che oltre a tutta la gamma di sentimenti non propriamente positivi già sperimentati in questo 2020 che sembra non terminare mai, ora si aggiungono il senso di malinconia e la forte nostalgia di caldi abbracci, delle strette di mano, dei baci. Abbiamo però sempre i nostri e i vostri sorrisi, i sorrisi degli occhi e la speranza di una vita nuova. E per chiudere queste mie riflessioni vi lascio le ultime righe della canzone che ho citato in apertura: “E poi, all'eterno ci ho già pensato, è eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato”



DOLCE ARLUNO 
Gr 250 burro 
Gr 250 zucchero a velo 
Gr 60 farina 
Gr 60 farina mais fumetto (macinata fine) 
Gr 60 fecola 
Gr 75 farina di mandorle 
Gr 150 uova (n. 3 uova non fredde) 

Con l’ausilio di fruste elettriche montate burro e zucchero finché il composto risulti bianchissimo e molto spumoso. Aggiungete poco alla volta le uova leggermente sbattute e in ultimo aggiungete a mano tutte le farine insieme avendo cura di non smontare il composto. Andrebbero usati i classici stampi cilindrici scanalati ma se non ne disponete potete usare anche una tortiera classica diametro 26. In ogni caso abbiate cura di ben imburrare e infarinare con la farina fumetto lo stampo che va riempito a non più di tre quarti. Cuocete in forno a 180°C per 35/40 minuti.

mercoledì 18 novembre 2020

UN GIORNO CREDI

"A questo punto non devi lasciare 
Qui la lotta è più dura ma tu 
Se le prendi di santa ragione 
Insisti di più 
Sei testardo, questo è sicuro 
Quindi ti puoi salvare ancora 
Metti tutta la forza che hai 
Fatti forza e va incontro al tuo giorno" 
A pochi giorni dall'entrata in vigore di nuove norme volte a contenere il diffondersi della pandemia che sta martoriando il mondo, anche noi ci troviamo esauste, affaticate, preoccupate per il futuro nostro e di Pasticceria Su Misura, ma come canta Bennato “la lotta è più dura.. metti tutta la forza che hai” e noi ce la stiamo mettendo. Anche in questi giorni, comunque, siamo aperte con attività di asporto per pasticcini, dolci e biscotti (attività tipica di ogni pasticceria), e anche per tutti i prodotti di caffetteria e bevande, cosa che peraltro ha caratterizzato la nostra attività fin dalla sua apertura. Continueremo con le consegne a domicilio, come abbiamo fatto anche in questi mesi. 

In questo momento tanto, tanto difficile posso dire di avere il mio asso nella manica: Ilaria, la mia super socia. Lei che mi sostiene sempre, che mi dà forza, che tiene a bada le mie ansie, che ogni tanto mi fa arrabbiare, ma è normale anche discutere. Ilaria, esperta di comunicazione, creativa e comunicativa, motore della nostra efficace presenza su tutti i social, che ci permette di esserci sempre, sempre vicini a voi. Ricordo come fosse adesso la prima volta che incontrai Ilaria, nella primavera del 2010. Si occupava di organizzazione di eventi, in particolare matrimoni ma non solo, e io avevo trovato il suo nome su una brochure di una fiera degli sposi. La raggiunsi ad un evento che aveva in corso. Confesso che quando la vidi provai un filo di diffidenza: una ragazza molto giovane, con un paio di occhialoni sul naso e l’aria un po’ trasognata, risata cristallina e leggermente sopra le righe. Poi ci siamo conosciute. In comune le stesse scuole superiori, la ragioneria!!, ma mentre lei preferì le parole ai numeri iscrivendosi alla facoltà di scienze della comunicazione, io dopo i numeri continuai con le scienze economiche che mi condussero a lavorare nel mondo bancario e finanziario per poco più di dieci anni. 
Iniziammo a collaborare, lei organizzando eventi di cui io fornivo torte e pasticceria, sia dolce che salata. 
Lavorando con Ilaria riuscii ad apprezzarne la spiccata e arguta intelligenza, la forte creatività, le notevoli doti organizzative e fu così che le proposi di unire di fatto le nostre attività e trovare una collocazione cittadina a Pasticceria Su Misura. Sono passati quasi otto anni e difficoltà ne abbiamo avute parecchie e le abbiamo sempre superate. Certo oggi, ci troviamo ad affrontare una pandemia mondiale che davvero nemmeno negli incubi più spaventosi avremmo mai potuto immaginare. Ma per fortuna c’è Ilaria che mi ripete “non possiamo mollare!” e, nonostante la paura, so che resteremo unite e combattive. Non potevo trovare persona migliore. 



PASTA BRISEE 
Gr 200 farina 
Gr 100 burro freddo 
Nr 1 bicchiere acqua fredda 
Sale (un pizzico) 

Fu la mia mamma, che l’aveva imparata dalla zia Lina, ad insegnarmi a fare questa semplice pasta, molto utilizzata dai francesi sia come base per torte dolci che salate. 
In una terrina ponete la farina, il pizzico di sale e il burro freddo a tocchetti. Iniziate a lavorare con una forchetta sbriciolando il tutto. Aggiungete poco alla volta l’acqua fino ad ottenere un impasto liscio e sodo, non è detto che quella di un bicchiere serva tutta. Per la fase finale dell’impasto è necessario usare le mani. Avvolgete con la pellicola e lasciate a raffreddare in frigo per almeno un’oretta prima di usare.

mercoledì 11 novembre 2020

SLIDING DOORS

"Vivo 
E in fondo non so niente 
Degli anni di un istante 
Che vivranno in me 
In fondo 
Non siamo altro che destino 
Ed io non mi ribellerò 
Ma lascerò che tutto passi"
Sliding Doors è un film del 1998 diretto da Peter Howitt che prende spunto da una idea del regista Krzysztof Kieślowski, che aveva trattato il tema del destino nel 1981 (Destino cieco). Questo film, interpretato da Gwyneth Paltrow è molto particolare perché è un film doppio. Infatti ha due canali narrativi che si dipartono dalla stessa scena in cui la protagonista corre verso la metropolitana: il titolo  si riferisce alle porte scorrevoli della metro che in un caso lasciano salire la ragazza, e nell’altro invece le si chiudono davanti lasciandola a terra. 

Sarà capitato a tutti di pensare cosa sarebbe successo se avesse fatto una scelta diversa, preso un’altra strada, perso un treno, cambiato destinazione. 

A me è successo spesso di pensarci… Quando decisi di cambiare lavoro, subodorando odore di chiusura, lasciando la banca per cui lavoravo (una filiale di una banca francese) mi ero trovata con due offerte di lavoro ugualmente allettanti da un punto di vista economico e anche professionale. Feci una scelta basata su diversi fattori, tra cui la logistica, nel senso che decisi di restare in centro Milano. Posso senza ombra di dubbio dire che è stata questa scelta a far nascere Pasticceria Su Misura! Infatti la scelta che feci, che poi si rivelò essere la mia ultima esperienza lavorativa in città e anche l’ultima della mia “prima vita”, fu pessima da un punto di vista lavorativo tant'è che dopo un paio d’anni mi trovai senza lavoro (l’azienda aveva provveduto ad un forte ridimensionamento del personale lasciando a casa parecchi dipendenti, me compresa) ma fu l’esperienza che mi permise di conoscere colei che non temo definire la migliore amica in assoluto.
La mia amica del cuore, Chicca, torinese doc trapiantata a Milano per amore, schiva e riservata come solo i torinesi doc sanno essere, intelligenza da capo giro e un cuore immenso. Scoprimmo di avere la stessa passione per il cinema e da lì iniziò la nostra, ormai ventennale, amicizia. Con lei conobbi suo marito Francesco (detto Biro), docente di chitarra classica, quasi medico, persona straordinaria, nonché il loro amico e di lui collega violoncellista, quel violoncellista con cui condivido la vita ormai da più di quindici anni e che è stato il vero motore propulsore della nascita di Pasticceria Su Misura, lui che mi spinse allora a fare il grande passo e da allora non ha mai smesso di supportarmi. 

E se avessi preso l’altra strada? Chi sarei oggi? Pasticceria Su Misura sarebbe mai nata? Con tutto quanto sta succedendo in questo “annus horribilis” sarei stata meglio, più tranquilla, più tutelata? 

Non lo so. Quello che so è che Pasticceria Su Misura è la mia vita ed insieme a Ilaria la difenderemo con tutte le nostre forze, il nostro coraggio, la nostra caparbietà, nonostante la pandemia, nonostante le difficoltà, nonostante tutto!!! 


PAN DI SPAGNA RISO E MANDORLE 
Gr 265 uova 
Gr 105 tuorlo (dovete aprire 5/6 uova) 
Gr 210 zucchero 
Gr 150 farina di riso 
Gr 40 amido di riso 
Gr 140 farina di mandorle 
Gr 20 baking (polvere lievitanti) 
Gr 90 burro sciolto tiepido 

Procedere come il pan di spagna classico, aggiungendo in ultimo il burro. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 25/30 min. Prova stecchino sempre valida per verificare la cottura. Dose per uno stampo del diametro di 26 centimetri.

Avete già visto la novità di questi giorni?
E' ripreso il nostro servizio di Consegne Su Misura 💓



mercoledì 4 novembre 2020

DOTTI, MEDICI E SAPIENTI

"Al congresso sono tanti 
Dotti, medici e sapienti 
Per parlare, giudicare 
Valutare e provvedere 
E trovare dei rimedi 
Per il giovane in questione"
(E. Bennato, dall’album “Burattino senza fili”, 1977) 
Questa canzone di Edoardo Bennato ha un sapore quasi profetico e confesso che non mi è stato facile estrapolarne il solo ritornello da utilizzare come incipit. Vi consiglio di ascoltare tutta la canzone e, se ne avete il tempo e la voglia, tutto l’album. 

Anche oggi pare che siamo diventati tutti “dotti, medici e sapienti”: ciascuno ha da dire la sua, si scaglia contro tutti gli altri, ha la soluzione magica ai nostri attuali problemi e comunque nulla è stato abbastanza, tutto è stato sbagliato, e “avrei saputo io come fare”. Il fatto è che pensavamo tutti di essere invincibili, padroni del mondo e con un benessere inalienabile, senza più paura del futuro, senza guerre (in casa nostra o nel nostro mondo, ma poco più in là guerre ovunque ma da guardare solo sullo schermo, quindi lontane dal nostro quotidiano), senza inciampi. 

Purtroppo invece anche la nostra generazione ha la sua grande pena: i miei genitori hanno vissuto la seconda guerra mondiale e l’influenza asiatica, i miei nonni entrambe le guerre e la spagnola. Da un certo punto di vista io credevo di essere stata abbastanza fortunata. Nata nel pieno del boom economico quindi in un momento di forte sviluppo e benessere, troppo piccola per soffrire davvero gli anni ’70, gli anni di piombo, ho goduto dell’ubriacatura spendacciona degli anni ‘80, e sul finire degli anni ‘90 del secolo scorso sono entrata con entusiasmo in un mondo del lavoro che mostrava già le prime crepe. All'inizio del nuovo millennio mi sono ritrovata a dovermi ricostruire una vita. Mettendo a profitto tutta la mia energia e determinazione ho cambiato lavoro, sono stata operaia nella pasticceria presso la quale ho fatto esperienza e quasi dodici anni fa ho dato vita a Pasticceria Su Misura

Oggi ci troviamo a vivere una situazione che mi lascia attonita e incredula. 

Dopo alcuni mesi dalla nostra riapertura, avvenuta a maggio con emozione, trepidazione e anche un po’ di timore, mesi in cui abbiamo lavorato sodo in condizioni non certo facili, è nuovamente palpabile o forse addirittura concreto il rischio di un nuovo fermo. Come sempre noi ce la stiamo mettendo tutta, sia per lavorare in sicurezza sia per farvi acquistare in tutta sicurezza. Natale è vicino, è un momento importante sia da un punto di vista simbolico che da un punto di vista più prosaicamente commerciale. Non parlo solo della nostra attività ma di tutte le attività produttive che a Natale hanno certamente il punto di massimo. Non so come andranno i prossimi giorni, settimane, mesi. Continuo a pensare che dovremo convivere con questa situazione a lungo, dovremo imparare a conviverci cercando nuovi modelli di vita. 

Una riflessione, ciascuno di noi nel proprio intimo, è indispensabile, come sarebbe fondamentale una forte coesione sia a livello “alto” che a livello dei singoli. E temo che non sarà possibile non accettare in via definitiva la rinuncia ad un benessere e a uno stile di vita che finora ci era parso un diritto acquisito. Non so bene come, non ho soluzioni, nemmeno consigli, nemmeno invettive contro chi ha il gravoso compito di prendere decisioni. Ho solo pensieri che, non posso nasconderlo, di giorno in giorno si fanno sempre più “nivuri”. 

Cerco di consolarmi e di consolarvi lasciandovi la consueta ricetta settimanale. Portandovi tutti nel cuore. 


BARRETTE VEGANE 
Gr 100 uvette 
Gr 100 nocciole tritate 
Gr 50 noci tritate 
Gr 40 corn flakes 
Gr 80 riso soffiato 
Gr 30 zucchero 
Gr 100 acqua 

Tritate tutti gli impasti secchi nel mixer e impastate con acqua. Stendete l’impasto in un quadrato alto non più di mezzo centimetro e poi tagliatelo a pezzetti. Conservate in luogo fresco e asciutto. Con questa dose potrete ottenere circa 20 barrette della dimensione di sette centimetri per quattro centimetri circa.

mercoledì 28 ottobre 2020

Les Feuilles Mortes

"C'est une chanson qui nous ressemble,
Toi tu m'aimais et je t'aimais
Et nous vivions tous deux ensemble,
Toi qui m'aimais, moi qui t'aimais.
Mais la vie sépare ceux qui s'aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit
Et la mer efface sur le sable
Les pas des amants désunis"
(poesia di Jacques Prévert, 1946)
Questa poesia di Jacques Prévert è stata cantata, e resa celeberrima, da Yves Montand al suo debutto cinematografico nel film “Mentre Parigi dorme”

Ho preferito lasciare il testo in francese, lingua che adoro e a cui dedico un pochino (pochissimo in effetti) del mio tempo, lingua che era anche quella di mio padre. Inoltre mi pare che il testo sia abbastanza comprensibile mentre le traduzioni che si trovano sono tutte abbastanza scadenti. 

Indubbiamente una canzone triste e melanconica, adatta al tempo autunnale e che rispecchia il mio stato d’animo di questi giorni. 

Ci troviamo di nuovo in bilico, con un futuro incerto, con regole imposte dall'alto che non potranno non avere un effetto, speriamo non troppo pesante, sull'andamento del nostro lavoro. In questi mesi abbiamo lavorato con impegno ed entusiasmo e tanta, tanta fatica. A fronte di semplici regole, il doverle far rispettare, il dover limitare gli accessi alla nostra Pasticceria, il dover chiedere più spesso di quanto sarebbe stato normale fare il rispetto, ricevendo spesso elogi, per fortuna, ma qualche volta male parole, ha fatto sì che questi mesi siano stati davvero impegnativi.
Nonostante tutto siamo state contente del lavoro fin qui svolto, abbiamo fatto piccoli ma significativi investimenti per rendere i nostri spazi esterni confortevoli anche in questo periodo in modo da compensare l’esiguo spazio interno. 

Non abbiamo mai abbassato la guardia, abbiamo sempre indossato le nostre mascherine, abbiamo rinunciato a baci, abbracci e strette di mano. 

Ora ci vengono chiesti nuovi sforzi, imposte nuove restrizioni, lavoro da casa e didattica a distanza ridurranno il numero dei nostri clienti ma noi continueremo ad esserci come abbiamo sempre fatto. 

E guardiamo al Natale con un po’ di apprensione ma tanta speranza. Sapete che da noi il cioccolato è protagonista: accanto alla produzione di praline, che state già molto apprezzando, e le tavolette di vario gusto con e senza frutta secca (qualcuno ce le aveva già cercate in Agosto!), a breve arriveranno i soggetti di cioccolato così potrete farvi un’idea per i vostri regali. Inoltre stiamo aprendo le prenotazioni per il panettone natalizio, rigorosamente classico, prenotazione che quest’anno sarà ancora più gradita. 

Questa pandemia non ci da tregua, forse è un segnale per l’umanità tutta che la nostra amata Terra è un po’ stanca dei nostri maltrattamenti; forse, l’ho già detto ma non mi spiace ripeterlo, dobbiamo tutti, ciascuno di noi, provare a fare un esame di coscienza, cercare di capire dove possiamo migliorare, metterci bene in testa che la nostra tanto sbandierata libertà finisce dove inizia quella degli altri. Forse dovremo tutti rinunciare a parte del nostro benessere per far sì che le generazioni future non debbano soffrire troppo. 

Vi chiedo scusa, ma non mi è facile scrivere in questi giorni. Avevo immaginato che in questo periodo il mio dialogo con voi sarebbe stata più spensierato ma la realtà è un po’ diversa, e inutile lamentarsi o lanciare accuse a destra o a manca. Impariamo dai nostri errori e cerchiamo di andare avanti con coraggio e determinazione. 

Per cercare di stemperare un pochino il tono un po’ scorato di queste mie brevi note, vi lascio anche questa settimana una facile ricetta. 


CORNETTI VANIGLIA 
Gr 200 burro 
Gr 50 farina mandorle 
Gr 50 farina nocciole 
Gr 70 zucchero semolato 
Gr 250 farina 
½ bacca di vaniglia naturale (utilizzando solo i semi all'interno)

Impastate come d’uso per tutte le frolle. Lasciate raffreddare almeno un paio d’ore in frigo, coprendo l’impasto con pellicola. Suddividete l’impasto in cilindretti di uguali dimensioni e lavorateli per formare dei cornetti.
Cuocete in forno a 180°C per 15 minuti. Appena usciti dal forno ricoprite completamente di zucchero semolato e lasciateli cosi raffreddare. Quando saranno freddi toglieteli dallo zucchero e conservateli in contenitore, se riuscite a non mangiarli tutti subito!

mercoledì 21 ottobre 2020

CANZONE PER UN'AMICA

"Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire 
Spendere tutti i tuoi giorni passati se presto hai dovuto partire, 
Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi 
Voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi."
(F. Guccini, Canzone per un’amica, 1967) 
Il mio papà era uomo d’altri tempi, era molto severo, con lui non si poteva discutere. Era però anche un uomo estremamente generoso, buono nel senso più vero del termine. Era un gran lavoratore e spesso mi trascinava in officina con lui. So per certo che non aveva realmente bisogno di me ma voleva insegnarmi il senso del lavoro, dell’impegno. Ricordo tante litigate con lui, dovetti sgomitare parecchio per conquistare i miei spazi di libertà, per fortuna, in questo, molto sostenuta da mia madre di idee indubbiamente più all'avanguardia. Ricordo soprattutto che lui c’era sempre quando noi avevamo bisogno di lui, senza necessità di chiedere. Ha fatto grandi sacrifici, con mia mamma, per far laureare tutti i suoi tre figli e di questo non dirò mai grazie abbastanza. 

In questi giorni di fine ottobre, quando ricorre il ricordo del giorno in cui lui è dovuto partire da questo mondo, sento ancora più forte il desiderio di poterlo incontrare ancora una volta. Sono abbastanza convinta che lui se ne sarebbe andato via molto prima, quel giorno che un’auto lo investì. Penso spesso a quei diciotto anni trascorsi tra quel giorno fatale, che cambiò per sempre la mia vita e quella di tutta la mia famiglia e di mia mamma in particolare, e il giorno di fine ottobre in cui se ne andò definitivamente. Era il 2012 e io avevo ancora la mia piccola Pasticceria Su Misura fuori Lecco anche se il progetto di trasferimento in città con Ilaria era ormai alle battute finali. In negozio ero circondata da dolci e dolcetti a forma di teschio, scheletro, bara, morti… Halloween era alle porte. Ricordo che mi sentii molto a disagio. 

Non ho mai amato questa festa, così come non amo il carnevale. Ma si sa che a volte il “business” ha la precedenza su tutto, e se un’occasione, che ci piaccia o meno, può favorire il buon andamento della attività, allora ben venga. 

Ma quest’anno anno no. Questo 2020 che stiamo tutti cercando faticosamente di attraversare, consapevoli che l’anno che verrà difficilmente porterà qualche novità, è un anno troppo luttuoso per giocare a “dolcetto o scherzetto”. Conosco persone, amici, che hanno perso i loro cari senza il conforto di una carezza, di uno sguardo. Penso sia fondamentale, bello, importante ricordare quelle persone che hanno speso tutta o parte della loro vita con noi e che, anche se non le possiamo vedere, albergano nei nostri cuori e nei nostri ricordi. E allora facciamo che quest’anno il 31 ottobre sia solo sabato, e pensiamo a chi è stato, a chi non è più, a chi sarà. 

Da noi in Pasticceria troverete sempre il sorriso e il conforto di cui sentite il bisogno, anche senza il biscotto a forma di scheletro. Tuttalpiù potreste trovare dei biscotti a forma di zucca!!! E dato che la stagione è iniziata, subito dopo la confettura di uva fragola (gita a Craveggia con vendemmia riuscita per fortuna!!) sarà il turno di quella alla zucca

Questa settimana come promesso vi do qualche indicazione sul cioccolato. 


TEMPERA DEL CIOCCOLATO 
(per i baci di dama che avete prodotto la settimana scorsa, ma non solo) 

Il cioccolato è composto da massa di cacao, burro di cacao, zucchero e lecitina di soia. Il burro di cacao può assumere 6 diversi tipi di cristalli detti forme (o fasi), con caratteristiche e punti di fusione differenti. 
Temperare il cioccolato significa far assumere al burro di cacao la composizione di cristalli ottimale, affinché il cioccolato resti bello, lucido, uniforme e, nel caso, facilmente estraibile dallo stampo in cui è stato posto. Si tratta di un processo di riscaldamento del cioccolato, di successivo raffreddamento e di nuovo riscaldamento. 
Per il cioccolato fondente bisogna scaldare fino al 45/47°, raffreddarlo a 27/28° e poi riportare la temperatura a 31/32°.

mercoledì 14 ottobre 2020

MA CHE FREDDO FA

"Cos'è la vita 
Senza l'amore 
è solo un albero 
Che foglie non ha più 
E s'alza il vento 
Un vento freddo 
Come le foglie 
Le speranze butta giù 
Ma che freddo fa 
Ma che freddo fa"

Nei recenti anni passati, complice l’ormai celeberrimo cambiamento climatico abbiamo vissuto stagioni autunnali ed anche invernali relativamente tiepide, forse anche troppo. 
Quest’anno abbiamo sperato in un replicarsi di questo scenario, abbiamo sperato che l’estate sconfinasse nell'autunno regalandoci eterne temperature morbide e tiepide. Tutto questo vista la necessità di un maggior uso degli spazi esterni al fine di contrastare il virus che sta flagellando il mondo; necessità ancora più sentita là dove, come nel nostro caso, gli spazi interni disponibili sono limitati. 

Da mesi ormai da noi possono entrare solo tre persone alla volta come indicato nel cartello appeso all'ingresso, cartello identico, a parte il numero di persone indicato che varia in base ai metri quadrati, a quello di tutte le altre attività commerciali. Fino a pochi giorni fa la nostra bella corte e i nostri stupendi e coloratissimi tavolini ci hanno dato ampio respiro e molta soddisfazione. Il clima però è cambiato repentinamente e le temperature scese più velocemente di quanto ci saremmo aspettate. 

Ciononostante abbiamo attuato alcune strategie per cercare di rendere comunque fruibile la corte. 

L’ombrellone che da anni ripara dal sole durante l’estate quest’anno avrà un super lavoro visto che rimarrà li al suo posto per riparare, per quanto possibile, dalle pioggerelle autunnali; a fargli compagnia è arrivato da poco un secondo ombrellone un pochino più grande. La copertura cosi creata, vorremmo sperare, darà un po’ di riparo anche dal freddo. A questo scopo abbiamo anche già acquistato lampade riscaldanti da esterno che verranno a breve posizionate. Noi speriamo vivamente che tutto questo ci aiuti a proseguire il nostro lavoro. 
Siamo però a chiedervi, ancora una volta, di darci una mano in modo abbastanza semplice cioè rispettando le regole (igiene, distanza e mascherina) e rispettando gli altri. Ci sono momenti tranquilli durante i quali ci si può soffermare all'interno per la propria consumazione, e anche per noi è bellissimo scambiare quattro chiacchiere con voi, ma se vedete che ci sono persone in attesa di poter entrare vi chiediamo di essere un poco più solerti.
Vi chiediamo di rispettare l’eventuale fila: se vedete persone fuori che aspettano, attendete il vostro turno o chiedete prima di entrare; se siete in più di una persona e c’è la possibilità di consumare la vostra colazione o merenda all'esterno, fate in modo che uno solo di voi raccolga il vostro ordine, comprensivo di tutti i dettagli (cacao o cannella sul cappuccino ad esempio, zucchero di canna o bianco, una o più bustine e via discorrendo): in questo modo una sola persona entra, fa la propria ordinazione che gli verrà preparata su un vassoio da portare all'esterno.
Ancora, se siete più di una persona e solo una di voi ha necessità di fare acquisti lasciate che sia solo questa persona ad entrare e aspettatela all'uscita o se avete bisogno di pasticcini e non avete avuto la possibilità di ordinarli in anticipo certamente li potete scegliere sul momento, ricordando sempre di essere rispettosi verso gli altri nell'utilizzo del tempo. 

So benissimo di risultare un filino pedante in queste righe ma noi vorremmo continuare a darvi il massimo in termini di servizio, comfort e dolcezza. Insieme possiamo superare ogni ostacolo. 

Forse è arrivato il momento di fare tesoro dell’esperienza che stiamo vivendo cercando davvero di diventare tutti quanti persone migliori. 
 
E visto che sono diventati quasi il mio incubo 😉, questa volta vi lascio la dose per i baci di dama! 


BACI DI DAMA 
Gr 100 burro 
Gr 100 zucchero a velo 
Gr 100 farina mandorle 
Gr 100 farina 

Lavorate burro, zucchero e farina di mandorle e unite la farina per ultima. Formate una palla che dovete lasciare in frigo a raffreddare, avvolta in pellicola, per almeno un paio d’ore. Stendete la pasta e suddividetela in pezzettini di ugual misura, utilizzando un taglia biscotti, e fate delle palline di circa un centimetro di diametro. Disponete in modo equidistante le palline su una teglia con carta da forno. Cuocete a 100°C per circa 25 minuti. I baci devono restare quasi bianchi. 
Uniteli a due a due con cioccolato fondente temperato. 

Come temperare il cioccolato? Questo ve lo spiego la prossima volta!