giovedì 7 maggio 2026

7 MAGGIO

Adalisa amava molto il periodo dell’anno che va dai primi di marzo a giugno: le giornate si allungano, la luce torna a prevalere sul buio, le temperature si alzano e la natura torna a fiorire. Purtroppo nel corso degli anni il clima si era tangibilmente modificato e non si sapeva bene più cosa aspettarsi da queste giornate, alcune piacevolmente calde alternate a giornate che parevano tipiche dell’autunno. Adalisa guardava il giardino e le sue piante pronte a sbocciare con un attimo di apprensione: il cielo andava oscurandosi e si levava il vento; erano previste piogge e lei aveva il timore che potessero trasformarsi in piccoli uragani, cosa che succedeva ormai di frequente.

Si era ormai a maggio, da sempre il mese dedicato alla mamma e alla Madonna. Le tornarono in mente gli anni del collegio dalle suore dove aveva studiato: il mese di maggio era tutto uno sgranar rosari e preparare lavoretti per la mamma, prevalentemente cose da farsi con un ago o un uncinetto in mano. Adalisa non sopportava questi lavoretti e sopportava poco anche le preghiere. D’altra parte era stata mandata a scuola dalle suore perché era l’unica ad offrire il tempo pieno, dal momento che mamma lavorava. Non poté fare a meno di pensare alla sua mamma, con la quale i rapporti non erano mai stati veramente idilliaci. Ripensò ai lavoretti fatti controvoglia e all’entusiasmo che sua mamma mostrava sempre, probabilmente solo per non deluderla. Adalisa non aveva mai avuto il pensiero di avere figli, Sapeva benissimo che questa scelta, ai suoi tempi e probabilmente anche oggi, veniva considerata egoistica da parte di alcuni, una scelta di comodo, una scelta che comprometteva la piena realizzazione di ogni donna. Adalisa si sentiva pienamente soddisfatta della sua vita ed era più che convinta che i figli non sono solo quelli che si partoriscono ma sono anche tutti quegli essere viventi dei quali ci si prende cura. Lei aveva avuto modo di relazionarsi con i giovani per molti anni quando era nel gruppo scout; quando poi era diventata zia si era presa cura a lungo dei suoi nipoti e anche sul lavoro si era trovata più volte a fare da guida ai nuovi arrivati.

Ripensare alla sua mamma, in questi giorni di maggio, la stava un pochino intristendo. Giacomo le si avvicinò: aveva la straordinaria capacità di cogliere ogni suo stato d’animo e sapeva leggerle nel pensiero. Le porse un mazzolino di girasoli, non fiori veri bensì dei biscotti stupendi.
“Li ho presi da Pasticceria Su Misura, quelle ragazze hanno sempre meravigliose idee”.
“Che meraviglia! Grazie! Li avranno fatti sicuramente in vista della festa della mamma, domenica”.
Adalisa prese il suo mazzolino di girasoli, lo rigirò un poco tra le mani e poi, con piglio deciso, lo scartò tenendone uno per sé e offrendone uno a Giacomo. Era proprio quello che serviva per scacciare la malinconia.

Auguri a tutte le mamme!

Biscotti a forma di girasoli