giovedì 19 marzo 2026

19 MARZO

Adalisa aveva appena terminato di sistemare i vasi di piante del suo piccolo giardino. Ogni anno la stupiva immensamente la forza della natura che tornava a vivere dopo i lunghi mesi invernali. Il vaso con le ortensie, tagliate alla fine della stagione precedente, era pieno di foglie verde brillante; le rose crescevano in altezza e Adalisa, anche se le piangeva un po’ il cuore, le potava sapendo che questo gesto le avrebbe aiutate a rafforzarsi e crescere ancora più belle. Il rododendro era già costellato di tantissimi boccioli pronti a regalare anche quest’anno una meravigliosa fioritura. Solo il melograno aveva ancora una veste decisamente invernale, ma Adalisa aveva imparato a conoscerlo: il melograno sboccia più avanti nella stagione e guardandolo attentamente si potevano trovare alcune piccole gemme.
L’arrivo della primavera, il 21 marzo, seguiva di poco un giorno al quale Adalisa era piuttosto affezionata: il 19 marzo, festa del papà. Quando era piccola la mamma interrompeva il fioretto pasquale (niente dolci per tutta la quaresima! Una cosa che ad Adalisa non era mai andata a genio e alla quale si era sottratta appena aveva potuto) preparando i tortelli di San Giuseppe per festeggiare il papà.

Adalisa si trovava spesso a pensare al suo papà: un uomo piccoletto e tondo, con una folta barba e due magnetici occhi azzurri, gli stessi occhi azzurri che lei aveva ricevuto in dote. Grande lavoratore, uomo d’altri tempi, severo ma amorevole, generoso sempre, dedito alla famiglia, amante della bicicletta. Quando pensava a suo padre, Adalisa rivedeva sé stessa. Era mancato tanti anni prima ma, di quando in quando, tornava a farle visita in sogno.

Un colpetto sulle spalle fece trasalire Adalisa, che era sprofondata nei suoi pensieri. Giacomo le fece un grande sorriso e le allungò un pacchettino, dall’inconfondibile etichetta bordeaux. “Oggi è la festa del papà” disse, con una espressione a metà tra il divertito e il malinconico. “Ho pensato di prendermi un dolcetto per festeggiarmi da solo”.
Adalisa non riuscì a trattenere la risata che le gorgogliò in gola cristallina: estrasse un identico pacchettino, ugualmente proveniente dalla loro amata Pasticceria Su Misura. Due zeppole Giacomo e due zeppole Adalisa! Avrebbero festeggiato allegramente la festa del papà, per Giacomo, per i loro papà in cielo e per tutti i papà.

Le zeppole di San Giuseppe


Nessun commento: