giovedì 26 maggio 2022

LA SPOSA CADAVERE

Regia: Tim Burton e Mike Johnson – 2005

Film d’animazione. La pellicola è liberamente ispirata alla versione ebraico-russa del XIX secolo di una più antica storia folkloristica ebraica, trasposta in una immaginaria epoca simile all'era vittoriana. Per il regista Burton questo è stato il secondo lungometraggio realizzato con la tecnica dell'animazione stop motion ed è anche stato il primo film in stop-motion di Burton distribuito dalla Warner Bros. Pictures.
Il film è stato presentato in anteprima, fuori concorso, alla 62ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. È stato un successo di critica e commerciale, ha ricevuto elogi per le sue animazioni, personaggi, canzoni e umorismo. È stato candidato all'Oscar come miglior film d'animazione.

Dopo “Quattro matrimoni e un funerale” non potevo non proporvi questo film dal titolo un po’ lugubre, ma in realtà molto divertente. La trama è abbastanza contorta da raccontare: ci si sposta dal regno dei vivi a quello dei morti, e viceversa, per cercare di far trionfare l’amore tra i due protagonisti e condurli a giuste nozze.

Ho così, anche questa settimana, preso spunto per proseguire la carrellata delle torte nuziali che in tanti anni di attività Pasticceria Su Misura ha proposto e realizzato. Vorrei parlarvi oggi di un tipo di torta che in realtà pare aver fatto la sua epoca: la torta in stile anglosassone. La sostanza della torta è costituita ancora da morbido pan di spagna, leggermente imbevuto, farcito con crema chantilly alla quale io ho solitamente suggerito l’aggiunta di frutta un pochino acidula, lamponi ad esempio, per controbilanciare il dolce della pasta di zucchero.

Si tratta di torte molto laboriose da preparare: per dare altezza ad ogni piano, le torte vengono appoggiate su basi di polistirolo, si ricopre ogni singolo piano prima con un leggero strato di passata di albicocche (gli americani usano in realtà crema di burro che a mio parere rende la torta stucchevole) e poi con la pasta di zucchero. I piani vengono preparati singolarmente e successivamente sovrapposti. I decori possono essere i più svariati: rose di pasta di zucchero, fiori o foglie dipinti con colori alimentari, piccole miniature degli sposi, disegni geometrici, fiocchi e nastri, la fantasia non ha limiti e qualche volta è capitato di ricevere richieste davvero irrealizzabili, almeno con la pasta di zucchero e a mano!

Date uno sguardo alla galleria del nostro profilo Instagram e nelle storie in evidenza troverete molte di queste torte. Una delle mie preferite è una torta dai delicati toni dell’azzurro e decorata con una deliziosa voliera e due uccellini, torta che preparai per una coppia inglese che aveva scelto Bellagio come sfondo del loro giorno più bello.

Ma si sa! Le mode cambiano e cambiano anche nelle torte e la prossima settimana vi dirò quali sono quelle più in voga oggi e vi racconterò dei tre matrimoni che ci vedranno molto impegnate nel fine settimana.

Torta in pasta di zucchero


giovedì 19 maggio 2022

IL MATRIMONIO DEL MIO MIGLIORE AMICO

Regia di P. J. Hogan – 1996
Interpreti principali: Julia Robert, Dermot Mulroney, Cameron Diaz, Rupert Everett.

La ventisettenne Julianne Potter riceve una telefonata dal suo amico da una vita Michael O'Neal, con il quale al college fece un accordo: se nessuno dei due fosse convolato a nozze entro i ventott'anni, si sarebbero sposati tra di loro. Tre settimane prima del ventottesimo compleanno Michael le annuncia che di lì a quattro giorni sposerà Kimberly Wallace, detta Kimmy, studentessa universitaria ventenne di Chicago, di famiglia benestante.
Julianne è delusa dal fatto che egli si sposerà con qualcuno che reputa così sbagliato per lui, ma soprattutto si rende conto di essere innamorata di lui e corre a Chicago, intenzionata a sabotare il matrimonio. Julianne ne combinerà di ogni ma non riuscirà nel suo intento: il suo migliore amico è innamorato della fidanzata e la sposerà.
Memorabile Rupert Everett che, nel ruolo di finto fidanzato di Julianne per far ingelosire lo sposo, interpreta “I say a little pray for you”, vero leitmotiv del film.

Ed eccoci qui a raccontare di matrimoni e delle indimenticabili torte nuziali preparate in tutti questi anni da Pasticceria Su Misura. Preparare una torta di nozze significa partecipare al giorno più radioso che due persone possano vivere, il giorno che suggella di fronte al mondo un rapporto d’amore, poco importa se gli sposi abbiano già un vissuto insieme, magari abbiano dei figli o si apprestino a iniziare una nuova vita. La torta nuziale è la regina del ricevimento, quella che deve soddisfare appetiti ormai sazi lasciando un indelebile ricordo di dolcezza.

In una ideale carrellata che ci accompagnerà per qualche settimana, sperando di non risultarvi banale, vorrei partire dal classico per eccellenza: la Torta Chantilly, torta morbida, soffice pan di spagna leggermente imbevuto di sciroppo alla vaniglia e farcito di crema chantilly a cui si possono aggiungere a seconda dei gusti e delle stagioni cioccolato, frutta o marron glacé. In Francia chiamano chantilly la panna montata zuccherata e aromatizzata con vaniglia naturale; in Italia ci si riferisce alla crema pasticcera alleggerita con panna montata che la rende soffice e spumosa.
Questo tipo di torta può essere fatta ad un unico piano con decorazioni di frutta, nastri o rose di pasta di zucchero o, se il numero degli invitati lo consente (diciamo non meno di 50 porzioni), può essere fatta anche a piani con grande effetto scenico. Come facile immaginare abbiamo prodotto innumerevoli torte di questo tipo ma, senza darmi delle arie, credo che a ciascuna siamo riuscite a donare un tocco di unicità. Una fra le tante che mi è rimasta nel cuore era una torta a due piani, con decoro di fragole e la panna tirata sui lati, molto chic senza essere banale.

Questo tipo di torta è certamente la più classica tra quelle che possiamo proporvi ed è quella che di norma accontenta più facilmente i gusti di tutti. Consigliabile conteggiare qualche porzione in più per i golosi e l’immancabile richiesta di bis.



giovedì 12 maggio 2022

QUATTRO MATRIMONI E UN FUNERALE

Regia di Mike Newell – 1994

Protagonisti: Hugh Grant, Andie MacDowell, Kristin Scott Thomas, James Fleet, Simon Callow, John Hannah, Charlotte Coleman, David Bower, Corin Redgrave e Rowan Atkinson.

Commedia sentimentale che narra le vicende di un uomo circondato da molti amici che, attraverso una serie di occasioni sociali, incontra quella che diverrà la donna della sua vita. Il protagonista è interpretato da Hugh Grant, che ottenne per la prima volta fama internazionale.
Il film fu girato in sole sei settimane ed ebbe un successo strepitoso.

A dispetto del funerale citato nel titolo, e in effetti uno dei protagonisti muore d’infarto durante uno dei matrimoni, è un film molto divertente e se avete molta confidenza con l’inglese ve ne consiglio la visione in lingua originale che mette davvero in risalto l’incomparabile humor britannico.
Archiviata la festa della mamma, si apre ora la stagione delle cerimonie tra le quali, senza nulla togliere a battesimi, comunioni, cresime, sicuramente il matrimonio ha un posto sul gradino più alto del podio.

Già lo scorso anno abbiamo avuto l’ineguagliabile gioia di preparare qualche torta nuziale compresa quella della nostra formidabile Giulia, ma quest’anno le richieste sono decisamente in aumento; noi abbiamo già qualche data fissata e parecchi preventivi in preparazione.

Per questa settimana non vi svelerei altro ma vi prometto che dedicherò più di un articolo alle diverse torte nuziali che abbiamo già proposto e che riproporremo, sempre seguendo gusti e inclinazioni dei futuri sposi.

Film a tema che posso citare ce ne sono e così, scivolo sul sicuro!





giovedì 5 maggio 2022

TUTTO SU MIA MADRE

Regia di Pedro Almodovar – 1999
Protagoniste: Penelope Cruz, Marisa Paredes, Cecilia Roth, Candela Peña, Antonia San Juan.

Presentato in concorso al 52º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la miglior regia; si è aggiudicato inoltre l’Oscar e il Golden Globe al miglior film straniero.

«A Bette Davis, Gena Rowlands, Romy Schneider… A tutte le attrici che hanno fatto le attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre»
(Dedica con cui il regista chiude il film)

Il film inizia a Madrid con la morte di Esteban, figlio diciassettenne della protagonista Manuela, un’infermiera single. Manuela aveva da sempre nascosto al figlio l’identità del padre, cosicché per anni il ragazzo aveva alimentato il desiderio di conoscerlo e incontrarlo. Come per soddisfare l’ultimo desiderio del figlio, dopo la sua morte, Manuela si reca a Barcellona alla ricerca del padre del ragazzo, una donna transessuale di nome Lola (precedentemente, Esteban). Da quel momento in poi gli avvenimenti e le storie dei vari personaggi si sovrappongono in modo vorticoso. Storie di madri e di figli, di maternità indesiderate e maternità volute, avversate, inseguite. Un film bello e complicato.
Questi miei pensieri settimanali vi arrivano a pochi giorni dall’8 maggio, giorno dedicato alla mamma, festa che quest’anno cade proprio di domenica.

Io non sono diventata mamma, un po’ per scelta e un po’ per caso; certamente non avevo accanto a me la persona giusta quando avevo l’età e non avevo più l’età quando ho trovato la persona perfetta per me. Non me ne rammarico, segno evidente che non ho mai provato davvero questo desiderio. Sono stata molto zia per i miei nipoti quando erano piccoli ed ora collaboro con fanciulle che potrebbero essere le mie figlie e a volte mi capita di vederle così.

In ogni caso, e so che mi perdonerete, vorrei dedicare queste poche righe alla mia mamma, la donna all’avanguardia, la donna che si è fatta in mille per la sua famiglia, colei che ha sempre difeso le giuste richieste di spazio e libertà soprattutto delle sue figlie, arginando la visione piuttosto all’antica del papà. Una donna schietta, senza peli sulla lingua, moderna già negli anni sessanta; la mia mamma ha insistito perché io facessi l’università e trovassi presto la mia autonomia. Ha accettato tutte le mie scelte, probabilmente senza condividerne nemmeno una. Da sempre penso di non essere la persona che lei avrebbe voluto; forse non le sono mai piaciuta del tutto e nonostante questo, nonostante le mie scelte sbagliate, lei mi è stata sempre accanto. La mia mamma ha cercato in tutti i modi di salvaguardarmi dalle difficoltà che man mano hanno investito la mia famiglia. È una donna con un carattere non facilissimo, non che io brilli su questo punto, e con la quale non sono proprio sempre andata d’accordo. Ancora adesso capita di litigare, qualche volta io fatico a sopportare il suo modo di fare e forse lei fatica a sopportare il mio. Ognuna di noi ha difetti e limiti, cose di cui rammaricarsi e mancanze difficili con cui convivere.
Nel giorno dedicato alla mamma io sarò impegnata a cercare di fare felici le mamme di tutti voi e sento che sarò troppo stanca per far felice anche la mia. E allora le vorrei solo dire GRAZIE! E se caso mai dovesse proprio avanzare uno dei tanti cuoricini dolci che produrremo nel nostro laboratorio, lo terrò da parte per lei.

Buona Festa della Mamma a tutti.

Cream Tart a forma di cuore per la festa della Mamma


giovedì 28 aprile 2022

LE FATE IGNORANTI

Regia di Ferzan Özpetek -2001
Interpreti principali: Margherita Buy, Stefano Accorsi, Serra Ylmaz.

Antonia, un medico specializzato nella cura dell'AIDS, e suo marito Massimo sono una coppia di quarantenni, socialmente affermati, che sembrano vivere un legame intenso e perfetto seppur abbastanza routinario, disturbato solo dal difficile rapporto che la donna vive con la propria madre. La tranquilla quotidianità di Antonia viene irreparabilmente sconvolta quando Massimo muore improvvisamente, travolto da un'auto. Tra gli oggetti personali che, in una pausa della depressione, ritira presso l'ufficio dove Massimo lavorava, Antonia scopre un quadro, dal titolo “La fata ignorante”, con dedica, che la pone sulle tracce di un'amante misteriosa, della quale naturalmente la giovane donna ignorava l'esistenza. Margherita scopre che l’amante misteriosa era un uomo di nome Michele e grazie a lui Antonia entra in contatto con la variopinta comunità cui Michele appartiene: amici omosessuali, una donna transessuale, una profuga turca, il cantante turco Emir e una verace donna napoletana; una specie di famiglia allargata che abita nella mansarda di un edificio popolare situato in uno dei quartieri più caratteristici di Roma, l'Ostiense. La vita sulla terrazza, gli amori, i legami, le amicizie cambieranno totalmente la vita di Antonia.

I film di Özpetek sono belli, colorati, intrisi di sentimenti, coinvolgenti, appassionati, fanno ridere e fanno piangere allo stesso tempo. Li ho visti tutti e, anche se in modo diverso, li ho amanti tutti.
“Le fate ignoranti” resta comunque il mio preferito. Una piccola comunità, apparentemente senza regole, dove tutti si vogliono bene, dove regna l’amicizia pur con tutte le sue idiosincrasie e difficoltà: l’amicizia non è un sentimento facile, va coltivata con cura e a volte bisogna accettare che finisca. Le relazioni interpersonali, anche quando non arrivano all'amicizia, sono quantunque difficili, bisognose di cure e di amorevole pazienza.

Io vivo a continuo contatto con le persone; nel corso del tempo questo contatto intenso, bello e fonte di nuove ricchezze interiori, è diventato anche un po’ più faticoso; certo molto per parte mia che stento a ritrovare la gioia della condivisione con gli altri tipica dell’età più giovane.

Mi trovo costantemente immersa tra le persone, clienti, clienti che per fortuna sono diventati amici, sconosciuti, stranieri, gente di passaggio, persone beneducate e persone meno beneducate, ragazzini, giovani che ti danno del “tu” anche se potresti essere la loro madre o quantomeno una zia, o persone adulte che ti danno del “tu” a prescindere senza nemmeno pensarci. 
A volte capisco che la stanchezza, la fatica, lo scoraggiamento di un futuro che ancora non è roseo, può produrre in me reazioni tanto educate quanto, magari, “apparentemente” un tantino fredde, di questo me ne dispiaccio e in cuor mio spero sempre di migliorare. 

Come l‘amicizia, tutti i rapporti umani vanno educati, vanno fatti crescere e se i media, la televisione, i social hanno creato l’idea del “tutto e subito”, per noi di Pasticceria Su Misura non è così. Lavoriamo con amore, cerchiamo di risolvere le richieste di tutti, ma a volte dobbiamo dire di no perché il tempo non è sufficiente, e per le cose buone, si sa, ci vuole sempre un pizzico di pazienza; cerchiamo di rispondere ai vostri messaggi in tempi brevi e in modo esaustivo; in negozio, se siamo già impegnate con un altro cliente, vi chiediamo gentilmente di attendere e non abbiatene a male se vi chiediamo il rispetto delle norme in vigore, norme che forse cambieranno tra pochi giorni e noi ci adatteremo ad esse come fatto finora: per voi e per noi, e per lasciarci alle spalle questi ultimi due anni difficoltosi, una volta per tutte.

Mini Rubino in preparazione


giovedì 14 aprile 2022

JESUS CHRIST SUPERSTAR

Regia di Norman Jewison – 1973

Il film è la trasposizione sul grande schermo del musical omonimo di Tim Rice, autore dei testi, e Andrew Lloyd Webber, autore della musica. Fu un successo planetario, non esente da critiche da parte del mondo perbenista che non apprezzò del tutto questo Gesù versione hippy, decisamente terreno pur se rivisto per farlo aderire alla visione tutta occidentale del Cristo: bello, biondo e con gli occhi azzurri.

A pochi giorni dalla Pasqua, per molti giorni della vittoria di Gesù sulla morte e promessa di vita eterna, per altri solo giorno di festa e di gite fuori porta, vi ripropongo questo film che io vidi, con i miei genitori, alla sua uscita in Italia, nel 1974. Scontato dire che mi piacque da morire e sia io che mia sorella uscimmo dalla sala innamorate perse di questo Gesù, bello, affascinante e umano. Così come umana, e meravigliosa, fu Yvonne Elliman che interpretò Maria Maddalena innamorata di lui, sconvolta e confusa da un sentimento mai provato prima che esplode nella canzone da lei interpretata. La sua disperazione è nelle parole del testo della canzone, che vi allego, e che nei miei ricordi rimane la più bella del film. Io l’ho riascoltata e mi sono emozionata proprio come allora, incredibile…

Buona Pasqua!

"I Don't Know How To Love Him
I don't know how to love him.
What to do, how to move him.
I've been changed, yes really changed.
In these past few days, when I've seen myself,
I seem like someone else.
I don't know how to take this.
I don't see why he moves me.
He's a man. He's just a man.
And I've had so many men before,
In very many ways,
He's just one more.
Should I bring him down?
Should I scream and shout?
Should I speak of love,
Let my feelings out?
I never thought I'd come to this.
What's it all about?
Don't you think it's rather funny,
I should be in this position.
I'm the one who's always been
So calm, so cool, no lover's fool,
Running every show.
He scares me so.
I never thought I'd come to this.
What's it all about?
Yet, if he said he loved me,
I'd be lost. I'd be frightened.
I couldn't cope, just couldn't cope.
I'd turn my head. I'd back away.
I wouldn't want to know.
He scares me so.
I want him so.
I love him so.




giovedì 7 aprile 2022

IL PRANZO DI BABETTE

Regia di Gabriel Axel – 1987

Il film è tratto dall'omonimo racconto di Karen Blixen e vinse, nel 1988, l'Oscar come miglior film straniero.

Alla fine dell'Ottocento in un piccolo villaggio della Danimarca vivono due anziane sorelle, Martina e Philippa, figlie di un pastore protestante, dal quale hanno ereditato la direzione della locale comunità religiosa, respingendo le proposte di matrimonio e continuando a vivere una vita semplice e frugale per aiutare i compaesani in difficoltà. Un giorno si presenta alla loro porta, stremata, Babette Hersant, in fuga dalla Parigi. Babette viene accolta dalle anziane signorine e si guadagna l'ospitalità facendo da governante e contribuendo all'attività di beneficenza.

Trascorsi quattordici anni, da Parigi arriva a Babette la vincita di diecimila franchi d'oro alla lotteria. Le due sorelle pensano che Babette userà la grossa somma per tornare in Francia, ma lei chiede di poter dedicare un pranzo alla memoria del pastore loro padre, nel centenario della sua nascita. Martina e Philippa, anche se lusingate, vedono il banchetto come una minaccia alla loro vita tranquilla, e ottengono dagli abitanti del villaggio la promessa di non proferire parola sulle pietanze.

Aiutati dalla bontà del cibo, dall'atmosfera e dall'amore con cui i piatti sono stati cucinati da Babette, tutti diventano gioviali e felici. I commensali, seguaci di una vita priva di piaceri, saranno letteralmente sedotti ed inebriati dal pranzo che Babette ha voluto organizzare, trovando la forza per superare le discordie che li dividevano, al punto di arrivare a danzare tutti insieme tenendosi per mano sotto il cielo stellato, prima di riguadagnare le proprie abitazioni.

Babette altri non è che una famosa cuoca francese che per organizzare questo pranzo e smuovere gli animi inariditi della comunità ha speso tutto il suo denaro rimanendo povera: ma d’altronde un artista non è mai povero!
Se non avete mai visto questo film vi consiglio caldamente di rimediare. È un film meraviglioso che lascia davvero sbigottiti per la ricchezza e varietà del pranzo che Babette propone ai meschini paesani. Oggi la locuzione “pranzo di Babette” è diventata di uso abbastanza comune quando si vuole indicare un pranzo ricco e sontuoso; questo è però anche un film sull’amore, sull’amicizia, sull’importanza del convivio come strumento di serenità e di pace.

Si avvicinano le feste e tra Pasqua e Pasquetta tante famiglie saranno impegnate nei preparativi delle portate da condividere con la famiglia o gli amici. Sapete che io, ormai da diversi anni, ho deciso di non mangiare più animali, di nessun tipo. A Pasqua, in particolar modo, la strage di agnellini e capretti è qualcosa che veramente mi turba e non esito a suggerirvi menù meno cruenti!
Sia come sia, di sicuro non potrà mancare al vostro pranzo la fragrante colomba, rigorosamente classica con tante arance candite e una croccante copertura di mandorle e ancora meno potrà mancare l’uovo di cioccolato che sia il piccolo Picasso, il nuovo modello Elica o i già apprezzati Conchiglia, Fiore o Incavo, fatto a mano da noi, con il vostro cioccolato preferito (io adoro il fondente!), con o senza sorpresa, ma assolutamente Su Misura!