mercoledì 30 dicembre 2020

STRADA FACENDO

"Io ed i miei occhi chiari siamo diventati grandi insieme

Con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che non c'è

Tra mille mattini freschi di biciclette

Mille più tramonti dietro i fili del tram

Ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me"

(C. Baglioni, 1981)

 

Questo 2020 termina lasciandoci una grande fame di abbracci, baci, vicinanze, strette di mano; fortunatamente i sorrisi non sono mai mancati e mai mancheranno. Per noi, come per tutti, è stato un anno difficile, pesante, sofferente. Anche noi abbiamo sperimentato lunghi momenti di paura vera. Ilaria ed io non ci siamo mai arrese, abbiamo cercato di starvi vicine sempre come ci è stato di volta in volta concesso di fare. 

Alla metà di maggio abbiamo potuto riaprire gradatamente con nuove regole, non facilissime ma non impossibili. Regole più difficile da far rispettare che da rispettare. Il rientro di Giulia, parziale durante l’estate e poi a pieno ritmo, ci ha permesso di affrontare l’attività con grinta e volontà.

Ed è arrivato anche Natale, e noi siamo state felici di essere riuscite ad accontentare i vostri desideri per i dolci da gustare, per i piccoli pensieri da regalare, per gli alberi di cioccolato da porre al centro della tavola o anche da regalare. In un anno fortemente negativo dal punto di vista economico, il Natale ci ha dato un piccolo sogno di speranza: voi, clienti che siete soprattutto amici, ci avete donato la gioia con vostri sorrisi e con il vostro sostegno.

Quest’anno, per la prima volta nella sua storia, Pasticceria Su Misura è rimasta chiusa il 25 e il 26 Dicembre. Io, lo confesso, sognavo da anni un Natale così, di quiete. Dopo giornate frenetiche e faticosissime, l’unica cosa che ho sempre desiderato era proprio stare a casa in totale assenza di attività con il mio bene amato e i nostri micioni.

Ora faremo una breve pausa come ogni anno in gennaio, per recuperare le forze e prendere in mano le redini di un 2021 che certamente non nasce “facile” ma noi, con voi, lo sapremo riempire di gioia. 

“E, strada facendo, vedrai, che non saremo mai da sole… “

Buon anno nuovo! 



mercoledì 9 dicembre 2020

Last Christmas

"Last Christmas I gave you my heart 
But the very next day you gave it away 
This year, to save me from tears 
I'll give it to someone special" 
(George Michael – Wham!, 1984) 

Questa è, secondo me, la canzone natalizia più famosa in assoluto, nonostante l’incipit faccia chiaro riferimento ad un tradimento! Dopo però dice anche che “quest’anno darò il mio cuore a qualcuno di molto speciale”: un po’ di speranza bisogna averla sempre! 

Natale è ormai alle porte, noi siamo prontissime e la nostra bella Pasticceria Su Misura strabocca di luci, colori, panettoni, praline, alberi di cioccolato, palline di cioccolato, mandorlato, marmellate! Avete solo l’imbarazzo della scelta. 

Certamente al termine di un anno difficilissimo, anche il Natale e le tanto agognate vacanze di Natale avranno in questo 2020 un ritmo e caratteristiche diverse. 

Mi hanno colpito molto le lamentele di tutti coloro che non potranno andare a sciare. È un sacrificio, vero, ma credo che al momento attuale le priorità siano molto diverse. 

Io avevo iniziato a sciare a 4 anni. La mia mamma, la donna all'avanguardia per eccellenza, portava me e mia sorella alle lezioni di sci con il CAI. Ero molto piccola, tant'è che a fine corso vinsi una coppa proprio grazie alla mia giovanissima età. Successivamente i miei genitori ci portarono a sciare a Valtournenche, Valle d’Aosta, e in quelle vacanze mia sorella ed io avevamo una maestra tutta per noi e mi ricordo i percorsi nei boschi, le soste per bere vin brûlé (anche se eravamo piccole), la magia e l’incanto del silenzio della neve. Oddio! Ricordo anche le frignate di mia sorella al mattino che non aveva mai voglia di muoversi (sorella che ora è medico, chirurgo e anestesista! Chapeau!) 

Interruppi lo sci a causa degli impegni con il gruppo scout, riprendendolo verso i vent'anni grazie al mio moroso di allora, grande appassionato di questo sport, che mi rimise in pista. Confesso che non ho mai raggiunto uno stile perfetto, ma sciare mi piaceva tantissimo! Ancora oggi quando ci penso e chiudo gli occhi sento l’effetto del vento, il sapore della neve, la meravigliosa stanchezza dopo una giornata di scorribande. Ho provato anche lo sci fuori pista, pelli di foca e via in salita, una fatica enorme ma con il grande vantaggio di evitare le lunghe code alla funivia, su cui si saliva stipati come sardine, le file alla seggiovia o allo skylift. 

Ho rinunciato coscientemente allo sci quando ho iniziato a lavorare in proprio. Uno sport bellissimo ma che comporta dei rischi, rischi che non mi potevo permettere. 

Ecco, quest’anno dobbiamo rinunciare a tante cose che ci piacciono, perché il rischio è alto e davvero non ce lo possiamo permettere. 

Io sono contenta di essere in buona salute, di poter lavorare, di non avere avuto perdite in famiglia e che i miei cari, i miei amici stanno bene, anche se non li posso vedere. Sono contenta anche che le diverse persone che hanno subito il virus, con o senza passaggio in ospedale, stiano fortunatamente bene. Questi sacrifici di oggi ci porteranno prima o poi fuori da questo tunnel. E allora torneremo a riveder le stelle! 

I prossimi giorni spero e prevedo saranno molto lavorativamente impegnati e non mi resterà il tempo per condividere i miei pensieri. Vi do appuntamento al 2021! 

Cliccate su questa immagine per vedere tutte le golosità che stiamo preparando in questi giorni per il vostro Natale. Aspettiamo i vostri commenti e le vostre prenotazioni!




mercoledì 2 dicembre 2020

JINGLE BELLS

"It's Christmas 
Jingle bells, jingle bells 
Jingle all the way 
Oh, what fun it is to ride 
In a one horse open sleigh"

Un anno davvero difficile quello che stiamo faticosamente attraversando ben sapendo, tra l’altro, che il prossimo non nasce sotto buoni auspici. 

Ciononostante è in arrivo il Natale, con tutto il suo carico di emozioni, di luci, di doni. La nostra vetrina è addobbata a festa e in negozio potete trovare una vasta selezione di strenne natalizie tra le quali saprete certo scegliere il dolce pensiero da recapitare alle persone amate. 

Amavamo moltissimo il Natale quando ero molto piccola e già vi ho detto dell’emozione per l’attesa dei doni. Adoravo il Natale anche quando più grandicella aiutavo mia mamma nelle preparazioni. La mia mamma: una donna sempre all'avanguardia, sempre avanti. Ho in mente una foto in cui lei tiene per mano mio fratello pronto per andare all'asilo e, al loro fianco, un gigantesco albero decorato tutto con mandarini! 

Mia mamma infatti si era stancata dei classici addobbi e aveva cosi dato una svolta ai nostri festeggiamenti. Ogni anno, già in Novembre, riunione di famiglia per la scelta del tema colore e degli addobbi. Il colore scelto sarebbe stato ripreso poi per l’incarto dei regali e per la tavola. Io e mia sorella davamo un aiuto ma il più lo preparava mamma. Ricordo notti intere in cui lei, dopo averci cacciato a nanna, si metteva al lavoro con carta crespa, colla, filo e quant'altro. Lo so perché al mattino trovavo il risultato delle sue fatiche notturne! Il fatidico giorno in cui veniva addobbato l’albero era intorno al 20 Dicembre (non prima perché doveva essere una sorpresa per nonni e zii) e lì nascevano i guai! La ricerca dell’albero, all'epoca rigorosamente vero, perché la difesa dell’ambiente non era ancora entrata a far parte della nostra mentalità, era compito del babbo che spesso riceveva in cambio i rimbrotti della mamma alla quale nessun abete pareva abbastanza grande e abbastanza bello e di conseguenza c’era un po’ di baruffa. Le luci dell’anno prima il più delle volte non funzionavano, ma in quella data era quasi impossibile trovarne altre e quindi si scatenava la caccia. 

Noi bambine assistevamo silenti ai preparativi, ben sapendo che nostri interventi avrebbero potuto aumentare l’effervescenza di quei giorni. Quando tutto era pronto però il risultato era sempre fantastico e l’abete, vero, diffondeva in tutta la casa il profumo del Natale. 

In questi giorni mi è capitato spesso di ripensare, con tanta nostalgia, a quei momenti, al periodo in cui il Natale era, anche per me, una bellissima festa. Poi si cresce, a volte le cose cambiano, la vita ci mette alla prova e la magia scivola via. Fortunatamente non per tutti è cosi e di questo ne sono felice. E sono altrettanto contenta di poter contribuire, con il nostro lavoro in Pasticceria, affinché il vostro Natale possa essere, nonostante tutto e nonostante quest’anno, magico. 



FROLLA OVIS 
Gr 200 burro pomata 
Gr 100 zucchero a velo 
Gr 200 farina 
Gr 100 fecola 
Gr 100 tuorlo d’uovo sodo 

Fate bollire 5 uova. Scartate albume e tenete il solo tuorlo sodo. Sbriciolatelo con una forchetta e passatelo in un setaccino. Lavorate il burro pomata con lo zucchero a velo fino a renderlo spumoso. Aggiungete il tuorlo d’uovo sodo e per ultime le farine setacciate. Ottenete un impasto sodo e lasciatelo raffreddare in frigorifero avvolto in pellicola. Per una versione al cacao sostituite 20 gr di farina con 20 gr di cacao. Utilizzate per biscotti, cuocendo a 170°C per 10/12 minuti.

mercoledì 25 novembre 2020

ETERNO OGNI MINUTO

"Ma cosa credi di fare, dove credi d'andare 
Non hai più aria per poter respirare. 
Non c'è più nessuno che ti possa aiutare 
Ed ogni giorno che vola via, 
Scopri di avere una nuova malattia."
Lucio Dalla profetico: ho scelto un pezzetto di questa canzone di quarant'anni fa perché mi ha particolarmente colpito la sua aderenza ai nostri giorni. E, come ogni settimana mi accingo a scrivere, a riflettere e a condividere i miei pensieri con voi. 

Giusto un anno fa di questi tempi e nonostante lo stress e la fatica da super lavoro natalizio mi buttavo a capo fitto nell'organizzazione della festa a sorpresa per l’ottantesimo compleanno della mia mamma, il 13 dicembre. Facile la scelta del ristorante, il nostro amato Sottovento a Lierna, teatro di tutti i nostri festeggiamenti importanti, facilissima la scelta della torta dato che la mia mamma adora la Saint Honoré all’italiana e le torte alla panna in generale, il resto è stato puro divertimento! La scelta delle foto per creare il bigliettino segnaposto da lasciare ai commensali insieme al cartoncino con stampato il menu, la scelta del menù stesso rigorosamente vegetariano, perché io cerco di portare tutti sulla buona strada, i ciclamini bianchi per il centro tavola: mi sono divertita tantissimo e, anche per questo, posso ringraziare Ilaria, da lei qualcosina ho “rubato” per trasformare i festeggiamenti della famiglia in piccoli eventi. Per rendere tutto ciò possibile avevo chiesto alla mia super socia di rinunciare all'annuale festa di compleanno di Pasticceria Su Misura che cade il 15 dicembre, visto che la stessa data, essendo una Domenica, l’avrei dedicata alla mamma (in effetti, poi, la nostra festa è stata recuperata l’11 gennaio di quest’anno, come si suole dire, “in zona Cesarini”!). 

È passato un anno, a breve saremo in vista di un nuovo compleanno, l’ottavo di Pasticceria Su Misura a Lecco, e mi spiace davvero tanto non poterlo festeggiare. Ripenso agli anni passati, alle torte, ai buffet dolci e salati, alla Chantilly lunga e stretta preparata da Giulia e da me direttamente in corte sotto gli occhi di amici, clienti, passanti e curiosi. Le nostre feste sono sempre state momenti di gioia e occasioni per pubblicizzare la nostra attività, occasioni che ogni anno vedevano la partecipazione di parecchie persone, variegate folle che animavano la nostra bella corte. La folle che non ci possiamo permettere per ora e per quanto tempo non sappiamo. 

Confesso che oltre a tutta la gamma di sentimenti non propriamente positivi già sperimentati in questo 2020 che sembra non terminare mai, ora si aggiungono il senso di malinconia e la forte nostalgia di caldi abbracci, delle strette di mano, dei baci. Abbiamo però sempre i nostri e i vostri sorrisi, i sorrisi degli occhi e la speranza di una vita nuova. E per chiudere queste mie riflessioni vi lascio le ultime righe della canzone che ho citato in apertura: “E poi, all'eterno ci ho già pensato, è eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato”



DOLCE ARLUNO 
Gr 250 burro 
Gr 250 zucchero a velo 
Gr 60 farina 
Gr 60 farina mais fumetto (macinata fine) 
Gr 60 fecola 
Gr 75 farina di mandorle 
Gr 150 uova (n. 3 uova non fredde) 

Con l’ausilio di fruste elettriche montate burro e zucchero finché il composto risulti bianchissimo e molto spumoso. Aggiungete poco alla volta le uova leggermente sbattute e in ultimo aggiungete a mano tutte le farine insieme avendo cura di non smontare il composto. Andrebbero usati i classici stampi cilindrici scanalati ma se non ne disponete potete usare anche una tortiera classica diametro 26. In ogni caso abbiate cura di ben imburrare e infarinare con la farina fumetto lo stampo che va riempito a non più di tre quarti. Cuocete in forno a 180°C per 35/40 minuti.

mercoledì 18 novembre 2020

UN GIORNO CREDI

"A questo punto non devi lasciare 
Qui la lotta è più dura ma tu 
Se le prendi di santa ragione 
Insisti di più 
Sei testardo, questo è sicuro 
Quindi ti puoi salvare ancora 
Metti tutta la forza che hai 
Fatti forza e va incontro al tuo giorno" 
A pochi giorni dall'entrata in vigore di nuove norme volte a contenere il diffondersi della pandemia che sta martoriando il mondo, anche noi ci troviamo esauste, affaticate, preoccupate per il futuro nostro e di Pasticceria Su Misura, ma come canta Bennato “la lotta è più dura.. metti tutta la forza che hai” e noi ce la stiamo mettendo. Anche in questi giorni, comunque, siamo aperte con attività di asporto per pasticcini, dolci e biscotti (attività tipica di ogni pasticceria), e anche per tutti i prodotti di caffetteria e bevande, cosa che peraltro ha caratterizzato la nostra attività fin dalla sua apertura. Continueremo con le consegne a domicilio, come abbiamo fatto anche in questi mesi. 

In questo momento tanto, tanto difficile posso dire di avere il mio asso nella manica: Ilaria, la mia super socia. Lei che mi sostiene sempre, che mi dà forza, che tiene a bada le mie ansie, che ogni tanto mi fa arrabbiare, ma è normale anche discutere. Ilaria, esperta di comunicazione, creativa e comunicativa, motore della nostra efficace presenza su tutti i social, che ci permette di esserci sempre, sempre vicini a voi. Ricordo come fosse adesso la prima volta che incontrai Ilaria, nella primavera del 2010. Si occupava di organizzazione di eventi, in particolare matrimoni ma non solo, e io avevo trovato il suo nome su una brochure di una fiera degli sposi. La raggiunsi ad un evento che aveva in corso. Confesso che quando la vidi provai un filo di diffidenza: una ragazza molto giovane, con un paio di occhialoni sul naso e l’aria un po’ trasognata, risata cristallina e leggermente sopra le righe. Poi ci siamo conosciute. In comune le stesse scuole superiori, la ragioneria!!, ma mentre lei preferì le parole ai numeri iscrivendosi alla facoltà di scienze della comunicazione, io dopo i numeri continuai con le scienze economiche che mi condussero a lavorare nel mondo bancario e finanziario per poco più di dieci anni. 
Iniziammo a collaborare, lei organizzando eventi di cui io fornivo torte e pasticceria, sia dolce che salata. 
Lavorando con Ilaria riuscii ad apprezzarne la spiccata e arguta intelligenza, la forte creatività, le notevoli doti organizzative e fu così che le proposi di unire di fatto le nostre attività e trovare una collocazione cittadina a Pasticceria Su Misura. Sono passati quasi otto anni e difficoltà ne abbiamo avute parecchie e le abbiamo sempre superate. Certo oggi, ci troviamo ad affrontare una pandemia mondiale che davvero nemmeno negli incubi più spaventosi avremmo mai potuto immaginare. Ma per fortuna c’è Ilaria che mi ripete “non possiamo mollare!” e, nonostante la paura, so che resteremo unite e combattive. Non potevo trovare persona migliore. 



PASTA BRISEE 
Gr 200 farina 
Gr 100 burro freddo 
Nr 1 bicchiere acqua fredda 
Sale (un pizzico) 

Fu la mia mamma, che l’aveva imparata dalla zia Lina, ad insegnarmi a fare questa semplice pasta, molto utilizzata dai francesi sia come base per torte dolci che salate. 
In una terrina ponete la farina, il pizzico di sale e il burro freddo a tocchetti. Iniziate a lavorare con una forchetta sbriciolando il tutto. Aggiungete poco alla volta l’acqua fino ad ottenere un impasto liscio e sodo, non è detto che quella di un bicchiere serva tutta. Per la fase finale dell’impasto è necessario usare le mani. Avvolgete con la pellicola e lasciate a raffreddare in frigo per almeno un’oretta prima di usare.

mercoledì 11 novembre 2020

SLIDING DOORS

"Vivo 
E in fondo non so niente 
Degli anni di un istante 
Che vivranno in me 
In fondo 
Non siamo altro che destino 
Ed io non mi ribellerò 
Ma lascerò che tutto passi"
Sliding Doors è un film del 1998 diretto da Peter Howitt che prende spunto da una idea del regista Krzysztof Kieślowski, che aveva trattato il tema del destino nel 1981 (Destino cieco). Questo film, interpretato da Gwyneth Paltrow è molto particolare perché è un film doppio. Infatti ha due canali narrativi che si dipartono dalla stessa scena in cui la protagonista corre verso la metropolitana: il titolo  si riferisce alle porte scorrevoli della metro che in un caso lasciano salire la ragazza, e nell’altro invece le si chiudono davanti lasciandola a terra. 

Sarà capitato a tutti di pensare cosa sarebbe successo se avesse fatto una scelta diversa, preso un’altra strada, perso un treno, cambiato destinazione. 

A me è successo spesso di pensarci… Quando decisi di cambiare lavoro, subodorando odore di chiusura, lasciando la banca per cui lavoravo (una filiale di una banca francese) mi ero trovata con due offerte di lavoro ugualmente allettanti da un punto di vista economico e anche professionale. Feci una scelta basata su diversi fattori, tra cui la logistica, nel senso che decisi di restare in centro Milano. Posso senza ombra di dubbio dire che è stata questa scelta a far nascere Pasticceria Su Misura! Infatti la scelta che feci, che poi si rivelò essere la mia ultima esperienza lavorativa in città e anche l’ultima della mia “prima vita”, fu pessima da un punto di vista lavorativo tant'è che dopo un paio d’anni mi trovai senza lavoro (l’azienda aveva provveduto ad un forte ridimensionamento del personale lasciando a casa parecchi dipendenti, me compresa) ma fu l’esperienza che mi permise di conoscere colei che non temo definire la migliore amica in assoluto.
La mia amica del cuore, Chicca, torinese doc trapiantata a Milano per amore, schiva e riservata come solo i torinesi doc sanno essere, intelligenza da capo giro e un cuore immenso. Scoprimmo di avere la stessa passione per il cinema e da lì iniziò la nostra, ormai ventennale, amicizia. Con lei conobbi suo marito Francesco (detto Biro), docente di chitarra classica, quasi medico, persona straordinaria, nonché il loro amico e di lui collega violoncellista, quel violoncellista con cui condivido la vita ormai da più di quindici anni e che è stato il vero motore propulsore della nascita di Pasticceria Su Misura, lui che mi spinse allora a fare il grande passo e da allora non ha mai smesso di supportarmi. 

E se avessi preso l’altra strada? Chi sarei oggi? Pasticceria Su Misura sarebbe mai nata? Con tutto quanto sta succedendo in questo “annus horribilis” sarei stata meglio, più tranquilla, più tutelata? 

Non lo so. Quello che so è che Pasticceria Su Misura è la mia vita ed insieme a Ilaria la difenderemo con tutte le nostre forze, il nostro coraggio, la nostra caparbietà, nonostante la pandemia, nonostante le difficoltà, nonostante tutto!!! 


PAN DI SPAGNA RISO E MANDORLE 
Gr 265 uova 
Gr 105 tuorlo (dovete aprire 5/6 uova) 
Gr 210 zucchero 
Gr 150 farina di riso 
Gr 40 amido di riso 
Gr 140 farina di mandorle 
Gr 20 baking (polvere lievitanti) 
Gr 90 burro sciolto tiepido 

Procedere come il pan di spagna classico, aggiungendo in ultimo il burro. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 25/30 min. Prova stecchino sempre valida per verificare la cottura. Dose per uno stampo del diametro di 26 centimetri.

Avete già visto la novità di questi giorni?
E' ripreso il nostro servizio di Consegne Su Misura 💓



mercoledì 4 novembre 2020

DOTTI, MEDICI E SAPIENTI

"Al congresso sono tanti 
Dotti, medici e sapienti 
Per parlare, giudicare 
Valutare e provvedere 
E trovare dei rimedi 
Per il giovane in questione"
(E. Bennato, dall’album “Burattino senza fili”, 1977) 
Questa canzone di Edoardo Bennato ha un sapore quasi profetico e confesso che non mi è stato facile estrapolarne il solo ritornello da utilizzare come incipit. Vi consiglio di ascoltare tutta la canzone e, se ne avete il tempo e la voglia, tutto l’album. 

Anche oggi pare che siamo diventati tutti “dotti, medici e sapienti”: ciascuno ha da dire la sua, si scaglia contro tutti gli altri, ha la soluzione magica ai nostri attuali problemi e comunque nulla è stato abbastanza, tutto è stato sbagliato, e “avrei saputo io come fare”. Il fatto è che pensavamo tutti di essere invincibili, padroni del mondo e con un benessere inalienabile, senza più paura del futuro, senza guerre (in casa nostra o nel nostro mondo, ma poco più in là guerre ovunque ma da guardare solo sullo schermo, quindi lontane dal nostro quotidiano), senza inciampi. 

Purtroppo invece anche la nostra generazione ha la sua grande pena: i miei genitori hanno vissuto la seconda guerra mondiale e l’influenza asiatica, i miei nonni entrambe le guerre e la spagnola. Da un certo punto di vista io credevo di essere stata abbastanza fortunata. Nata nel pieno del boom economico quindi in un momento di forte sviluppo e benessere, troppo piccola per soffrire davvero gli anni ’70, gli anni di piombo, ho goduto dell’ubriacatura spendacciona degli anni ‘80, e sul finire degli anni ‘90 del secolo scorso sono entrata con entusiasmo in un mondo del lavoro che mostrava già le prime crepe. All'inizio del nuovo millennio mi sono ritrovata a dovermi ricostruire una vita. Mettendo a profitto tutta la mia energia e determinazione ho cambiato lavoro, sono stata operaia nella pasticceria presso la quale ho fatto esperienza e quasi dodici anni fa ho dato vita a Pasticceria Su Misura

Oggi ci troviamo a vivere una situazione che mi lascia attonita e incredula. 

Dopo alcuni mesi dalla nostra riapertura, avvenuta a maggio con emozione, trepidazione e anche un po’ di timore, mesi in cui abbiamo lavorato sodo in condizioni non certo facili, è nuovamente palpabile o forse addirittura concreto il rischio di un nuovo fermo. Come sempre noi ce la stiamo mettendo tutta, sia per lavorare in sicurezza sia per farvi acquistare in tutta sicurezza. Natale è vicino, è un momento importante sia da un punto di vista simbolico che da un punto di vista più prosaicamente commerciale. Non parlo solo della nostra attività ma di tutte le attività produttive che a Natale hanno certamente il punto di massimo. Non so come andranno i prossimi giorni, settimane, mesi. Continuo a pensare che dovremo convivere con questa situazione a lungo, dovremo imparare a conviverci cercando nuovi modelli di vita. 

Una riflessione, ciascuno di noi nel proprio intimo, è indispensabile, come sarebbe fondamentale una forte coesione sia a livello “alto” che a livello dei singoli. E temo che non sarà possibile non accettare in via definitiva la rinuncia ad un benessere e a uno stile di vita che finora ci era parso un diritto acquisito. Non so bene come, non ho soluzioni, nemmeno consigli, nemmeno invettive contro chi ha il gravoso compito di prendere decisioni. Ho solo pensieri che, non posso nasconderlo, di giorno in giorno si fanno sempre più “nivuri”. 

Cerco di consolarmi e di consolarvi lasciandovi la consueta ricetta settimanale. Portandovi tutti nel cuore. 


BARRETTE VEGANE 
Gr 100 uvette 
Gr 100 nocciole tritate 
Gr 50 noci tritate 
Gr 40 corn flakes 
Gr 80 riso soffiato 
Gr 30 zucchero 
Gr 100 acqua 

Tritate tutti gli impasti secchi nel mixer e impastate con acqua. Stendete l’impasto in un quadrato alto non più di mezzo centimetro e poi tagliatelo a pezzetti. Conservate in luogo fresco e asciutto. Con questa dose potrete ottenere circa 20 barrette della dimensione di sette centimetri per quattro centimetri circa.