giovedì 15 giugno 2023

CREATURA DI SABBIA

Tahar Ben Jelloun- 1985

La nascita di Mohamed è festeggiata con grande clamore e sfarzo dal padre Hadj Ahmed: finalmente, dopo sette figlie femmine, è arrivato un maschio. Quella che sembrava una maledizione che impediva alla sua casa di avere un erede è finita, ma soprattutto sono state sventate le mire dei fratelli al suo patrimonio. Sarebbe tutto perfetto, se Mohamed fosse veramente un maschio. Invece è nato femmina e solo per volere del padre crescerà e verrà educato come un uomo, abituato fin dall’infanzia a essere il prossimo capofamiglia, colui che regge la casa e la servitù. Mohamed Ahmed, nonostante il prestigio della sua posizione, dovrà fare i conti per tutta la vita con un’identità fittizia, frutto di una metamorfosi coatta, che non tiene conto del carico di violenze, rimozioni, rinunce e sofferenze che ne derivano e che lo porteranno a un’esistenza di solitudine e incomprensione. Un romanzo intenso in cui la forza della scrittura è al servizio di una storia dolorosa e complessa che racconta – attraverso le voci di vari narratori, come in una favola mediorientale – il dramma della vita del protagonista.


Questo libro mi fu regalato diversi anni fa e io lo lessi tutto d’un fiato e, come spesso mi capita, mi innamorai del suo autore leggendone pressoché tutta la produzione.

Ho pensato a questo libro, sperando di riuscire a trasmettervi i percorsi mentali che mi hanno spinto a proporvelo, partendo dai concetti apparenza-essenza, forma-sostanza, essere-apparire.
Ho provato a riportare queste coppie ai miei dolci per raccontarvi ciò che a volte succede.

Partiamo dal presupposto basilare che un dolce deve essere preparato con ingredienti buoni e sani, lavorati con sapienza e con amore e il risultato deve essere buono, digeribile e di cui si serba la profonda nostalgia di un futuro assaggio.
Certamente un buon dolce deve anche presentarsi bene, essere gradevole alla vista, attirare la nostra attenzione, far lavorare le nostre papille gustative ancora prima di aver morso il primo boccone.

Le due cose sono entrambe importanti; è pur vero che, personalmente, tra un dolce bellissimo e super scenografico ma deludente da un punto di vista gustativo, certamente preferisco il dolce magari meno appariscente ma decisamente buono.

Nei miei lunghi anni di esperienza ho visto come la pasticceria si evolva, segua le mode, insegua i gusti del popolo “social”, però io credo che sia importante restare fedeli a se stessi e alle proprie convinzioni. Il laboratorio di Pasticceria Su Misura ha prodotto moltissime torte decorate con pasta di zucchero, con decorazioni a tema, foto cake, nastri e fiocchi. Per evitare il gusto stucchevole di una copertura di zucchero perfetta ma troppo spessa abbiamo accettato piccole imperfezioni. Abbiamo creato dolci e pasticcini come la ormai mitica Rubino o come il frollino panna cotta (il mio preferito). Abbiamo iniziato a produrre macaron quando in Italia è scoppiata la moda (a seguito dell’apertura del primo negozio “Laduré” a Milano) e continuiamo produrne tantissimi, rigorosamente a mano e mai davvero uguali uno all’altro.
Abbiamo iniziato a proporre le Cream Tart con grande successo, torte scenografiche e buonissime e ciascuna unica a modo suo, a modo nostro.

Non abbiamo mai fatto, pur avendone purtroppo ricevuto richiesta (per fortuna rara), torte “volgari” con decori che potete immaginare per fantomatici addii a celibati e nubilati. E anche se stanno prendendo un po’ piede, ahimè, eviteremo torte “volutamente brutte” perché, a mio avviso, anche questo è un modo di dar peso solo all’apparenza e non alla sostanza.

Ancora oggi rimango perplessa quando ci chiedono torte che abbiano un certo determinato aspetto senza che il committente abbia la minima preoccupazione del contenuto. Certamente serve apparire ma per noi fondamentale è essere, essere noi stesse, con la nostra idea di dolce, con il nostro stile, con la filosofia racchiuse nel nostro nome: Pasticceria Su Misura.



giovedì 8 giugno 2023

STORIA PERFETTA DELL'ERRORE

STORIA PERFETTA DELL’ERRORE
Roberto Mercadini - 2019

Protagonista di questo lieve romanzo è Pietro Zangheri, paleoantropologo e molto amante della precisione. Che si tratti di organizzare una cena o di datare un reperto preistorico, non vuole che nulla sia lasciato al caso. Pietro ha una fidanzata, Selene, che è l’esatto opposto: lui progetta, lei scombina; lui misura ogni gesto, lei gioca solo d'istinto; lui tace e riflette, lei si accende e divampa. Selene si sente inadeguata e ad un certo punto cerca di allontanarsi, convinta che Pietro, ossessionato dalla perfezione, non possa stare accanto a una come lei. Non sa che il suo uomo ha il cuore saldo e paziente, e ha già un piano per riconquistarla: le racconterà le storie degli "errori" più meravigliosi di sempre. Come quello di Galileo, che puntando il cannocchiale nella direzione sbagliata è riuscito a vedere la Luna; o quello di Michelangelo, che ha dato vita al suo David da un blocco di marmo bozzuto e scadente. Dagli errori genetici, motore dell'evoluzione, a quelli umanissimi che ogni giorno ci fanno cadere, rialzare, perdere e innamorare, Roberto Mercadini trova il modo più tenero e delicato per ricordarci che è proprio dal caos e dall'imperfezione che nascono le cose più belle.

Si narra che il nostro amato panettone sia nato per sbaglio, e come il panettone diversi sono i dolci nati per errore: la ganache al cioccolato, la caprese, la Tarte Tatin e anche i corn flakes.

La pasticceria è un’arte molto precisa e rigorosa; ogni preparazione ha quantità, metodi, temperature e tempi di cottura dai quali non si può esulare. E quando si sbaglia son guai!

Ovviamente anche a me son successi in questi lunghi anni di pasticceria diversi inconvenienti: da un peso sbagliato a un errore di tempera del cioccolato, dai baci dimenticati in forno alle torte cadute in terra!

Qualche volta però una svista può far nascere qualcosa di buono, molto buono!
Sicuramente questo è il caso del nostro pasticcino “tiramisù’”. Più che per errore, in effetti, questo è un pasticcino nato un per caso.

Da poco aperta la mia piccola Pasticceria Su Misura a Sirone, mi stavo dedicando a questo dolce semifreddo. Avevo una serie di stampi da riempiere ma non sufficiente esperienza per sapere quanta massa mi sarebbe davvero servita. Ricordo che feci parecchi calcoli prima di passare alla pesatura e alla produzione. Montata la panna, preparata la pâte à bombe, preparai questa fantastica crema da versare negli stampi in cui avevo preventivamente depositato il biscotto savoiardo imbevuto di sciroppo e caffè. Esauriti tutti gli stampi pronti non ne avevo altri a disposizione, in compenso però avevo ancora parecchia crema. Che fare? Presi dal cassetto i flexipan (stampi di silicone) della forma che mi pareva più adeguata e li riempii tutti, passandoli poi come di consueto in abbattitore prima di metterli in conservazione. A quel punto non mi restava altro che decidere cosa farne. Ed ecco l’idea: dei biscottini di frolla al cacao su cui appoggiare i piccoli tiramisù, una spolverata leggera di cacao et voilà!
Il pasticcino perfetto era nato. E fu un attimo pensare alla sua versione al cacao con frollino al pistacchio.

Il piccolo tiramisù non manca mai, un pasticcino che da Pasticceria Su Misura è ormai un classico che non conosce stagionalità, al contrario di altri che invece le stagioni le seguono eccome! Preferisco, però, non addentrarmi in questo argomento, ve ne parlerò nelle prossime settimane.



giovedì 1 giugno 2023

LA CASA TELLIER

Guy de Maupassant - 1881

La casa Tellier (La Maison Tellier) è un racconto di Guy de Maupassant, parte della omonima raccolta di racconti pubblicata per la prima volta nel 1881.
Madame Tellier è una dignitosa vedova senza figli che dirige, senza provare alcun sentimento di vergogna, una casa di tolleranza in Normandia («aveva abbracciato quella professione proprio come avrebbe fatto la modista o la ricamatrice»). La casa è frequentata da composti e abitudinari borghesi della cittadina (l'ex sindaco, l'armatore, il banchiere, ecc.). Una domenica Madame Tellier si reca con le cinque ragazze della casa in un paesetto per la prima comunione del figlio del fratello. In chiesa, durante la funzione religiosa, le ragazze sentono nostalgia dell'antica purezza, e la loro commossa pietà diventa motivo di edificazione per i fedeli.


Il lungo e intenso mese di maggio è al fine terminato. Come tradizione vuole, il mese appena conclusosi è stato caratterizzato, oltre che dalla festa della mamma (impegnativa già di suo), dalle tante cerimonie che si sono susseguite da una domenica all’altra: battesimi, comunioni e cresime. Oltre a questi eventi, di carattere prettamente religioso, ad inizio mese siamo state coinvolte nei festeggiamenti di svariati neolaureati.

Ho accolto con grande favore il suggerimento del mio personale consulente di libri, proponendovi questo racconto di Guy de Maupassant. Capisco che ad una prima occhiata superficiale potrebbe apparire di carattere “pruriginoso” ma, a detta del mio consulente, è soprattutto un racconto molto commovente.

La mia scelta è stata, ovviamente, determinata proprio dal fatto che il racconto verte attorno ad una prima comunione, permettendomi così di riagganciarmi al leitmotiv del mese di maggio.

Noi di Pasticceria Su Misura abbiamo lavorato sodo per produrre torte proprio per queste occasioni, arrivando alla fine molto soddisfatte del lavoro svolto ma anche piuttosto affaticate! Vi ricordo che il nostro equipaggio è sempre mancante di un elemento importante e che questo è un fattore non di poco conto.

Quindi, soddisfatte, stanche e felici e con il preciso intento di proseguire con la nostra attività piene di energie e con il sorriso in volto abbiamo pensato fosse salutare utilizzare in modo differente la festività del 2 giugno, Festa della Repubblica, che cade di venerdì. Un vero ponte al termine dell’anno scolastico che vedrà molti approfittare per un primo bagno in mare o una bella passeggiata in montagna. Così anche noi cogliamo l’occasione al balzo e prendiamo una piccola vacanza per affrontare l’imminente estate, speriamo non troppo torrida.

Pasticceria Su Misura resterà chiusa dal 2 al 4 giugno. Non disperatevi però, torniamo subito!

Buona Festa della Repubblica.



giovedì 25 maggio 2023

CAFE' ROYAL

Marco Balzano, scrittore, poeta e italianista italiano - 2023

Dal Café Royal prima o poi ci passano tutti: genitori e figli, donne indaffarate, coppie di amanti e adolescenti spaesati. Davanti al bancone si srotolano relazioni da aggiustare e nuovi incontri, una galleria degli specchi in cui ciascuno può sorprendersi riflesso. Come spesso accade, i personaggi di questo imprevedibile romanzo corale s'incrociano ogni giorno, si salutano, a volte si confidano e altre si ignorano. Forse non ne sono consapevoli, ma insieme formano una comunità. Marco Balzano ha scritto un libro fresco, vivo, incredibilmente contemporaneo, pieno di snodi, inciampi e possibilità. Storie che corrono a perdifiato, dove le traiettorie della vita s'intrecciano con i capricci del destino.


Ho letto la trama di questo romanzo e ho sorriso tra me e me, pensando che avrei potuto trasformare il titolo in “Pasticceria Su Misura”, spostare la narrazione da Milano, Via Marghera, a Lecco, Via Cavour, et voilà! Ecco il mio romanzo. Scrivere un romanzo, però, non è così semplice e quindi io mi limito a prendere spunti da chi è bravo, trovare il trait d’union e parlarvi un po’ di noi.

Da Pasticceria Su Misura passano davvero in tanti, studenti, insegnanti, pendolari, mamme, pensionati, giovani e meno giovani, con una certa prevalenza femminile forse dovuta al carattere “tutto femminile” della nostra attività.

Alle 7.30, orario di apertura, il banco è pieno di ogni genere di dolcezza; la zona riservata alle colazioni è stracolma con tutte le nostre brioche, dal cornetto classico alla crema cotta che nella versione con uvetta sta vivendo un momento di grandissima richiesta, passando per la pasta pistacchio con pistacchio o gianduia, pere, mele, limone, arancio, mirtillo, lampone senza trascurare le nostre brioche vegane. Un tripudio di colori e di sapori che appagano vista e palato e danno una bella carica per iniziare la giornata. Verso metà mattina l’offerta è già ridotta ma chi vuole essere certo di non restare a bocca asciutta prenota la sua brioche il giorno prima. Oltre alle brioche, le proposte per la colazione prevedono, a seconda del giorno della settimana, sfoglie mela, cornetti sfoglia, ciambellone nelle sue tante differenti declinazioni, piccoli strudel, pasticciotti, zeppole con panna e lamponi.

La vita che si dipana davanti ai nostri occhi è variegata, a volte chiassosa altre silenziosa, si trovano i colleghi in pausa che continuano a parlare di lavoro, gli studenti e gli insegnanti durante l’intervallo, lavoratrici e lavoratori delle Ferrovie, del Comune, della Provincia. Davanti a una buona colazione e a un buon caffè nascono amicizie, si stringono accordi, ci si innamora e qualche volta ci si lascia.

Durante la settimana prevalgono le “facce note”, i clienti abituali; tanti di loro non più solo clienti ma amici che ci fanno le loro confidenze e ai quali noi facciamo le nostre, in uno scambio di affetto, solidarietà, conforto e allegria a seconda dei momenti. Nel fine settimana il nostro piccolo universo cambia un pochino volto, si aggiungono più turisti, italiani e non, i gitanti, i ciclisti, i montanari. A corollario di questo poliedrico mondo, durante il fine settimana mi capita di frequente di ricevere visite di amici, vecchie conoscenze, compagne di scuola, persone che magari non vedo da tempo e che trovandosi a Lecco non perdono occasione per un saluto e una bella colazione. 
La felicità si nasconde nelle piccole cose, anche in una brioche fatta con tanto amore.





giovedì 18 maggio 2023

LA BAMBINA CHE NON DOVEVA PIANGERE MAI

Giuseppe Culicchia - 2023

Questa è la storia di Ada, la storia di una bambina che non doveva piangere e che, ormai donna, piangerà fino a morirne. Ada Tibaldi era la madre di Walter Alasia, brigatista, morto a vent'anni nel 1976 in uno scontro a fuoco con la polizia. Nata nel 1933 a Nole Canavese, Ada è la terza di sei tra fratelli e sorelle, con una madre che si fa in quattro per mandare avanti la casa e un padre che lavora in fabbrica e porta fiero la camicia nera. La sua infanzia è segnata dallo scoppio della guerra, dalla fame e dalla paura; l'adolescenza dalla fine di un conflitto che si è fatto fratricida e da una voglia spavalda di vivere, ballare e ridere perfino tra i telai, dove comincia a lavorare appena ragazzina. Poi, l'incontro con Guido Alasia, operaio, ex internato a Mauthausen: è l'inizio del capitolo più importante della sua vita, l'ultimo. È a Sesto San Giovanni che Ada, giovane madre di due bambini, torna in fabbrica. Sono anni di scioperi e rivendicazioni sindacali. Ada s'iscrive al PCI, partecipa con passione alle manifestazioni per i diritti delle lavoratrici. Un fuoco che condivide con il figlio minore Walter, che crescendo le somiglia sempre più: la complicità tra loro è assoluta, va dal senso dell'umorismo all'amore per la musica agli ideali politici. Tanto che, quando lui entra nelle Brigate rosse, è lei l'unica a saperlo. La notte in cui la polizia suona il campanello di casa, il 15 dicembre del '76, Ada capisce subito che la Storia è venuta a prendersi quanto ha di più caro al mondo.


Non un libro facile, da leggere a cuor leggero questa settimana. Un libro che però credo ben si cali nel momento storico che stiamo vivendo e porti alla luce altri momenti storici, momenti che io ho vissuto nei ricordi di famiglia, la guerra, la mamma di papà deportata in un campo di concentramento, la famiglia di mamma sfollata per sfuggire alle bombe su Milano; e poi gli anni settanta, “anni di piombo” ma anni carichi di ideali e di speranze, anni che io ho vissuto da bambina spettatrice. E in tutto questo, Ada, la protagonista di questo commovente libro. Una madre, disposta a tutto per un figlio di cui condivide gli ideali politici, ideali che lo portano però su una strada estrema che probabilmente Ada non condivide ma non tradisce, finendo con il perdere quanto di più caro al mondo.

La mamma. L’abbiamo festeggiata pochi giorni fa con un tripudio di torte a forme di cuore. Una figura presente nella vita di tutti noi, con la quale tutti dobbiamo fare i conti, una donna che ci ama in modo incondizionato ed eterno, un amore che a volte può rischiare di divenire ricattatorio e opprimente. Il rapporto tra madri e figli è ciò che più caratterizza gli esseri umani ed è ciò che di più difficile si dipana nelle nostre vite.

Vogliamo ringraziare le nostre mamme per l'incommensurabile amore di cui ci inondano, della massa enorme di cure che ci dedicano, della loro presenza sempre e comunque. E cerchiamo di amarle sempre, anche quando non ci capiscono, anche quando, passati tanti anni, sono loro ad aver bisogno di noi e questo le rende fragili e insicure.

Dedico queste poche parole a tutte le mamme, mamme da poco che hanno di fronte un mistero da vivere ogni giorno e un esserino che dipende solo da loro; mamme che hanno ormai figli grandi e cercano di colmare i sacrifici fatti pensando un po’ di più a loro stesse; mamme ormai avanti negli anni che hanno figli che con la loro stessa generosità cercano di ricambiare il loro amore e le cure ricevute, ricevendo a volte in cambio rimbrotti e lamentele. Ma dedico queste mie parole anche a tutte le mamme che lo sono per spirito di solidarietà e per amore verso il prossimo, indipendentemente dal fatto che abbiamo generato un essere umano. Ci sono tanti modi di essere mamma e ogni modo merita la nostra riconoscenza e il nostro affetto.



giovedì 11 maggio 2023

LA RICREAZIONE È FINITA

Dario Ferrari - 2023

Marcello è un trentenne senza un vero lavoro, resiste ai tentativi della fidanzata di rinsaldare il legame e cerca di prolungare ad libitum la sua condizione di post-adolescente fuori tempo massimo. Per spirito di contraddizione, partecipa a un concorso di dottorato in Lettere, e imprevedibilmente vince la borsa. Entra così nel mondo accademico e il suo professore, un barone di nome Sacrosanti, gli affida come tesi un lavoro sul viareggino Tito Sella, un terrorista finito presto in galera e morto in carcere, dove però ha potuto completare alcuni scritti tra cui le Agiografie infami, e dove si dice abbia scritto La Fantasima, la presunta autobiografia mai ritrovata. “La ricreazione è finita” è un’opera che si presta a significati e interpretazioni molteplici. Un narrato in cui si stratificano il genere del romanzo universitario imperniato dentro l’artificioso mondo dell’accademia, con il romanzo di formazione; il divertimento divagante sui giorni perduti di una generazione di provincia, con la riflessione, audace e penetrante, sulla figura del terrorista; e il romanzo nel romanzo, dove l’autore cede la parola all’autobiografia del suo personaggio.


Le ordinazioni dell’ultima settimana hanno stuzzicato i miei pensieri e così, sempre grazie alla preziosa disponibilità del mio consulente speciale, vi propongo questo recente romanzo, ancora una volta edito da Sellerio, romanzo che mi permette di parlarvi di università e lauree. Io ho frequentato l’Università Cattolica di Milano, facoltà di Economia e Commercio e corso in Scienze Economiche e Bancarie. Ripenso a quegli anni con un misto di nostalgia e di sollievo. Erano anni impegnativi, lo studio pretendeva la massima concentrazione e le lezioni richiedevano la mia presenza. Quattro anni, con corsi sempre annuali e prove d’esame con almeno uno scritto, a volte due, e una prova orale. Ricordo gli incubi della notte antecedente l’esame di matematica, passato poi al primo colpo con un 23/30 su cui non avrei mai scommesso e una grande gioia; matematica era l’incubo di quasi tutti e conoscevo persone in Università bloccate per anni da questo terribile esame. L’Università Cattolica di Milano è a breve distanza dalla Stazione Ferroviaria di Cadorna e io percorrevo la strada a piedi camminando a passo spedito e spesso, sulla via del ritorno, correndo come una disperata per non perdere l’ultimo treno utile. Alla Cattolica non erano, come si dice, “di manica larga” e arrivare a prendere 30 all’esame era impresa ardua che mi riuscì qualche volta, e in un esame fondamentale dell’ultimo anno arrivai alla lode. Penso al giorno della mia laurea, il 4 luglio di un anno che non sto a dirvi, come uno dei più belli della vita. Presenti i miei genitori e qualche amica. Ero molto felice di avere dato a mio papà e mia mamma questa soddisfazione, loro che avevano fatto grandi sacrifici per permettermi questo traguardo. Certo, negli anni di studio avevo fatto tutti quei lavori che fanno gli studenti: ho insegnato come supplente e dato lezioni private, ho cercato di dare una mano per la contabilità della piccola impresa di famiglia e un’estate ho lavato piatti in un luogo per ritiri spirituali. Lavoretti che mi permettevano di dare il mio piccolo contributo alle spese universitarie anche se, ripensandoci, il contributo era esiguo e in realtà serviva a mettere a posto la mia coscienza.

Negli ultimi giorni Pasticceria Su Misura è stata coinvolta nei festeggiamenti per le lauree degli ingegneri del Politecnico, sia a Lecco che Milano. È sempre bello poter essere presenti e partecipi con i nostri dolci a giornate così importanti. Un grande in bocca al lupo a tutti i nuovi laureati con l’augurio di una vita professionale ricca di soddisfazioni.

Ps domenica 14 maggio è la Festa della Mamma! Ve lo ricordo e la prossima settimana vi racconterò come andata.




giovedì 4 maggio 2023

MATERNITA'

Sheila Heti – 2019

Il desiderio di maternità è un insieme di forze contrastanti che non riguarda solo la procreazione, la famiglia, il padre e la madre, i figli, ma uno spazio emotivo più ampio in cui convivono infelicità e speranza, realizzazione di sé e smarrimento. Ed è da questo assunto che scaturisce uno degli sguardi più originali e potenti degli ultimi anni su un tema che suscita prese di posizione spesso inconciliabili. Ciò che sconvolge l’autrice è il destino già scritto in ogni giovane donna, quello di un imperativo culturale e naturale a cui pare impossibile sottrarsi. “Maternità” è una disamina della procreazione dal punto di vista etico, sociale e psicologico, è la cronistoria di un'illuminazione esistenziale che si fa strada faticosamente, e insegue, consapevole della difficoltà della sfida, la possibilità di una nuova stesura delle regole della femminilità.


Da poco iniziato il mese di maggio, la nostra attenzione si va concentrando su una festa molto importante e anche impegnativa: la festa della mamma. Questa festa ha una propria data specifica cioè l’8 di maggio ma per convenienza puramente commerciale, non nascondiamoci, la festa viene spostata alla prima domenica successiva. Quest’anno sarà il 14.

Non è però solo la festa della mamma ad avermi spinto a proporvi questo libro edito da Sellerio, già di per sé una garanzia di alta qualità (noi a casa abbiamo tutta una sezione di libreria in blu, il colore dei libri Sellerio) ma il recente evento tanto atteso: una nuova piccola donna è entrata a far parte della PSM Family, si chiama Alice è piccola, tenera e dolce proprio come un pasticcino. La nostra Giulia festeggia quest’anno la sua prima festa della mamma.

Io di figli non ne ho ma l’idea di averne capitò anche a me, in quegli anni in cui senti che non resta troppo tempo per decidere e la pressione si fa tangibile. Quell’attimo in cui pensai che forse volevo mettere al mondo un figlio, e di certo avrei voluto una figlia che mi assomigliasse, mi chiesi anche se avrei “dovuto” procreare ed è questo a mio modo di vedere il punto nodale; certamente questa che condivido con voi è solo la mia opinione, ma io sono abbastanza convinta che ancora oggi siano molte, addirittura troppe, le donne che ritengono, magari nel loro inconscio, che mettere al mondo uno o più figli sia l’unico modo per concretizzare la loro femminilità e realizzare la loro persona.

Oggi mi sento soddisfatta e non mi rammarico di non aver avuto figli. Le mie realizzazioni personali sono arrivate in molti altri campi, campi che hanno comunque previsto anche la cura e l’attenzione verso altri esseri umani. Ho avuto la fortuna di circondarmi di tante giovani e giovanissimi: le mie fanciulle del gruppo scout, i miei nipoti nei loro primi anni di vita ed ora le giovani che lavorano con me. A partire dalla mia socia Ilaria, forse una sorella minore, a Giulia e Madi, le mie “bambine”.

Pertanto felice delle mie scelte personali, e carica di un’affettività sincera e gratuita, è naturale che la maternità di Giulia, l’arrivo di Alice, mi abbiano emozionato tantissimo riempiendomi di gioia e di amore per loro. Sarà con un entusiasmo diverso, rinnovato che affronteremo quest’anno la Festa della Mamma.

Benvenuta fra noi Alice!