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giovedì 12 giugno 2025

CARO DIARIO... LA BELLEZZA, LA BONTA'

La bellezza, la bontà

Eccomi, caro diario! Sono tornata carica, entusiasta, con gli occhi colmi di bellezza inaudita e forse, temo, qualche etto in più che provvederò ad eliminare con dieta e lavoro.

L’Italia è il Paese più bello del mondo, il Sud dell’Italia forse un po’ di più, la Sicilia è la terra di cui mi sono innamorata definitivamente dopo gli ultimi giorni.
Una settimana con lo sguardo perso sul mare, sulle saline di Marsala, sulle acque rosa, sui mulini a vento, sui tramonti così terribilmente belli da sciogliere il cuore.
Abbiamo girato le città, le isole, i lungomari, i siti archeologici antichi e anche nuovi.
Siamo andati per cantine, degustando i vini di questa terra.
Abbiamo assaggiato il cibo, buono e ogni volta diverso pur nella limitata varietà imposta dalla nostra scelta di non mangiare animali: busiate al pesto trapanese, parmigiana di melanzane, caponatine, arancine alle melanzane.
E abbiamo assaggiato i dolci: la genovese di Maria Grammatico ad Erice, le spagnolette a Marsala, i cannoli ovunque… che bontà!

E sui cannoli non posso che soffermarmi, dal momento che da qualche tempo anche Pasticceria Su Misura propone ai propri clienti i cannoli, solo al venerdì e al sabato (ho questa piccola mania dei giorni fissi…).
I cannoli che abbiamo assaggiato la scorsa settimana erano ripieni di ricotta con l’aggiunta di poco zucchero e null’altro; solo a Trapani li abbiamo trovati con ricotta di pecora mentre tutti gli altri erano con ricotta vaccina. Ho trovato quelli con ricotta di pecora buoni, ma un po’ pesanti: il formaggio di pecora ha un gusto molto forte, deciso e anche se addolcito dallo zucchero mi è sembrato poco adatto ad essere degustato come dolce, specialmente dopo cena.
In Sicilia, quantomeno nella parte occidentale da noi visitata, i cannoli hanno una sola dimensione: grande!
Non se ne riescono a mangiare due nemmeno se si è digiuni da una settimana, cosa che peraltro in Sicilia è davvero impossibile.

L’ultimo cannolo della nostra breve vacanza è stato davvero strepitoso! Su precise indicazioni, nel tragitto verso il porto di Palermo ci siamo fermati a Dattilo, un paese di niente, poche case, e questo posto che si chiama “Eurobar”: un locale piuttosto bruttino, anonimo, una vecchia insegna e un aspetto generale che certo non invoglia alla sosta. Orario di apertura pomeridiana 16.30 e a quell’ora, quando siamo arrivati, era ancora chiuso ma con una decina di persone fuori in attesa. Appena si è alzata la saracinesca tutti sono entrati chiedendo cannoli, noi compresi ovviamente.
Un cannolo ancora più grande, con una cialda super fragrante, più stretta al centro e più ampia ai bordi dove la ricotta, solo ricotta e zucchero, strabordava rendendo non facile la degustazione. Il miglior modo per concludere la vacanza.

Nel viaggio di ritorno ho potuto fare le mie riflessioni sui “nostri” cannoli: indubbiamente cannoli grandi come quelli visti in Sicilia sarebbero del tutto sproporzionati per le abitudini lombarde, quindi direi che la misura proposta da Pasticceria Su Misura è perfetta; per quanto riguarda il ripieno credo che la ricotta della fattoria Dassogno che utilizziamo per questo dolce sia all’altezza di quella del Sud e l’aggiunta di gocce di cioccolato dona il tocco di amaro sufficiente a far sì che forse dopo il primo cannolo si potrebbe pensare di mangiare anche il secondo.

I nostri cannoli


giovedì 11 luglio 2024

LUOGHI DEL CUORE. NOTO

NOTO

Il paesaggio urbano di Noto non è più quello di una volta, colpa del terremoto che nel 1693 distrusse completamente la città antica e causò quasi 60.000 morti, cosa che nessuno dei vari invasori era riuscito a fare mai, grazie anche alle alte mura che hanno circondato la città, parti delle quali sono ancora in piedi. Dopo il terremoto, la città fu ricostruita in una posizione più vicina al Mar Ionio. Grazie al lavoro del Marchese di S. Alfano Landolina, che progettò il nuovo sistema di reti stradali della città, e agli architetti Rosario Gagliardi e Vincenzo Sinatra, Noto tornò in vita con un'impronta completamente nuova, diventando il gioiello dell'architettura barocca. Corso Vittorio Emanuele che inizia da Porta Reale è la strada principale di Noto, il cuore della città che racchiude l'essenza del barocco siciliano. Lungo il Corso si trovano diverse imponenti dimore, magnifiche chiese e splendidi edifici, risultato del geniale lavoro di architetti e ingegneri che hanno ricostruito la città. Piazza del Municipio, nel mezzo del Corso, custodisce un gioiello straordinario per la sua bellezza: la Cattedrale di San Nicolò. In piedi su di una imponente rampa di scale, la chiesa madre incorpora l'essenza del barocco combinata con elementi eclettici. Ciò può essere trovato in particolare nell'imponente facciata che incorpora alcuni dettagli neoclassici. Fu progettata da Gagliardi e l'edificazione iniziò pochi mesi dopo il terremoto, ma fu completata solo nel 1776 sotto la supervisione di Bernardo Labisi.


Noto è stato il punto d’inizio e anche il termine della nostra breve e stupenda vacanza nella Sicilia sud-orientale. La sera del nostro arrivo abbiamo cenato assai bene in un ristorante carino posto proprio di fronte a Palazzo Nicolaci, una bella espressione dell'opulenza barocca che permea la città, e dopo cena abbiamo gironzolato un pochino tra le vie stupendamente illuminate.

A Noto abbiamo speso il nostro ultimo pomeriggio di vacanza. Approfittando fosse una domenica, villeggianti e residenti tutti al mare, abbiamo potuto visitare la città in tutta calma e tranquillità, non prima di una deliziosa sosta in una bella pasticceria dove abbiamo consumato un’abbondante merenda (a nostra discolpa... avevamo saltato il pranzo!) con gelato al cioccolato, cannolo e cassatina: il dovere professionale di assaggio non mi abbandona mai.
Per finire in bellezza, ottima cena in un ristorantino ubicato sulla piazza del Teatro, nei pressi della Fontana di Ercole. Siamo rientrati da questa vacanza pieni di meraviglia, di stupore e del ricordo di cibo sempre buonissimo, il dolce come il salato.

Se però vi aspettate che io metta in produzione i cannoli siciliani, mi tocca deludervi!! I cannoli che ho mangiato erano sempre squisiti, riempiti al momento con ingredienti fantastici. Non potrei proporvi nemmeno una copia molto sbiadita! Se per alcuni dolci del nostro magnifico Sud sono riuscita ad ottenere risultati che sono molto apprezzati e dei quali non potete più fare a meno, basti dire pasticciotti e ho detto tutto, sui cannoli alzo bandiera bianca.
Il mio bene amato, però, mi ha già detto di voler tornare presto in Sicilia esplorandone ovviamente un’altra zona.

E da qualche settimana Giulia ed io ci stiamo impegnando per proporvi la nostra personale versione di un dolce palermitano: l’Iris! Un pane dolce, nella sua versione originalissima andrebbe addirittura fritto ma noi lo cuoceremo al forno, ripieno di ricotta, zucchero, cioccolato e zest d’arancia.
Una vera leccornìa! Più che una colazione un “brunch”, un quasi pranzo!
Qualcuno, oltre al tester ufficiale ovviamente, ha già assaggiato le sperimentazioni di queste ultime settimane ma ora credo proprio di poter dire che il nostro “Iris Su Misura” è pronto per voi. Lo troverete, solo, il mercoledì! Segnate in agenda.

Iris Su Misura


giovedì 27 giugno 2024

LUOGHI DEL CUORE. SCICLI (VAL DI NOTO)

SCICLI (VAL DI NOTO)

Scrive così Elio Vittorini nel suo romanzo incompiuto “Le città del mondo”:
La città di Scicli sorge all'incrocio di tre valloni, con case da ogni parte su per i dirupi, una grande piazza in basso a cavallo di una fiumara, e antichi fabbricati ecclesiastici che coronano in più punti, come acropoli barocche, il semicerchio delle altitudini.
Scicli dista 24 chilometri da Ragusa. Il suo territorio comunale si estende dal mare alle propaggini meridionali del tavolato ibleo. I paesaggi sono molto vari: si passa dalla costa (alternando quella bassa e sabbiosa a modeste falesie calcaree) coperta dalla macchia mediterranea ai pendii dolci di origine alluvionale dell'entroterra con ulivi, mandorli e carrubi fino a giungere ai rilievi calcarei della parte settentrionale e interna in cui sorge il capoluogo. A Scicli si trova la via Francesco Mormina Penna, patrimonio UNESCO, considerata una delle più belle vie della Sicilia. Lungo questa si trovano le chiese di Santa Teresa, San Michele e San Giovanni, il palazzo Spadaro e il palazzo Comunale, Palazzo Bonelli-Patané e l’Antica Farmacia Cartia.


Ho avuto la fortuna di avere una Zia grande appassionata di viaggi, nella sua vita ha girato quasi tutto il mondo, e desiderosa di trasmettere ai suoi nipoti la stessa passione portandoci spesso in vacanza e regalandoci viaggi nelle più svariate occasioni. Ero solo una ragazzina quando la mia Zia portò me e mia sorella in un fantastico viaggio durante il quale percorremmo tutta, o quasi, la costa siciliana. Dopo allora non ebbi più occasione di mettere piede in quella regione fino a pochi giorni fa. Infatti sono appena tornata da una breve quanto intensa vacanza nell’area sud orientale della Sicilia. Abbiamo visitato luoghi meravigliosi, e sarà mia cura raccontarveli uno ad uno.

Certamente quello che è più ci ha affascinato è la piccola Scicli, diventata negli ultimi anni assai famosa grazie al Commissario Montalbano, nato dalla penna di Andrea Camilleri, protagonista di libri e film (e di cui noi siamo davvero appassionati!).
Scicli è un luogo incantevole, diverso a seconda del punto di osservazione; ricco di Palazzi e Chiese in stile barocco, con le strade lastricate di pietra che luccica al sole intenso, con i profumi dei fiori che si spandono dell’aria. Passeggiare per Scicli dà la sensazione di essere in un altro mondo, in un’altra epoca.
Abbiamo visitato palazzi e chiese ed anche l’Antica Farmacia Cartia, oggi un museo, dove si conservano ancora ingredienti e strumenti d’epoca usati un tempo dallo speziale per creare medicamenti.

Intanto che io mi beavo di queste meraviglie, le mie fanciulle hanno continuato a sfornare brioche e dolci per le vostre colazioni, pasticcini e torte per le vostre ricorrenze, a servirvi ottimo caffè anche in versione crema caffè fredda.
Soprattutto hanno messo in produzione i “pinguini”, i gelati sullo stecco con tanti gusti diversi, cioccolato, panna, lampone, nocciola, pistacchio con tanti diversi “vestiti”: non solo copertura fondente ma anche bianca al pistacchio, al lampone per adeguarsi al gusto dell’interno.
Se non li avete ancora provati non aspettate oltre, l’estate è iniziata e anche se il sole si fa un po’ desiderare, il caldo morde il freno e un dolce fresco è proprio quello che occorre.

Pinguino al Lampone