mercoledì 8 luglio 2020

UN RAGGIO DI SOLE!

"Ognuno ha il suo raggio di sole 
Ognuno ha una stella lassù 
Ognuno ha un domani, un forse un chissà 
Perché in cielo è scritto 
Che ognuno ha diritto 
A un grammo di felicità"
(Quartetto Cetra, 1958) 

Il Quartetto Cetra è stato un quartetto vocale italiano, attivo a partire dagli anni quaranta fino agli anni novanta; caratterizzati da notevoli capacità vocali evidenti nelle armonizzazioni delle canzoni e da testi spesso umoristici, ma sempre di buon gusto. Sono stati uno dei gruppi musicali italiani più longevi. Io ho dei ricordi delle trasmissioni televisive in cui erano spessissimo presenti e che vedevo da piccola, sul finire degli anni sessanta e inizio anni settanta. La televisione allora era tutta un’altra cosa! 

La canzone da cui ho tratto la strofa e alla quale ho rubato il titolo per il mio piccolo scritto settimanale, risuona di ottimismo, di luce, di felicità. E mi è parsa adatta al mio animo dopo la settimana appena trascorsa in Pasticceria. 

Abbiamo sperimentato tre aperture pomeridiane con un orario consono al gran caldo di luglio, dalle 16.00 alle 19.00, abbiamo riaperto la Domenica mattina dalle 8.30 alle 12.00 e le nostre ragazze sono tornate, solo parzialmente per ora, a darci una mano. E tutto questo sa di ritorno alla vita, ha il sapore buono di cose conosciute, ha il potere taumaturgico di calmare un pochino le mie ansie (cosa difficilissima, lo sapete!). 

Il risultato, mi sento di azzardare, è confortante, tenendo conto che comunque per il nostro lavoro questo è il periodo di minimo visto che con il caldo il consumo di dolci e pasticcini tende un po’ a calare mentre aumenta la voglia di dieta pro tintarella; molti, magari non potendo andare in vacanza, cercano in ogni caso lidi lacustri dove rinfrescarsi e trascorrere tempo spensierato piuttosto che passeggiare per le vie assolate della città. 

Una parola in più la vorrei spendere sulla nostra prima Domenica che proprio mi è piaciuta! 
Ho rivisto tante persone, i clienti della Domenica, ma anche persone nuove, tutti carini, gentili e rispettosi. In particolare mi ha colpito un signore tanto gentile che nel tentativo di spostarsi dal tavolino assolato alla panchina ombreggiata è riuscito a rovesciare il suo caffè facendolo confluire tutto nel piattino senza mandarne in giro neanche una goccia salvando la camicia e i pantaloni. È rientrato in negozio con il suo vassoietto e un’aria cosi mortificata! Ho provveduto a rifargli subito il caffè e mi sono permessa di offriglielo strappandogli un sorriso di gratitudine e due chiacchiere simpatiche. A volte è cosi semplice avere un grammo di felicità! 

Per questa settimana ho scelto per voi la ricetta dei Novariso, biscotto friabile e dolce, versione con farina di riso dei più classici “novaresi”


NOVARISO 
Gr 150 uova (n. 3 uova) 
Gr 70 tuorli (circa 3 tuorli, tenete albume da parte in frigo per altri usi) 
Gr 13 miele 
Gr 180 zucchero 
Gr 250 farina di riso 
Gr 5 polvere lievitante 

Montate uova, tuorli, miele e zucchero con una piccola planetaria o con fruste elettriche; quando sono ben montanti unite delicatamente con una spatola la farina setacciata con la polvere lievitante. Utilizzando una sac a poche fate delle striscioline di impasto, su teglie con carta da forno, e ricopritele di granella di zucchero. Cuocete a 200°C per 5/6 minuti. Attenzione che colorano velocemente!

mercoledì 1 luglio 2020

CORAGGIO, ALTRUISMO E FANTASIA

"Nino cammina che sembra un uomo 
Con le scarpette di gomma dura 
Dodici anni e il cuore pieno di paura 
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore 
Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore 
Un giocatore lo vedi dal coraggio 
Dall'altruismo e dalla fantasia"

Amo molto questa bellissima canzone di De Gregori, peraltro inserita nella colonna sonora dell’altrettanto da me amato film di Gabriele Salvatores “Marrakesch Express” (1987, per chi non lo ha mai visto consiglio di rimediare). Alla base di entrambi (canzone e film) ritrovo il senso dell’amicizia, la solidarietà, l’altruismo e il coraggio che ci spingono a compiere azioni che forse non pensavamo di essere in grado di fare. 

Nel passato fine settimana, complice l’ultima domenica non lavorativa che mi ha permesso di fare notte fonda, abbiamo vissuto una bella riunione fra amici, amici che non vedevamo da tanto tempo (e non solo a causa del recente periodo di reclusione), amici con cui abbiamo cenato, chiacchierato, cantato le vecchie canzoni della nostra gioventù in un clima di forte empatia. E so bene che loro sono parti importanti della mia vita, che mi sono stati vicini in tempi passati, nei tempi recenti e lo saranno anche in futuro. E che sempre mi daranno il coraggio di andare avanti. 

E il coraggio in questo momento storico è una dote che non può mancare anche nell'ambito della nostra attività lavorativa. Come sapete ricominceremo ad aprire tre pomeriggi alla settimana (mercoledì, giovedì e sabato dalle 16.00 alle 19.00) e torneremo ad essere aperte la domenica, dalle 8.30 alle 12.00. Beh, un po’ di ansia la sento … Speriamo di fare la cosa giusta! Però come dice De Gregori “un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia” e non certo dalla paura di sbagliare. E paura ne ho avuta tanta negli ultimi mesi, paura di non farcela, paura di fallire, paura di aver sbagliato all'origine imboccando questa strada e aprendo una attività, la mia, la nostra, da quando è entrata in scena Ilaria ormai 8 anni fa, la nostra bella Pasticceria Su Misura.
Penso a Ilaria, trascinata da me in questo vortice, e penso “per fortuna che c’è!”. E a lei la fantasia non manca certo e nemmeno il coraggio. Così, anche se ci sono giorni in cui prevale la paura di sbagliare, altruismo, coraggio e fantasia restano alla base del nostro lavoro e dell’amore con cui ci dedichiamo. E i vostri sorrisi, i vostri complimenti, le foto delle nostre torte sulle vostre tavole e nelle vostre case sono energia fondamentale che tiene viva la nostra grande voglia di proseguire. Voi, gli amici, le nostre famiglie che tutti insieme siete la nostra grande e affettuosa famiglia che non ci lascerà mai sole! 

E a proposito di fantasia e di Ilaria: è in corso di progettazione la nostra nuova vetrina ma non vi dico nulla per non rovinare la sorpresa! E, spero lo abbiate notato, Ilaria (e la sua fantasia e creatività) sta pubblicando sui nostri profili social le sue foto dei nostri dolci che, anche grazie ad un corso seguito da poco, hanno indubbiamente una marcia in più! E lei si diverte un sacco! 


Vi lascio oggi la ricetta di un biscotto super classico: esse al burro! 

ESSE AL BURRO 
Gr 500 burro pomata 
Gr 275 zucchero a velo (non vanigliato) 
Gr 150 uova (numero 3) 
Gr 30 miele 
Gr 700 farina 
Gr 100 fecola 
N. 1 bacca di vaniglia (si usano i semi, il resto si conserva per aromatizzare lo zucchero) 

Montare il burro con lo zucchero, il miele e e semi di vaniglia. Utilizzate una piccola planetaria, se l’avete, o delle fruste elettriche. Il burro deve essere molto spumoso. 
Aggiungere le uova poco alla volta e in ultimo, a mano e lavorando il meno possibile, le farine setacciate. Con una sac a poche e una bocchetta rigata, disegnate delle piccole esse su teglie provviste di carta forno. Cuocete a 200°C per 8/10 minuti.

mercoledì 24 giugno 2020

DOMENICA E' SEMPRE DOMENICA

"Domenica è sempre domenica 
Si sveglia la città con le campane 
Al primo din-don del Gianicolo 
Sant'Angelo risponde din-don-dan 
È domenica per poveri e signori 
Ognuno può dormir tranquillamente 
Né clacson, né sirene, né motori 
Si sveglia la città più dolcemente"

Mario Riva, presentatore de “Il Musichiere” alla fine degli anni ’50, cantava questa canzone al termine della trasmissione televisiva. Sono risalita fino a quella lontana epoca per aver la scusa di parlare, di nuovo, della Domenica: giorno di riposo e di svago per la maggior parte di noi, ma giorno di lavoro per tanti altri. 

Domenica scorsa, complice il tempo meraviglioso, abbiamo fatto una strategica gita di 24 ore verso i monti! Un mare di verde e di blu ha riempito i miei occhi e il mio cuore e, pur se per un breve lasso di tempo, la mia testa è riuscita a staccarsi da tutti i problemi e le ansie, e a godere a pieno della natura. Posso dire di avere sperimentato attimi di pura felicità! È una cosa rara, perché io credo (forse sono troppo pessimista) che non si possa essere sempre felici, sereni sì, tranquilli, calmi, rilassati, ma la felicità! La felicità è fatta di attimi fuggenti che bisogna essere preparati a gustare! 

Fatto punto sulla bellissima Domenica trascorsa, che lo crediate o no, il lavoro domenicale mi manca un po': il ritmo lavorativo da Lunedì a Sabato mi scombussola e le fughe strategiche mi piacciono di più quando comprendono il Lunedì, con meno gente e meno traffico nel rientro (se poi, come capitato qualche volta, sono fughe da Sabato pomeriggio a Lunedì allora è proprio festa! Ma per il momento bisogna accontentarsi). 

Poco alla volta, nonostante il ritmo lavorativo sui minimi, sia per le note vicende che per la stagionalità, cerchiamo di fare timidi passi verso un ritorno alla normalità. 
Ed è con gioia, unita a parecchia trepidazione mescolata a un filo di titubanza e con i classici incroci di dita, che vi preannuncio, magari sottovoce che quasi anche io non ci credo, che per il mese di Luglio abbiamo previsto di riaprire la Domenica mattina, dalle 08.30 alle 12.00, e i pomeriggi di Mercoledì, Giovedì e Sabato dalle 16.00 alle 19.00. 

È un pochino un esperimento, forse anche un po’ un azzardo specie ora che pare scoppiato il grande caldo, e molti preferiranno passare i pomeriggi a prendere il sole in riva al lago o tenteranno fughe domenicali dalla città e ricerca di angoli non troppo affollati. 

Ma noi contiamo su tutti quanti avranno voglia di splendide colazioni e merende nella nostra corte stile provenzale, trés trés chic, e poi anche di un dolcino da portare agli amici per la cena insieme ai fiori per la padrona di casa e una buona bottiglia di bollicine! 

Vi lascio oggi la ricetta dei biscotti al Kamut, buoni, digeribili e con tanta frutta secca che fa così bene!

BISCOTTI KAMUT 
Gr 500 farina di kamut 
Gr 200 burro 
Gr 350 zucchero 
Gr 100 farina di nocciole 
Gr 100 nocciola tritate grossolanamente 
Gr 200 mandorle naturali (con la buccia marroncina) tritate grossolanamente 
Gr 150 uova (numero 3 uova) 

Lavorate con la spatola burro e zucchero, unite le uova e per ultime farine e frutta secca. 
Stendere in un quadrato alto mezzo centimetro e lasciare raffreddare in frigo almeno un’ora. Tagliare il quadro a rettangoli, decidete voi la misura che più vi piace, e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 15 minuti.

mercoledì 17 giugno 2020

IL MONDO IERI, IL MONDO OGGI

"Immagina questo coperto di grano, 
immagina i frutti e immagina i fiori 
e pensa alle voci e pensa ai colori 
e in questa pianura, fin dove si perde, 
crescevano gli alberi e tutto era verde, 
cadeva la pioggia, segnavano i soli 
il ritmo dell'uomo e delle stagioni..." 

Il testo che ho riportato è parte della canzone di Francesco Guccini “Il vecchio e il bambino” contenuta nell'album “Radici” uscito nel 1972. 
Credo di aver imparato questa canzone quando avevo circa 8 anni e Francesco Guccini, secondo me un poeta (non credo solo secondo me!), ha accompagnato la mia infanzia, adolescenza e l’età adulta; io ho ancora i suoi vinili, tra cui “Radici”, appunto. In questi giorni in cui si è festeggiato il suo ottantesimo compleanno non ho potuto fare a meno di pensare a questa canzone, “Il vecchio e il bambino”, nella quale un vecchio (il nonno, io ho sempre immaginato) racconta ad un bambino com'era il mondo prima… prima che la mano umana distruggesse tutto. 

Non è che voglio rattristarvi, però mi ha colpito molto pensare, alla luce degli ultimi accadimenti, che quasi 40 anni fa si cantasse di un mondo distrutto per mano dell’essere umano che con la sua ingordigia non aveva saputo custodire il prezioso pianeta su cui si trovava. Forse avremmo potuto (dovuto) comportarci meglio noi umani, no? 

In questi mesi, durante i quali abbiamo vissuto una emergenza sanitaria che ci ha imposto chiusura di attività, blocco dei rapporti sociali, periodi di solitudine, ci siamo chiesti a chi dare la colpa di questa situazione, come ne saremmo usciti, se tutto questo ci avrebbe migliorato o quantomeno spinto a riflettere sui nostri stili di vita, a considerare l’importanza dei rapporti interpersonali. 

Questo periodo che abbiamo vissuto, e stiamo ancora vivendo. ci sta mettendo a dura prova; e quindi penso che valga davvero l’occasione di ripensare a noi stessi anche nelle piccole e piccolissime cose quotidiane. Finalmente abbiamo potuto tornare ad uscire, a muoverci, a rivedere gli amici, a frequentare i luoghi a noi cari. Bisogna però avere tanta pazienza, tanto rispetto per gli altri e per il lavoro degli altri, rallentare un pochino il ritmo per assaporare quello che credevamo perso, forse per sempre. 

Noi ci stiamo dando un gran da fare per darvi tutta l’accoglienza, il conforto, le coccole di cui avete bisogno, nonostante le limitazioni e i piccoli disagi che la situazione contingente comporta. Proprio per questo, anche se il periodo è difficile, abbiamo deciso di investire una parte del sostegno economico ricevuto per cambiare il look della nostra corte; da pochi giorni sono arrivati i nostri nuovi tavolini e sedie: di metallo, rotondi, più grandi e specifici per esterno e facili da pulire e tenere in ordine, ma soprattutto molto coloranti e di vago sentore provenzale. Siamo molto contente e anche voi ne siete stati entusiasti! 


Al primo ordine, testato il successo, ne abbiamo aggiunto un secondo con ancora un paio di tavoli e sedie aggiuntive, con la speranza che a breve le distanze si possano un filo ridurre. Per un’estate piena di sole e di colore! Così anche chi, purtroppo, non potrà andare in vacanza, venendo da noi potrà illudersi di trovarsi immerso nella Provenza o (per i più fantasiosi!) in una località di mare! 

Ed ora ecco a voi la ricetta della settimana: 


TORTA RICOTTA E LIMONE 
Gr 300 pasta frolla 
Gr 250 ricotta 
Gr 50 uova (pari a 1 uovo) 
N 1 scorza limone grattugiato (utilizzare limone non trattato) 
Gr 125 zucchero a velo 

Sbattere la ricotta con l’uovo e gli aromi, aggiungere lo zucchero a velo e lavorare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Foderate di frolla uno stampo diametro 26 e versateci il composto di ricotta. Decorate la superficie con strisce di frolla e cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 35/40 minuti.

mercoledì 10 giugno 2020

QUANDO SARO' GRANDE

Ti hanno iscritto
A un gioco grande
Se non comprendi
E se fai domande
Chi ti risponde
Ti dice "è presto"
Quando sarai grande
Allora saprai tutto
Saprai perché
Saprai perché
Quando sarai grande
Saprai perché..
(Edoardo Bennato, 1977)


Il testo che ho scelto per questo mio scritto settimanale è tratto da una canzone contenuta nell'album di E. Bennato “Burattino senza fili” che, come facilmente si intuisce, rimanda al Pinocchio di Collodi. Libro che, se non l’avete mai letto, vi consiglio caldamente, anche se è tutto tranne che una innocente favola per bambini; anzi è molto cupo e contiene allegorie sulla vita che fanno assai riflettere. 

Adoravo Bennato e in particolare l’album che ho citato. All'epoca ero una quasi adolescente con grandi sogni e aspettative per la mia vita futura. A quell'età non si vede l’ora di diventare grandi, per capire, per sapere. Succede poi che di colpo ti ritrovi non solo grande, ma di più, e sai che la tua vita ha da un pezzo doppiato la metà. 

Nella mia vita, escludendo gli anni della vera e propria infanzia che mi sento di definire in modo assoluto davvero felici (sono stata una bambina fortunata) ho vissuto traversie di tutti i generi: sentimentali, lavorative, drammi famigliari, traumi, perdite, lutti. Ho sempre cercato di far fronte a tutto, con forza, tenacia, fantasia, e a volte anche improvvisazione. Mi sono reinventata la vita, ho fatto nascere la mia attività, attività che ora condivido con Ilaria, coronando il sogno che avevo da piccola di diventare pasticcere. 
Ammetto però che lo stop che, insieme a voi tutti, mi sono ritrovata a vivere in questi mesi (una pandemia, niente di meno!) mi sta mettendo a dura prova. Ormai sono grande, oramai so perché, ormai so quel che devo fare, ma vi assicuro, e sono certa che la stessa sensazione la stiamo provando in tanti, che la voglia di fuggire, mollare tutto, urlare “stavolta non ce la posso fare!!” è davvero tanta. 
Mi è capitato in questi giorni di soffermarmi a pensare su cosa potrei fare di diverso, qualcosa che mi piaccia e che mi permetta di vivere, un nuovo cambio di rotta, cambio di programma. 
So benissimo di cadere nella banalità dicendo che mi piacerebbe scrivere un libro, un libro che mi permetta di diventare ricca e famosa! Ci sono diverse persone che hanno iniziato a scrivere tardi ottenendo un enorme successo, forse potrebbe accadere anche a me! 

Vi confesso che sono un po’ affranta ora, per i danni subiti, le difficoltà, le nostre ragazze che non ci sono e mi mancano, la fatica e i troppi pensieri, l’incertezza del futuro, l’impossibilità di programmare, il sapere che tutte le numerose idee che avevamo in testa ad inizio anno non le possiamo realizzare ora. 
Io e Ilaria, come credo la maggior parte dei piccoli imprenditori come noi, ci sentiamo un po’ abbandonati a noi stessi, dopo tante parole, tante promesse, tanti pomeriggi a leggere decine di mail di aggiornamenti, ora sembra che tutto si sia fermato. Le attività hanno riaperto e ci dobbiamo arrangiare da sole. Quindi capirete il desiderio di poter cambiare, il desiderio di essere ancora ai tempi in cui cantavo a squarciagola “quando sarò grande” e avevo ancora parecchia vita, e tempo per sapere perché. 

La verità però è che il mio lavoro mi piace tanto, e Pasticceria Su Misura è il fiore all'occhiello della mia vita, e i vostri sorrisi quando venite da noi per la colazione, un caffè, un dolce, le risate che salgono al mio laboratorio dalla caffetteria, le chiacchiere, l’amicizia, le soddisfazioni che mi date, sono tutte piccole schegge di un mondo che, anche se sembra impazzito, è sempre il mio mondo e io ci voglio restare, con tutto il cuore. 

E per restare nel mio mondo, vi do pillole di pasticceria! 
La ricetta che ho scelto questa settimana è qualcosa che mi piace moltissimo a partire dal nome: 


LINGUE DI GATTO (Langue de Chat) 
Gr 180 burro pomata 
Gr 180 zucchero 
Gr 180 farina 
Gr 180 albumi (circa 6, a temperatura ambiente) 

Mettete il burro in una terrina e lavoratelo fino a renderlo spumoso; aggiungete lo zucchero e, a più riprese, gli albumi non sbattuti. Quando l’impasto risulta omogeneo e filante aggiungete la farina setacciata continuando a lavorare con la spatola. Se disponete di una piccola planetaria potete avvalervi di questa utilizzando la foglia. 
Con l’aiuto di una sac a poche e di una bocchetta medio/piccola, stendete l’impasto su teglie con carta da forno, formando tanti bastoncini equidistanti. Tenderanno un pochino ad allargarsi. 
Fate cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 5-6 minuti. 
Sono pronte quando i bordi sono di un bel color caramello e il centro resta più chiaro. 
Ottime da sole, con la panna montata, con il gelato, con i frutti di bosco… a voi la scelta!

mercoledì 3 giugno 2020

IL MIO FUTURO... UNA CITTA' CHIAMATA LECCO

"Lungo la strada 
Tante facce diventano una 
Che finisci per dimenticare 
O la confondi con la luna 
Ma quando ti fermi 
Convinto che ti si può ricordare 
Hai davanti un altro viaggio 
E una città per cantare..."
(Ron, 1980) 

I miei nonni materni erano milanesi, il mio nonno paterno era milanese mentre la nonna era francese e mio padre era nato in Francia, trasferitosi con la famiglia a Milano durante la guerra. I miei genitori vivevano a Milano e si erano trasferiti in Brianza nel 1960, anno del loro matrimonio, dove mio padre aveva una piccola azienda artigiana che lavorava l’ottone. Mia mamma, che lavora da lui come impiegata, dopo il matrimonio ha continuato a lavorare con il babbo tenendo la contabilità. Mio padre era un uomo d’altri tempi, mia madre invece è stata sempre una donna avanti, era già moderna negli anni 60. All'età di 4 anni mia mamma mi iscrisse, al traino di mia sorella che ha tre anni più di me, al gruppo scout di Cantù. All'epoca esistevano due associazioni: AGI, Associazione Guide Italiane (femmine) e l’ASCI (Associazione Italiana Scout Cattolici italiani, maschi e cattolici). Le due associazioni nel 1974 si fusero dando vita all’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani). 

Ho dei ricordi bellissimi dei miei primi anni con le “coccinelle”, cosi si chiamavano allora le bambine più piccole. Avevamo la nostra “sede”, luogo di ritrovo del Sabato pomeriggio e base di partenza per le incursioni domenicali, in una mansarda con il pavimento di mattonelle e il soffitto di travi di legno, odore di muffa e di rose. Don Adolfo Asnaghi (1917-2007), il nostro assistente, grande e indimenticato sacerdote ambrosiano, professore, scrittore, filosofo, formatore, ci raccontava ogni Sabato storie meravigliose che ai nostri occhi di bambine parevano magiche. Ho vissuto lo scoutismo, grande esperienza di vita, fino ai 25 anni, passando dalle coccinelle alle guide, poi al noviziato, poi come scolta in clan/fuoco e poi, da grande, come capo reparto e maestra di noviziato. 

Il gruppo di Cantù faceva parte della “zona” di Lecco. Io ricordo con fastidio le noiose riunioni che si tenevano a Lecco. 
Allora Lecco era una città troppo distante dalla nostra realtà, distante per chilometri e anche per mentalità, ed era una città industriale e brutta. Il recupero del lago e del centro storico non erano ancora avvenuti. 

Tenete conto che quello di cui vi parlo risale a più di trent'anni fa ed allora se qualcuno mi avesse detto che un giorno Lecco sarebbe diventata la mia città di elezione, la città della mia attività, del mio lavoro, dei miei sogni, lo avrei preso per pazzo. 
Nel mio futuro l’unica città che poteva avere posto era Milano, patria dei miei studi universitari, della mia prima vita lavorativa nonché città in cui sono nata. Certo avrei amato Parigi, la città più bella del mondo e che ho frequentato molto per motivi di svago e di lavoro. Ma Lecco! Lecco, no dai…. 

E invece mi ritrovo a Lecco, una città che nel corso degli anni ha indubbiamente saputo valorizzare le proprie bellezze, il lungo lago, il centro storico, la passeggiata di Pescarenico e che da quasi otto anni è sede di Pasticceria Su Misura

Non è stato facile, non lo è nemmeno ora, tanto più adesso che faticosamente stiamo cercando di curare le profonde ferite che la pandemia, ancora in corso (inutile illudersi! Non è tutto passato!) ha lasciato. Conquistare la fiducia dei lecchesi, il saper rispondere che la nostra unicità è unica, che Pasticceria Su Misura esiste perché nata da un sogno e che testardamente vuole continuare a sognare e a farvi sognare con dolci che si rifanno solo a loro stessi, all'inventiva del nostro laboratorio e alla nostra capacità di reinventare dolci che esistono da sempre. 

Ci stiamo mettendo anima, cuore, cervello, fatica, impegno, Ilaria ed io, per andare avanti e sappiamo che vi abbiamo dalla nostra parte. E sono certa che mi perdonate quando vi dico che no, non sono di Lecco, e che le strade e gli angoli suggestivi di Lecco li ho conosciuti nei mesi di Marzo e Aprile quando, con la Pasticceria chiusa abbiamo continuato ad esservi vicine con le consegne a domicilio. Servizio che non si è fermato, prosegue anche ora con la Pasticceria aperta (sui nostri profili trovate tutte le informazioni in merito). 

Vi abbraccio forte e vi lascio la consueta ricetta settimanale. Però fatemi sapere come vanno i vostri esperimenti!


SAVOIARDI DI RISO 
Gr 250 zucchero 
Gr 200 albumi (circa 6/7 uova) 
Gr 180 tuorli (circa le uova di cui avete usato gli albumi) 
Gr 50 miele 
Gr 200 farina di riso 
Gr 30 farina di mais fumetto 
Gr 100 fecola 

Mettete i tuorli in una ciotola ampia e frustateli poco con il miele (non dovete montarli). 
Unite gli albumi montati a neve con lo zucchero, mescolando dal basso verso l’alto. 
Unite per ultime le farine setacciate. Con l’aiuto di una sac a poche formate su teglie, con carta da forno, dei bastoncini e spolverizzateli con zucchero a velo. 
Cuocete in forno a 200°C per 8 minuti.

mercoledì 27 maggio 2020

UN EURO, UN EURO PER UN CAFFE'!

“Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”

È l’invocazione che Shakespeare mette in bocca al Re Riccardo III che, sconfitto nella battaglia di Bosworth Field, cerca disperatamente un cavallo per sfuggire alla morte (Riccardo III, The Life and Death of King Richard III, Vita e morte di re Riccardo III, ultima di quattro opere teatrali nella tetralogia minore di William Shakespeare sulla storia inglese) 

Concordo con voi che il mio incipit oggi è un po’ avulso dal tema che vorrei toccare, ma confesso che mi piaceva l’assonanza con il titolo che ho dato a questo mio breve scritto per voi. 

Pasticceria Su Misura ha finalmente riaperto, dal 9 maggio solo con servizio asporto e ritiro ordinazioni, e dal 18 maggio con attività un pochino più “fluida”: tavolini all'esterno, ombrellone posizionato cercando di dare ombra alla nuova disposizione dei tavoli che devono restare distanziati di un metro, numero massimo di tre persone che possono entrare in negozio, più la presenze di due operatori, cosa che mi permette di scendere dal mio laboratorio e sostare un attimo in negozio almeno per un saluto, possibilità di bere il caffè al banco (tra noi e voi c’è un metro abbondante). 

Certo, non è questa la piena operatività ma speriamo che le cose, anche se molto lentamente, vadano migliorando. L’assenza delle scuole, lo smart working, il caldo e la voglia di fuga che è un po’ in tutti noi certo sono fattori che non stanno dalla nostra parte, ma noi proseguiamo fiduciose con il nostro approccio di sempre, fatto di cordialità, simpatia, gentilezza, attenzione al cliente. 

Di tutto questo fa parte anche il fatto, e ci tengo a sottolinearlo viste le polemiche che l’hanno fatta da padroni in questi giorni sui social, alla radio e anche sulla carta stampata, che i nostri prezzi sono rimasti invariati, a partire dal caffè
Nel nostro negozio già da inizio anno, quando l’aumento del prezzo della tazzina era in corso, è affisso un cartello con scritto “il nostro caffè costa sempre 1,00 euro”. E continuerà a costare 1,00 euro, nonostante due mesi di chiusura e migliaia di euro di mancati incassi, nonostante le spese sostenute per poter riaprire: colonnina e gel per sanificare le mani, plexiglass per la parte del banco bassa e termometro (già ordinati e in attesa di consegna), guanti e mascherine (grazie a Max Service e Matteo Pet Queen per mascherine che almeno non ci fanno sembrare infermiere), consulenza per il rinnovo documento valutazione rischi per tener conto della nuova realtà emergenziale e parecchi altri. Senza contare la fatica fisica di Ilaria e mia per ripulire da capo a fondo i locali dopo tante settimane chiuse. Nei costi di riapertura posso tranquillamente mettere anche quello che deriva da un afflusso contenuto di persone, dovendo rispettare le regole del distanziamento, che certo non aiutano a far salire gli incassi. 

Nonostante tutto questo noi andiamo avanti fiduciose e speriamo che si torni presto a una vitalità piena, speriamo che le nostre ragazze possano tornare presto (al momento con i limiti imposti e il questo ritmo di lavoro non è purtroppo ancora ipotizzabile) e speriamo quindi di poter tornare anche ai nostri consueti orari e apertura 7 giorni su 7. 

Per ora continuiamo a sperimentare, portando l’orario di apertura dalle 7.30 alle 14.00 sempre dal Lunedì al Sabato. 
Vi ricordo che resta sempre attivo il servizio di CONSEGNE A DOMICILIO

E a voi una ricettina facile facile! 



PASTA FROLLA RISO MAIS 
Gr 225 burro 
Gr 190 zucchero 
Gr 140 tuorlo (circa il rosso di 7 uova) 
Gr 4 polvere lievintante 
Gr 250 farina di riso 
Gr 175 farina di mais 

Il procedimento è identico a quello della frolla classica (andate a vedere la ricetta della torta pere  e cioccolato e trovate la dose per la frolla e le modalità da seguire). 
Una frolla, questa, buona e gustosa, senza farina di frumento, da utilizzare per biscotti o fondi per torte. 
Buon lavoro