Domenica è l’8 marzo. Festa della donna? Non esattamente perché l’8 marzo è la Giornata internazionale dei diritti della donna, una ricorrenza che non è una semplice festa, ma un momento per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche e le lotte per l'uguaglianza di genere.
Le origini di questa festa sono un po’ confuse: generalmente sono fatte risalire all’incendio di una fabbrica di New York, in cui persero la vita 123 donne e, dettaglio spesso dimenticato, 23 uomini. In realtà l’evento, non ben documentato, sarebbe avvenuto il 25 marzo del 1911 e non sarebbe affatto l’origine delle celebrazioni. Gli eventi che hanno portato all’istituzione della Giornata internazionale della donna, hanno radici più profonde nella storia politica mondiale, piuttosto che in un singolo, tragico avvenimento. Ruota tutto intorno alle rivendicazioni dei diritti femminili, uno su tutti quello di voto.
In Italia l’8 marzo 1945 la neonata UDI – Unione Donne in Italia – tenne la prima giornata della donna nelle zone liberate, dopo che la giornata era stata cancellata dal regime fascista. Si dovrà aspettare fino al 1972 perché in Italia l’8 marzo sia ufficializzato. Infine il 1977 è l’anno di consacrazione della Giornata internazionale della donna, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite propose l’istituzione di una giornata dedicata alla donna, rendendo l’8 marzo la data ufficiale della celebrazione.
Nella mia utopistica visione di un mondo migliore di quello in cui mi trovo a vivere non dovrebbe esistere l’8 marzo dal momento che non sarebbe assolutamente necessario ribadire l’oggettiva esistenza di uguali diritti tra gli esseri umani. Il mondo che mi circonda purtroppo invece richiede a gran voce di ribadire concetti che dovrebbero essere alla base della convivenza umana.
Pertanto sì, è importante celebrare l’8 marzo, molto importante. Quest’anno, il 2 giugno festa della Repubblica, saranno 80 anni dalla prima volta in cui le donne poterono esercitare il diritto di voto in occasione del referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica e per l'elezione dell'Assemblea Costituente. È un momento importante da ricordare specie in questo momento storico in cui si rileva una forte disaffezione verso il diritto di voto, così faticosamente conquistato.
Certamente molti passi avanti sono stati fatti, ma la strada è ancora molto, molto lunga. Le donne continuano a restare indietro rispetto ai maschi nell’ambito lavorativo, dove spesso si trovano a fare rinunce, in termini di posizioni, di remunerazione, di considerazione. Ancora oggi il peso della gestione della famiglia è per la maggior parte sulle spalle delle donne. Le donne vittime della violenza degli uomini, soprattutto di quelli che dicono di amarle, sono decisamente ancora troppe e troppo spesso da vittime di violenza vengono accusate di essere causa di quella stessa violenza.
E purtroppo mi corre la necessità di sottolineare un aspetto a mio modo di vedere importante che mi deriva dall’osservazione del mondo: non tutte, ma molte delle donne che riescono a raggiungere posizioni di alto livello lo fanno assumendo in toto i peggiori comportamenti maschili. Nelle posizioni apicali spesso, mi pare, le donne perdano di vista la visione d’insieme, il senso di comunità e di solidarietà, diciamo anche lo spirito di cura che dovrebbe, secondo me, muovere il loro operato per badare invece solo al proprio bisogno di potere e affermazione personali.
Celebriamo quindi questa importante giornata, regaliamo mimose o i bellissimi dolcetti a tema che stiamo preparando per voi. Ma non smettiamo di lottare, perché l’otto marzo è tutto l’anno.
Le donne che hanno cambiato il mondo
Non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla
Se non la loro intelligenza
(Rita Levi Montalcini)

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