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mercoledì 27 ottobre 2021

LA FINE DI OTTOBRE

Sta limpido l’autunno
sul riposo dell’anno e sul riposo
della tua vita. Il fisso azzurro, immemore
di tuoni e lampi, stende il suo gran velo
di pace sulle rosseggianti chiome
delle foreste; e il sole il cuor t’accende
come fa con le foglie che non sanno
d’esser presso a morire.
La fine di ottobre ha sempre un timbro nostalgico, anche quando le giornate sono illuminate dal sole e i colori dell’autunno incendiano i paesaggi. Si avverte il senso di raccoglimento, il desiderio di casa, il bisogno del silenzio. Questa notte ho sognato il mio babbo, proprio vicino a me con quei suoi occhi cerulei e il suo sorriso. Lo penso spesso, penso che mi manca e che mi piacerebbe incontrarlo ancora.

Non voglio certo rattristarvi, ma in questi giorni, ancor più che nel resto dell’anno, ognuno di noi ha sicuramente qualcuno da ricordare, qualcuno che non è più accanto fisicamente ma è ben presente nel cuore.

Sono andata a rileggere quanto vi scrissi lo scorso anno in questa stessa settimana, nel vano tentativo di non ripetermi. Il tentativo è vano: ci sono giorni nella mia vita che hanno il medesimo significato e lo stesso dolore, la stessa nostalgia.


Siamo a fine ottobre, nel pieno della stagione autunnale e la nostra bella Pasticceria Su Misura va arricchendosi dei prodotti del nostro laboratorio, tutte quelle cose buone che il caldo non permette. Venite in negozio e guardate intorno: vedrete un tripudio di cioccolato, tavolette di tutti i tipi e, finalmente, tante praline; e poi i marron glacés, i bignè allo zabaione ricoperti di cioccolato, la torta Sacher, i cuoricini di frolla al cacao con cioccolato, bianco e al latte, gli ungheresi che sono anche i miei biscotti preferiti.

È ormai tempo di pensare al Natale, affiliamo le nostre armi e ci prepariamo al periodo più impegnativo, ma anche più soddisfacente dell’anno.

Tutto questo è anche un modo sincero e affettuoso per dirvi che lasceremo passare il 31 ottobre, la famigerata “festa di halloween”, in sordina: abbiamo così tante e belle e buone cose da fare!

Ricordate chi non è più accanto a voi nel vostro cuore e condividete con chi amate i dolci del nostro piccolo e produttivo laboratorio; lunedì 1^ novembre è giorno di festa e noi di Pasticceria Su Misura vi aspetteremo per colazione, caffè, due chiacchiere, la scelta del dolce (saremo aperte dalle 8.30 alle 12.00, prendete nota).

Vi aspettiamo.

Le nostre praline di cioccolato, tutte fatte a mano


mercoledì 28 luglio 2021

LUGLIO, SETTEMBRE QUASI

"Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra."

Un altro mese di luglio con temperature bollenti, umidità insopportabile, temporali, burrasche, nubifragi.
Proprio vero che non ci sono più le stagioni.

Adalisa ricordava quando, da giovane, l’estate era la sua stagione preferita: il mare a giugno con mamma, il campo scout a luglio e poi di nuovo al mare con anche il papà. Il clima era bello, caldo, soleggiato e i temporali iniziavano solo dopo Ferragosto quando ormai era palpabile l’accorciarsi delle giornate.

Con l’andar degli anni l’estate era andata via via peggiorando o forse, pensava Adalisa, era lei che non sopportava più il caldo, la sguaiatezza pacchiana che aveva assunto la sua stagione preferita; si sentiva decisamente fuori tempo e si chiedeva cosa facesse ancora su questa Terra sempre più affollata, sempre più inquinata, sempre più martoriata.

Accanto a lei, Giacomo leggeva il giornale ad occhi semi chiusi, forse dormicchiava facendo solo finta di leggere. Tanti anni insieme, i primi decisamente burrascosi, tanto amore, tanta dedizione uno per l’altra. Pur avendo vite professionali diverse avevano sempre cercato di aiutarsi l’un l’altro, condividendo gioie e preoccupazioni, ansie e aspettative.

Certamente entrambi erano amanti dei dolci oltre che della buona musica e dei gatti.

Ecco, pensò Adalisa, in questo momento leggermente sconsolato mi vorrei gustare proprio uno di quei bignè allo zabaione che si trova, ancora oggi, solo da Pasticceria Su Misura. Chiamò Giacomo, che ovviamente condivideva la stessa passione e lui le ricordò, con il sorriso sornione, che in piena estate la loro Pasticceria preferita, colpa del troppo caldo estivo, sospendeva la produzione di alcune prelibatezze. Settembre sarebbe arrivato e allora sarebbero tornati i bignè allo zabaione e anche le adorate praline.

Bastava solo aspettare.

A settembre!



mercoledì 7 ottobre 2020

L’ATTESA

"L'attesa è una suspense elementare
È un antico idioma che non sai decifrare
È un'irrequietezza misteriosa e anonima
È una curiosità dell'anima"

Giorgio Gaber è stato un precursore dei tempi, ha avuto la grande capacità di guardare l’umanità intera individuandone i lati deboli e anche i pochi pregi. Ogni sua canzone è pura magia, ed è incredibile come riascoltandole oggi salti all'occhio la loro straordinaria attualità. 

Questo è il tempo dell’attesa, attesa irrequieta e misteriosa, ci si avvicina alla fine dell’anno e anche quest’anno, in questo inizio d’autunno, nonostante tutto, il mio pensiero va al Natale. 

Il pensiero del Natale mi riporta alla mia infanzia, quando l’attesa del Natale durava tutto l’anno, e noi bambini ci svegliavamo ben prima dell’alba per correre a vedere se davvero Babbo Natale era passato con il suo carico di doni. E la sera mi prendeva una malinconia struggente: avrei dovuto aspettare un altro lungo anno per rivivere il Natale, un altro anno in attesa. Crescendo la magia del Natale, almeno per me, è svanita, persa in un meandro di accadimenti che rendono il 25 dicembre un po’ faticoso negli affetti, tra famiglie vecchie e nuove e la nostalgia per chi non è più accanto a me. 

A questa fatica affettiva si aggiunge la fatica “vera” quella fisica, la fatica di un lavoro che ho scelto tanti anni fa e che continua a riempire le mie giornate non solo di fatica, ma anche di molte soddisfazioni, per fortuna! 

Quindi, anche se quest’anno è decisamente più difficile che in passato, è indispensabile guardare avanti, pensare a cosa proporre per il prossimo Natale: non sappiamo come sarà, ma vogliamo pensarlo comunque ricco di dolci coccole e di un pochino di serenità anche per tutti coloro che hanno sofferto molto in questo 2020, per la perdita di persone o del lavoro o del benessere. 

Nulla è ancora definito, per ora sono solo i miei pensieri che vagano. Certamente la produzione in laboratorio si va di giorno in giorno arricchendo di tutte quelle piccole prelibatezze sospese negli ultimi mesi, il cioccolato è ormai entrato a gamba tesa a fare da protagonista e a breve potrete ritrovare le nostre praline che, confezionate a dovere, saranno sicuramente una delle strenne natalizie più ambite. 

Non aggiungo altro anche perché, davvero, stiamo smuovendo in questi giorni i nostri primi pensieri al riguardo e avremo ancora modo di parlarne! 

(Se posso darvi un consiglio, ascoltate tutta la canzone che ho utilizzato come pretesto per queste brevi note, è commovente). 

E a grande richiesta, visto che ora li sapete fare, la crema allo zabaione per farcire i vostri bignè!
 

CREMA ALLO ZABAIONE 
Gr 250 marsala secco 
Gr 200 zucchero 
Gr 125 tuorlo 
Gr 30 amido di riso 

Unite tuorlo, zucchero e amido e montate leggermente con una frusta. Fate bollire il marsala e versatelo sul composto sempre mescolando con la frusta. Cuocete, su fornello o a microonde, fino a quando la crema addensa. Alleggerite con panna montata non zuccherata per la farcitura dei bignè. 
Buon lavoro