giovedì 30 aprile 2026

30 APRILE


Domani sarà il Primo Maggio, Festa dei lavoratori. Io ho iniziato la mia attività lavorativa “ufficiale” il 2 gennaio del 1989, avrei compito di lì a poco 25 anni. L’estate precedente mi ero brillantemente laureata in Scienze Economiche e Bancarie e mi ero concessa un paio di mesi di vacanza, conscia del fatto che sarebbero state, con tutta probabilità, le ultime vacanze lunghe. Nel corso dell’autunno di quell’anno lavorai come insegnante in una scuola serale e con l’annuo nuovo presi a fare la pendolare, recandomi tutte le mattine a Milano, nell’ufficio della banca presso la quale avevo trovato impiego. Diventai così parte del popolo dei gloriosi treni delle Ferrovie Nord (oggi “Trenord”).

In effetti però il mio rapporto con il mondo del lavoro era avvenuto ben prima. Il mio papà, piccolo imprenditore artigiano, aveva iniziato a portarmi con sé in bottega quando frequentavo le scuole medie. Dopo pranzo mi diceva: “oggi pomeriggio ho bisogno di una mano”. I lavoretti che mi rifilava erano i più svariati: si trattava di dividere le manigliette di ottone dai conetti e sassetti sintetici dentro una macchina chiamata “buratto”, fase di lavorazione che serviva a rendere i pezzi di ottone lucidi e levigati, eliminando le sbavature residue dalla colatura; oppure mi metteva a strofinare le manigliette dopo che erano state spruzzate con una vernice che dava loro un aspetto “anticato”; altrimenti si trattava di preparare il materiale finito in scatolette pronte per la consegna e qui il difficile era non perdere il conto. Come si può immaginare, non facevo i salti di gioia né, tanto meno, potevo declinare la richiesta di papà: più che una richiesta era un ordine. Con gli occhi e la consapevolezza di oggi capisco che per papà quello era il modo per insegnarmi la disciplina, il valore del lavoro, la responsabilità. E forse era anche il suo modo per avermi vicina.

Durante gli anni dell’università ho sempre cercato di darmi da fare per non pesare esclusivamente sulle finanze della famiglia. Un’estate mi sono trovata a fare la lavapiatti in un convento, bellissimo posto sulle colline di Erba con una mansione che mi lasciava parecchio tempo per studiare; ho dato molte ripetizioni di ragioneria e ho fatto diverse supplenze negli Istituti Tecnici del comasco.
Sembrano passate più ere geologiche da questi miei racconti! Oggigiorno, trovare lavoro è una cosa che risulta difficile; soprattutto non è facile trovare un lavoro giustamente retribuito, tutelato e che dia la possibilità di costruirsi una vita. Negli ultimi anni abbiamo visto aumentare il numero di lavoratori precari, non tutelati, con salari e stipendi che non tengono il passo con l’aumento esponenziale del costo della vita. Troppi ancora sono giornalmente i morti sul lavoro, argomento trattato un paio di giorni fa a Radio 3 in occasione della “Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro”, promossa dall’Organizzazione Internazionale del lavoro. Ritengo quindi che il 1^ maggio sia una giornata importante, che deve tenere sempre alto il livello di attenzione sulle problematiche del mondo del lavoro.


Pasticceria Su Misura festeggerà questa giornata tenendo aperto per voi, per non farvi mancare la vostra colazione o il vostro dolce preferito. Saremo aperte, però, solo al mattino dalle 8.00 alle 12.00. Troverete me e Ilaria, pronte ad accogliervi con i nostri sorrisi. Vi aspettiamo!



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