giovedì 2 novembre 2023

VITE CHE NON SONO LA MIA

Emmanuel Carrère - 2009

«Da sei mesi a questa parte, ogni giorno, di mia spontanea volontà, passo alcune ore davanti al computer a scrivere di ciò che mi fa più paura al mondo: la morte di un figlio per i suoi genitori, quella di una giovane donna per i suoi figli e suo marito. La vita mi ha reso testimone di queste due sciagure, l’una dopo l’altra, e mi ha assegnato il compito, o almeno io ho capito così, di raccontarle». Il caso ha voluto infatti che Emmanuel Carrère fosse in vacanza nello Sri Lanka quando lo tsunami ha devastato le coste del Pacifico, e che si trovasse a sostenere una coppia di connazionali nelle strazianti incombenze burocratiche per rimpatriare il corpo della figlia di quattro anni; e che, solo pochi mesi dopo, gli accadesse di seguire un’altra vicenda dolorosa, quella che avrebbe portato alla morte per cancro la sorella della sua compagna, che era stata «un grande giudice», strenuamente impegnato al fianco delle vittime del sovraindebitamento. In “Vite che non sono la mia”, con una delicatezza avvolgente, Emmanuel Carrère fa proprio il dolore degli altri e se lo cuce addosso, ricordandoci che la cura di ogni ferita risiede nel riconoscimento e nella condivisione empatica.


Poco tempo fa il mio amato bene mi regalò il libro “Yoga” di Emmanuel Carrère. Al termine della lettura mi sentivo perdutamente innamorata di questo scrittore scoprendo, per altro, di aver in casa da una decina di anni senza aver mai trovato la voglia e il tempo di leggerlo uno dei suoi più famosi romanzi, “Limonov”. Mi sono così buttata a capofitto nella lettura dei libri di questo straordinario scrittore (non solo scrittore).

Il libro che vi propongo oggi mi colpì moltissimo, sin dalle prime pagine la lettura provocò in me un fortissimo coinvolgimento emotivo. Mi accorsi, leggendo, di avere le lacrime agli occhi.
La morte è parte della vita e nella giornata di oggi ricordiamo tutte le persone che non ci sono più accanto.
Quando gli anni passano, le assenze si fanno numerose e sono difficili da sostenere pur nella loro “naturalezza”. Tanto più difficili quando le assenze sono provocate da eventi improvvisi e tragici o da malattie.
Non voglio intristirvi ma condividere con voi i miei stati d’animo; sì, questo è quello che voglio fare.

Ormai da diversi anni Pasticceria Su Misura non si cimenta più con proposte legate all’evento “halloween”. Non per spocchia, personalmente questa occasione non mi ha mai entusiasmato. Vero che nel passato, specie nei primi anni dell’avventura “Pasticceria Su Misura” i miei dolci avevano aderito alle richieste del mercato, ma oggi come oggi, con quanto tutti abbiamo vissuto nel recente passato, con tutto quanto vediamo compiersi ogni giorno nel mondo, quello della morte è un tema su cui non amiamo scherzare.

Quest’ultimo anno è stato per me caratterizzato da tante perdite, umane e feline, e preferisco soppesare il mio dolore, la mia nostalgia, le mie assenze evitando “carnevalate”.

Preferisco di molto produrre praline, tavolette di cioccolato, dolci belli e buoni e a brevissimo iniziare con la produzione natalizia. Il mese di novembre appena iniziato sarà denso e intenso e ci avvicina al momento più importante per la nostra attività. Ci metteremo come sempre tutto il nostro impegno e il nostro cuore, il mio cuore che racchiude tutte quelle anime che tanto ho amato.



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